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venerdì 22 giugno 2012

VI RICORDATE ANCORA DEL REFERENDUM TRUFFA? NOI ABBIAMO LA MEMORIA LUNGA!



A proposito del referendum truffa del 6 maggio 2012, ci teniamo a ricordare ai Sardi la posizione che a suo tempo assunse a Manca pro s’Indipendentzia.
Sulle indennità: "dae corbu non naschet columba".

Nei giorni precedenti il referendum siamo persino stati accusati di voler difendere la casta, perché abbiamo puntualmente spiegato la natura truffaldina e imbrogliona dei quesiti e l’appartenenza alla cosiddetta “casta” dello stesso Comitato promotore referendario. Sostenevamo che l’unico risultato del referendum sarebbe stato quello di aumentare il potere dei politici regionali mentre, in buona fede, molti sostenevano l’operato di Prato e Vargiu.

Oggi possiamo valutare obiettivamente che avevamo ragione:

-   - Verranno abolite le ex nuove provincie e non si sa con che organismi verranno rimpiazzate, in ogni caso non c’è scritto da nessuna parte che i nuovi organismi saranno popolati da gente migliore di quella che prima affollava le provincie.
-   - Il numero dei consiglieri regionali è diminuito, e, mentre la spesa per la politica resta uguale, adesso potete avere la certezza che sarà ancora più difficile entrare in Regione se non si appartiene ad uno dei grossi partiti che vengono comunemente definiti “casta”. Perché per entrare in Regione ora saranno necessari molti più voti, quindi molta più spesa per la campagna elettorale che ovviamente soltanto i capi-bastone dei grandi partiti possono permettersi.
-   - I soldi che si pretendeva di togliere ai politici sono stati ben presto ripristinati, come vi avevamo detto, anche in questo caso, e i loro stipendi sono più al sicuro che mai.


-         In compenso i sardi hanno muittato via montagne di soldi per un referendum che aveva l’unico scopo di sponsorizzare la carriera politica di alcune “stelle” dell’italianismo in declino come appunto Prato e Vargiu!

Coloro che sono andati a votare sono stati ingannati, come noi cercavamo di avvertire, e hanno loro malgrado rafforzato la casta dei partiti italiani, altro che “grande vittoria del popolo sardo”, come qualcuno si era troppo presto affrettato a dire, travolto dall’entusiasmo! Altro che tagli agli stipendi dei consiglieri! Altro che «abrogazione» delle indennità!

Per la cronaca, 60 consiglieri hanno votato SI (tutti i gruppi politici rappresentati in Consiglio, dal Centro Destra al Centro Sinistra).
3 consiglieri astenuti, Dei Riformatori (promotori del referendum truffa), tre hanno abbandonato l’Aula e due sono rimasti votando SI.

Alla diffusione dei nomi dei consiglieri regionali che hanno approvato il ripristino delle indennità Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori Sardi (uno dei partiti principali ispiratori del referendum) ha commentato così: “… non ritengo accettabile il fatto che, questa mattina durante la pacifica manifestazione contro la norma sulle indennità consiglieri regionali, siano stati letti nomi di consiglieri regionali che in coscienza hanno fatto ciò che hanno ritenuto giusto".
Ogni considerazione a questo punto appare superflua.


Direttivo Politico Nazionale
A Manca pro s’Indipendentzia



ECCO I NEO CONSIGLIERI DELLA “REPUBRICA DE SARDIGNA”


iRS  -indipendèntzia Repùbrica de Sardigna- si congratula con i propri neo-consiglieri  votati nelle ultime elezioni amministrative: Alessandro Dongu candidato sindaco della lista ozierese “Insieme” che ha raggiunto l’11,1% delle preferenze; Marco Stincheddu a Chiaramonti; Pietro Mulargia a Bulzi; Omar Pani a Erula.
Complimenti anche a chi non è entrato nel proprio consiglio comunale ma ha lavorato incessantemente in questi ultimi mesi di campagna elettorale e continua a dare il suo contributo.
In tempi dove il bi-partitismo sembrava ormai passato non si può fare a meno di notare che l’isola in alcune sue regioni conserva lo status-quo politico che ha trascinato la Sardegna nella fase più buia della propria autonomia. Nonostante ciò dall’ombra emergono chiaramente sentimenti di rinnovo in quei comuni che hanno scelto di essere rappresentati da sindaci indipendentisti. Questo non può che essere un fattore positivo per il mondo indipendentista sardo che lavora fiducioso per la Repubblica.
http://www.irsonline.net/

ARTICOLO ORIGINALE

SOVRANITÀ, OPERA IN PROGRES Indipendentisti alla prova di governo delle realtà locali

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 16 giugno 2012 alle ore 20.45 ·
 



Gli indipendentisti volevano essere messi alla prova del governo locale: la prima occasione arriva dopo le elezioni amministrative. Specie per quelli di Progres-Progetu Republica, che piazzano alcuni eletti nei Comuni di seconda fascia (nelle grandi città l'appuntamento è ancora rimandato). E ora si candidano a ruoli di responsabilità nelle giunte.

GLI ELETTI Non sono grandi exploit, più che altro un'avanzata graduale. Progressiva, verrebbe da dire. Però riguarda un partito che fino a sedici mesi fa neppure esisteva.

Due consiglieri eletti a Lanusei, nella lista del nuovo sindaco: uno è il leader di Progres, Salvatore Acampora, l'altro è Nadir Congiu.

A Terralba c'è una performance personale clamorosa: Stefano Siddi, con 613 preferenze, è il più votato in assoluto tra i consiglieri eletti nei 62 Comuni che non andranno al ballottaggio.

Solo ad Alghero qualcuno ha superato quella soglia, neppure sfiorata invece in centri come Oristano e Selargius: e dire che Terralba non arriva a 10mila elettori.

Nel centro dell'Oristanese, Progres dovrebbe avere addirittura due assessorati su quattro: oltre a Siddi toccherà anche ad Alessandro Murtas, che ha ottenuto 174 preferenze. La buona prestazione degli indipendentisti, nella lista del sindaco Pietro Paolo Piras, è completata dai 63 voti di Federico Putzolu.

C'è il marchio Progres a Oniferi, con Maurizio Caddori e Daniela Daga, mentre in liste civiche sparse qua e là ci sono nomi vicini al partito ma non ancora ufficialmente tesserati.
E Frantziscu Sanna è il più votato di “Aristanis noa”, che a Oristano ha riunito le varie anime dell'indipendentismo fermandosi però poco oltre il 4 per cento.

LA RIVOLUZIONE È l'esito della svolta di un gruppo accusato, in passato, di essere troppo snob, non volendosi mescolare con altri partiti. Stavolta invece Progres non ha fatto liste in solitario, con propri candidati sindaci, ma ha disseminato i propri esponenti in progetti “civici” capaci di proporsi per amministrare le comunità locali.
In fondo è stata una presa d'atto di una realtà evidente: almeno per ora, l'indipendentismo di testimonianza da solo non vince.

Omar Onnis, presidente del partito, la spiega così: «Noi non facciamo politica per il partito, ma per i sardi. Abbiamo scelto, scientemente, di partecipare come cittadini a progetti condivisi a vantaggio delle nostre città e dei nostri paesi».
Onnis parla di «contaminazione», ed è chiaro che contaminarsi comporta anche qualche problema.

Per esempio le critiche per le intese con i partiti «italiani». «È proprio perché non crediamo all'indipendentismo settario», riflette il presidente di Progres: «Per cambiare la Sardegna bisogna partire dalle realtà locali. Vogliamo costruire pratiche di sovranità reale, per dimostrare che l'indipendentismo è in grado di assumersi responsabilità di governo e per creare la nuova classe dirigente che dovrà farsene carico».

LE PROPOSTE Aver partecipato «da cittadini» alle liste civiche non vuol dire, spiegano dal partito, che non si siano sviluppate linee comuni. «Tutti i candidati - precisa il segretario Acampora - hanno nei programmi gli incentivi per i prodotti a chilometri zero, a partire dalle mense scolastiche, in una filiera corta dell'agroalimentare; e poi l'esaltazione delle risorse storico-culturali dei territori, il turismo sostenibile, il plurilinguismo. Ora gli eletti, come primo atto concreto, proporranno il ritiro delle deleghe a Equitalia per il recupero dei crediti», altro impegno enunciato in campagna elettorale.
Ci sarà comunque un confronto continuo col partito tramite l'Istituzione nazionale sarda, cioè l'assemblea degli eletti di Progres. Che si affianca, nella non semplice articolazione interna, all'assemblea degli attivisti: questi ultimi sono 157 e a loro volta si distinguono dai circa 200 sostenitori perché hanno superato il percorso formativo che dà diritto a pagare i ben 60 euro dell'iscrizione («un modo per evitare che qualcuno compri pacchetti di tessere», spiega Acampora).

Regole bizzarre? Può darsi, ma Progres è un esperimento molto originale, quasi una democrazia diretta interna. Un po' la trasposizione politica dell'opera prima di un romanziere americano, Joshua Ferris, “E poi siamo arrivati alla fine”: scritta tutta alla prima persona plurale, con un “noi narrante” anziché un “io”.

Anche Progres punta sul collettivo, in rifiuto del leaderismo: scommessa non facile da vincere, nel terzo millennio, e forse ancora più complicata da gestire dopo i successi elettorali. Ma hanno fortemente voluto la bicicletta, e sanno di dover pedalare assai.
Giuseppe Meloni

Da L'Unione Sarda del 16 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

PERDASDEFOGU: Piace il poligono della morte - VILLAPUTZU: Il poligono deve dare più lavoro


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 14 giugno 2012 alle ore 23.25 ·
 


Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu: «La mia posizione era identica a quella del mio rivale». Fernando Codonesu: «La gente di Villaputzu ha dato tanto e ha ottenuto molto poco».
Un caso o una scelta ponderata? Impossibile avere una risposta dai diretti interessati, cioè dai nuovi sindaci di Perdasdefogu e Villaputzu, i Comuni sui quali insiste il poligono di Quirra. Il dato certo è che nei due paesi sono cambiate le amministrazioni “storiche”. Amministrazioni che avevano “sposato” la presenza dei militari sui loro territori. Il cambiamento dei sindaci corrisponde a un cambiamento di visione di parte dei cittadini? Impossibile avere una risposta univoca. Anche perché i due neo sindaci, Mariano Carta e Fernando Codonesu la vedono in maniera differente.

VISTO DA PERDASDEFOGU Anche se, durante la campagna elettorale, era girata la voce che Mariano Carta fosse un anti poligono. «È una cosa», interviene il neo sindaco di Perdasdefogu, «sulla quale si è giocato molto in campagna elettorale. Hanno cercato di disegnarmi in quel modo per condizionare il risultato». Perché, alla fine, tutto il paese la vede allo stesso modo. «Attorno al poligono ruota tutta l'economia di Perdas. Come si può essere contro». La scelta degli elettori non è stata influenzata dall'atteggiamento nei confronti dei militari. «Le posizioni dei candidati erano identiche: visti i problemi legati all'occupazione, non possiamo fare a meno del poligono». E i rischi legati a quello che accade oltre i cancelli? «In paese, non c'è la stessa percezione che si ha dal di fuori.

Qui, nessuno ha la sensazione che il tasso di mortalità sia superiore rispetto ad altri luoghi». Luoghi “normali” e altri degradati. «Mi piacerebbe vedere uno studio comparato tra la situazione del nostro territorio e quello di posti come Macchiareddu o Sarroch dove c'è la Saras». L'inquinamento, comunque, esiste anche per lui. Anche se Carta non vuole allarmismi. «Il senatore Scanu afferma che la situazione di Quirra è peggiore di quella descritta da Fiordalisi. Penso che si sia spinto oltre: su quali dati fa queste affermazioni?».

VISTO DA VILLAPUTZU Affermazione che non piace al collega di Villaputzu Fernando Codonesu. D'altronde, il neo sindaco ha partecipato alla stesura del documento approvato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata proprio dal senatore gallurese. «Proprio questo documento, alla base del nostro programma», afferma Codonesu, «ha rappresentato un elemento di svolta anche nel corso di questa campagna elettorale».

Agli abitanti di Villaputzu, evidentemente, è piaciuta la proposta del neo sindaco: rinunciare al poligono, per ora, non si può. Ma, certamente, si può rivedere la sua funzione. «In fondo, noi abbiamo proposto di riqualificare il sito, con la partecipazione di tutti i soggetti che hanno interessi». I militari, dunque, ma anche la stessa popolazione di Villaputzu. «Anche perché il territorio del paese è occupato per il 41% da servitù militari. Non solo: il 58% del poligono è proprio nel nostro Comune. Mi sembra che il rapporto tra quello che abbiamo dato e quello che abbiamo ricevuto non sia paritario. Ecco, l'idea è proprio questa: rivedere il ruolo del poligono, facendo in modo che la sua presenza rappresenti qualcosa di vantaggioso per i giovani».

LA PROPOSTA Durante la campagna elettorale, si sosteneva che il paese fosse spaccato a metà tra i sostenitori delle installazioni militari e chi, invece, è contrario. I risultati, con Codonesu che ha sfiorato il 50 per cento dei voti, dice che, forse, le stellette piacciono sempre meno. «Ma, appunto, si può pensare alla riqualificazione, puntando sulle nuove tecnologie». Meno missili, più microchip. «Non solo: il poligono può diventare un luogo dove studiare la green economy, dalle nuove celle solari a tutte le energie rinnovabili. Una trasformazione che finirebbe con il creare occupazione».
Marcello Cocco

Da L'Unione Sarda del 14 giugno 2012

SNI SOSTIENE LA LISTA ARISTANIS NOA

SNI SUSTENIT SA LISTA ARISTANIS NOA IN SAS ELETZIONES DE ARISTANIS

pubblicata da Sardigna Natzione Indipendentzia (Ufitziale/Official) il giorno giovedì 7 giugno 2012 alle ore 20.22 ·
COMUNICATO STAMPA                             

NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI ORISTANO

SNI SOSTIENE SENZA RISERVE
LA LISTA ARISTANIS NOA
E IL CANDIDATO A SINDACO PIERLUIGI ANNIS


Sostegno senza riserve alla lista Aristanis Noa , che rientra pienamente nel progetto politico di Sardigna Natzione Indipendentzia perché unisce nel fare e nello stare assieme tutto l’indipendentismo sardo senza mettere in evidenza primogeniture o leadership liederistiche o di partito..

Sostegno al candidato a sindaco Pierluigi Annis , che si è assunto l’onere di rappresentare una sintesi della galassia indipendentista impegnandosi a rappresentarla in consiglio comunale, insieme agli altri consiglieri che verranno eletti nella lista Aristanis Noa.

SNI sosterrà invita i propri militanti e simpatizzanti a votare e far votare la lista, e a continuare nella propaganda elettorale per sensibilizzare gli oristanesi e far capire loro che la vera alternativa non è tra poli di centrodestra e centrosinistra ma tra chi è asservito alle centrali romane o arcorensi e chi è figlio diretto della collettività oristanese.

Da Oristano può partire l’avvio della nuova fase indipendentista, quella che porterà l’indipendentismo dall’essere credibile all’essere delegabile.

Nugoro 07/06/12    anno 151°   D.I.               COORDINATORE NATZIONALE
                                                                                    Bustianu Cumpostu  


sabato 2 giugno 2012

Dal programma "Foghesu Prima di tutto" lista del sindaco uscente Walter Mura (Pd) ...al primo posto, lo sviluppo del Poligono

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 31 maggio 2012 alle ore 0.31 ·
 



L’ECONOMIA E LO SVILUPPO.

Premessa
Per poter promuovere uno sviluppo economico e sociale del nostro paese è necessario individuare le sue potenzialità e le sue vocazioni ed gli eventuali snodi che lo hanno frenato. Tutti sappiamo che il nostro è un territorio debole, sia per la natura dei terreni sia per la loro estensione limitata e che il nostro sviluppo è stato ed è, per il momento, legato alla presenza del Poligono militare.
Allo scopo di meglio elaborare la proposta di programma la abbiamo divisa in 6 settori d’intervento:

1 un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono;
2 turismo e sviluppo sostenibile;
3 attività artigianali, industriali e commercio;
4 agricoltura-pastorizia e gestione del territorio;
5 organizzazione amministrazione comunale;
6 eolico e fotovoltaico.

UN PROGETTO CONDIVISO PER LO SVILUPPO DEL POLIGONO.

La nuova organizzazione delle forze armate con la eliminazione della leva obbligatoria ha comportato una riduzione della presenza in pianta stabile di personale del Poligono e nella riduzione delle attività di addestramento dei reparti. Ciò è anche avvenuto per la riduzione costante dei fondi per le forze armate. Le campagne stampa sulla presenza dell’uranio impoverito e sulle morti sospette nei poligoni e nelle aree limitrofi hanno creato un’opinione pubblica contraria alla presenza dei Poligoni nel territorio della Sardegna. Ciò nonostante, l’azione politica dell’Amministrazione uscente, è riuscita a creare le condizioni per la condivisione della presenza del Poligono.

Tale azione ha portato alla stesura di documenti da parte della Provincia e del territorio dove si dichiara che la presenza del Poligono è strategica per l’economia del territorio. La consapevolezza delle difficoltà del mantenimento delle maestranze impiegate senza una nuova idea progettuale e senza l’allargamento della offerta di servizi ci impone la elaborazione di un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono. Pur non essendo esperti del settore abbiamo maturato adeguate conoscenze che ci possono permettere di individuare alcune linee perseguibili in grado di assicurare uno sviluppo qualificato:

-realizzazione di un unico centro per la sperimentazione dell’Aeronautica Italiana con la partecipazione del Ministero della Difesa e le principali industrie del settore (Alenia, Agusta, Cira etc..). Il centro sarebbe in grado di realizzare enormi economie di gestione sia per la Difesa che per le industrie del settore;

-realizzazione della pista tattica polifunzionale presso il Cardiga progettata e articolata per un utilizzo misto di tipo militare e civile dove potranno essere svolte le attività di sperimentazione dei velivoli senza pilota che costituisce la nuova frontiera dell’aeronautica;

-realizzare il Distretto delle Alte Tecnologie con la partecipazione del Comune di Perdasdefogu, Villaputzu, Provincia dell’Ogliastra, Università, Vitrociset, Finmeccanica con un ruolo importante dell’Ipsia per corsi di specializzazione post-diploma;

-realizzazione di una Alta scuola di specializzazione delle forze armate per la sicurezza fisica del personale civile e militare che operano nei poligoni e nelle missioni all’estero e delle popolazioni contermini;

-trasferimento in pianta stabile di reparti dell’aeronautica o dell’esercito anche di tipo speciale in modo da compensare la graduale perdita di personale impiegato. Tale operazione potrà essere realizzata a costo zero in quanto le strutture sono già presenti ed inoltre costituirebbero economie notevoli di gestione: risparmio di costi per il trasferimento addestrativo dei reparti, ottimizzazione dei costi di gestione delle mense, ottimizzazione dell’utilizzo delle strutture nell’arco dell’anno senza periodi di non attività.

-l’amministrazione chiederà la possibilità di avere in uso alcune parti del territorio espropriato e non strategico alle attività militari per l’impianto di forestazione produttiva, o per l’impianto di altre attività compatibili con la presenza del poligono stesso;

-si chiederà la possibilità di effettuare il taglio della legna;

-si verificherà la possibilità, compatibilmente con le leggi, di favorire l’acquisto di generi alimentari od altro dagli operatori di Perdasdefogu.

http://www.facebook.com/pages/Foghesu-Prima-di-tutto/363441093704637

sabato 26 maggio 2012

Comunali 2012 a Oristano: Dialogo con il candidato sindaco Pierluigi Annis (Aristanis Noa)


 

Tradizionalmente vicina a tutti i movimenti Sardi, per le Comunali 2012 U.R.N. Sardinnya dialoga con il dott. Pierluigi Annis, 42 anni, farmacista ed esponente di Federfarma, è il candidato sindaco di Oristano per la lista Aristanis Noa – Di Adriano Bomboi.
Il 10 e 11 giugno gli elettori saranno chiamati alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Il vostro slogan supera la vecchia Oristano per fare spazio alla nuova Aristanis, che cosa significa?
“Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia”.
In questa frase, che è l’incipit del nostro programma, è racchiuso il significato del nostro slogan.
Oristano, è una città morta, lasciata morire in anni di mala amministrazione e incuria, utilizzata solo come trampolino di lancio per altri incarichi e ormai ignara della sua gloriosa storia. Solo dal ricordo di cosa siamo stati e cosa abbiamo rappresentato per tutta la Nazione Sarda, possiamo ripartire per costruire una città fondata su nuovi principi di cittadinanza.
Questa nuova città è Aristanis.
La storia e la cultura di un territorio stanno alla base dell’identità ma anche dell’industria turistica e commerciale di una comunità, cosa proponete per rilanciare il settore?
Noi di Aristanis Noa crediamo che oltre a provvedimenti spot per questa o quella categoria ci sia bisogno di una visione d’insieme che racchiuda i provvedimenti, una visione di cosa questa città debba diventare.
L’industria turistica si può sviluppare solo con una rete solida e basata su reciproca fiducia con i comuni del nostro territorio e ancora di più con tutti quelli che si affacciano sul mare, da Bosa a Terralba.
Il commercio di Aristanis è un settore che si svilupperà solo e soltanto quando la città verrà resa un luogo dove sarà bello abitare e far crescere i propri figli, e oltre allo sviluppo turistico si sarà dato un freno allo spopolamento del territorio.
Una delle idee forti del nostro programma è quella di dare nuova centralità istituzionale alla città con la previsione di un polo universitario moderno di eccellenza e non una mera succursale di altri atenei, anch’essi oramai carrozzoni politici che costano alla collettività più di quanto producano.
Prevediamo anche un Parco archeologico e l’apertura dei monumenti. La riqualificazione del giardino pubblico di via Solferino (dedicato alla Brigata Sassari) in un parco archeologico con la ricostruzione in scala dei maggiori siti nuragici della Sardegna; allo scopo di creare un nuovo centro educativo, che valorizzi la cultura sarda e avvicini i giovani alla storia e alla propria identità Sarda.
La nostra città porta in eredità la generosa dote di una Capitale Giudicale. A differenza delle ultime amministrazioni, che hanno ritenuto opportuno aprire i monumenti della città per un solo weekend all’anno, siamo fortemente convinti che questo tesoro debba essere reso accessibile tutto l’anno per mantenere vivo nei cittadini l’amore per la propria storia e arricchire l’offerta turistica della città.
Quali interventi per rilanciare Torregrande?
Torregrande è la più grande ed evidente incompiuta di Oristano, noi di Aristanis Noa valuteremo i progetti che sembra siano in fase di partenza e cercheremo di improntare lo sviluppo della marina tenendo conto delle varie esigenze abitative, di residenti, di abitanti di seconde case e vacanzieri giovani e famiglie.
Bisogna ripensare un piano particolareggiato che risponda a tutte queste esigenze, non credo sia una cosa estremamente complicata data l’estensione che Torregrande ha, dal porticciolo alla foce del fiume.
E’ più una questione di volontà politica.
Certo, ripeto ancora una volta, non si può pensare Torregrande avulsa dalla costa del Sinis e da tutto il territorio che la circonda.
Nel vostro programma avete sottolineato un aspetto fondamentale dell’economia oristanese: la logistica. Quanto può essere importante lo sviluppo di questo settore per le ricadute occupazionali del territorio?
Noi di Aristanis Noa pensiamo che la centralità territoriale di Oristano non sia solo uno slogan elettorale e che il porto industriale collegato attraverso le rotaie all’aeroporto sarà la chiave di volta per incentivare la logistica utilizzando anche la leva fiscale per rendere più veloce questo processo.
Certo è che se carrozzoni come il consorzio industriale e i politici del territorio eletti in Regione continueranno a non lavorare o a lavorare contro, ci vorrà una presa di posizione forte come mai lo è stata per ottenere quei diritti che una legge del 1998 sanciva, l’indicazione del porto di Oristano come una delle zone franche portuali.
Se volete farvi due risate andate sul sito del consorzio industriale di Oristano e gustatevi l’home page, una favola raccontata senza imbarazzi.

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mercoledì 23 maggio 2012

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL PROGRAMMA DI ARISTANIS NOA



ORISTANO: Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia.
http://www.aristanis.org/sites/default/files/Programma%203.1a.pdf

DODDORE MELONI: GRAVI RITARDI SULLA VERIFICA DELLE FIRME «Boicottano il mio quesito»


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno martedì 22 maggio 2012 alle ore 23.50 ·



Il leader di Malu Entu ha promosso una consultazione sull'indipendenza

Il 25 maggio, fra tre giorni, scade il termine per terminare la verifica delle firme raccolte dagli indipendentisti della repubblica di Malu Entu per promuovere una consultazione popolare sull'indipendenza della Sardegna. Ma l'Ufficio regionale del referendum, denuncia il leader del movimento, Doddore Meloni, «non ha nemmeno avviato il lavoro».

«Negli ultimi giorni sono andato più volte dalla responsabile del servizio per chiedere spiegazioni», racconta, «e sono stato trattato come un disturbatore. Una volta mi hanno tenuto per un sacco di tempo fuori dalla porta, un'altra mi hanno invitato a scrivere una lettera in cui avrei dovuto indicare le norme di legge a cui facevo riferimento per chiedere l'urgenza. Si rende conto? Hanno chiesto a me, cittadino che rappresenta oltre 27 mila persone che hanno firmato la richiesta di referendum, di indicare leggi che loro, dirigenti della pubblica amministrazione, dovrebbero conoscere benissimo».

La norma a cui fa riferimento Meloni è l'articolo 7 della legge regionale numero 20 del '57 che disciplina il referendum popolare regionale. «Se è stato raggiunto il numero di richiedenti prescritto, l'Ufficio procede immediatamente alla verifica delle firme e dei verbali di dichiarazione di volontà...Le operazioni di verifica devono essere ultimate entro 15 giorni...» .

Meloni il 10 maggio scorso ha presentato parte delle firme raccolte, 12.999 più la sua (che non vale visto che Meloni è stato interdetto dai pubblici uffici). Circa tremila più delle 10 mila necessarie. Da allora il leader di Malu Entu attende segnali. «Ho cercato di parlare con il presidente della Regione o con qualcuno del suo staff, l'unica cosa che mi è stata detta è di presentare un sollecito. Siamo all'assurdo: forse dimenticano di essere al servizio dei cittadini e non viceversa».

Questo il quesito referendario proposto da Meloni: «Sei d'accordo, in base al diritto internazionale delle Nazioni Unite, al raggiungimento della libertà del popolo sardo, con l'Indipendenza ?».  (f.ma.)

Tratto da L'Unione Sarda del 22 maggio 2012

Diverse sigle indipendentiste si candidano in liste riconducibili al centro destra o al centro sinistra italiano.

Mercoledì 16 Maggio 2012 

Analisi sulle prossime elezioni amministrative in Sardigna


Sulle prossime amministrative in Sardigna


La sinistra indipendentista valuta con molta attenzione la fase attuale in cui si trova la società sarda. Soltanto partendo da una considerazione a tutto tondo delle condizioni obiettive economiche e sociali è possibile dare una lettura chiara delle imminenti amministrative.
In breve possiamo affermare con certezza che la Sardigna è una pentola a pressione. I settori da sempre strategici dell’economia sarda sono in ginocchio e ciò non solo a causa della crisi internazionale dovuta alla dittatura del capitale finanziario sull’economia reale, bensì soprattutto per colpa dell’economia di dipendenza che si regge  sulla piena collaborazione di banche, partiti e sindacati italiani.


Trasversalmente, la società sarda, viene attraversata da scosse di dissenso e indignazione, a volte spontaneistiche e aggregative, a volte organizzate. Finora però questi movimenti sociali hanno avuto carattere settoriale ed è mancata una prospettiva comune e una direzione verso cui incanalare il dissenso. Ciò è avvenuto perché l’indipendentismo non ha saputo esprimere una progettualità unitaria capace di portare questi movimenti dal terreno della rivendicazione fine a se stessa al piano dell’alternativa al colonialismo.


Questo è il contesto in cui si svolgeranno le prossime amministrative in diversi paesi della Sardigna e ci sembra necessario fare un’analisi politica di ampio respiro sul ruolo che queste amministrative potranno rivestire nella crescita della proposta politica del movimento di liberazione nazionale nell’immediato futuro.
In quasi tutti i paesi si presentano liste civiche, spesso liste civetta dei partiti italiani capeggiate da capi bastone locali e dalle loro clientele. Siamo al corrente di casi in cui alcuni dirigenti indipendentisti infiltrano loro esponenti in queste liste perché forse pensano che gli ideali e i progetti indipendentisti si possano spargere per contagio, influenzando positivamente anche quegli individui che da sempre lavorano per distruggerli.


Così diverse sigle indipendentiste si candidano in liste riconducibili al centro destra o al centro sinistra italiano. Oppure ne propongono di nuove in coalizione con partiti e movimenti che in questa fase non trovano collocazione nei due schieramenti. Ciò accadrà con  l’UDC,  con l’associazione I Pratici (vetrina culturale dell’ex assessore all’agricoltura Andrea Prato), con i Riformatori, con SEL e con altre formazioni minori o riconducibili a personaggi in cerca d’investitura che utilizzano le civiche per contare di più alle prossime regionali.
In questo modo ci sono indipendentisti che si propongono agli elettori con il PD, con il Psd’az, con SEL, con i Pratici e  anche indipendentisti che in piccoli paesi piazzano candidati in ambedue le coalizioni per avere la sicurezza di piazzare qualche consigliere o assessore.



La risultante è una frammentazione di base e l’assenza di qualunque strategia elettorale dell’indipendentismo che si manifesta come una forza coerente politicamente ma schizofrenica elettoralmente. Il danno è grave, perché in un momento in cui cresce la sfiducia dei lavoratori e dei cittadini sardi verso lo stato coloniale e le sue appendici politiche, l’indipendentismo a livello amministrativo funziona da stampella ai partiti italiani e riproduce le logiche da “furbetti del quartierino” tipiche della peggiore politica vetero-colonialista italiana.
Ciò arreca due danni abbastanza rilevanti. Come prima cosa si semina confusione nell’opinione pubblica indipendentista in crescita, dilapidando energie preziose. In secondo luogo il crescente voto di protesta, (in assenza di liste apertamente indipendentiste, che potrebbero certamente diventare luogo d’espressione del sentimento di rancore popolare verso i soprusi italiani), viene canalizzato da movimenti come quello di Grillo, assolutamente lontani da ogni prospettiva indipendentista. Perché gli indipendentisti pensano bene di giocare a mimetizzarsi tra le fila dei partiti coloniali! Che triste corrispondenza tra parole e fatti!

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lunedì 14 maggio 2012

Cambiando l'ordine dei partiti il risultato non cambia

Tizio lascia la sinistra per approdare al centro, poi a destra e di nuovo a sinistra. Se fosse a bordo di una macchina avrebbe già causato un incidente, invece siamo in politica e qui tutto è concesso.
Questo identikit spesso corrisponde con chi organizza il buffet per "ricordare" agli amici (e agli amici degli amici) che anche in queste elezioni quel voto sarà gradito perchè stavolta, grazie anche all'esperienza maturata, si impegnerà maggiormente (se fosse addirittura possibile!) per la sua città.Poi c'è chi inventa fantastici(o fantasiosi) progetti per giovani e meno giovani, per i bambini come per gli anziani. E alla fine ci si gioca l'ultima carta: "Creare occupazione"! Se fosse allo stadio partirebbe anche la ola.

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 published by Roberto Deligios on Sab, 05/12/2012 - 15:46

venerdì 11 maggio 2012

Risultati referendum 2012: Lettera al pres. della Commissione Regionale Autonomia Maninchedda

Caro Paolo Maninchedda,
Nella giornata del 6 maggio, sconfessando la proverbiale indifferenza all’azione dei Sardi, 500.000 persone hanno preso in mano la scheda elettorale, sono uscite di casa e si sono recate al proprio seggio per esprimere una indicazione (più o meno consapevole) sul futuro delle proprie istituzioni regionali.
Il referendum ha superato il quorum del 33% e pertanto il lavoro della Commissione Autonomia presieduta dal Partito Sardo d’Azione si trova nella posizione di portare avanti le indicazioni suggerite dal Movimento Referendario Sardo e fornite da mezzo milione di Sardi.
Nel merito dei singoli quesiti e al fine di tutelare la massima rappresentanza democratica possibile, il lavoro di riassetto degli enti locali, già avviato nelle discussioni della Commissione, dovrebbe politicamente recepire la volontà che stavolta, non Roma, ma il Popolo Sardo ha manifestato nei confronti della sua classe dirigente. Non è poco per chi sostiene il criterio della sovranità originaria e non delegata.

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martedì 8 maggio 2012

REFERENDUM - SUPERATU SU CUORUM - SOS SARDOS CHERENT CONTARE IN DOMO ISSORO

Nei 10 referendum del 6 maggio
SUPERATO IL QUORUM

E’ EVIDENTE LA VOLONTA’ DEL POPOLO SARDO  NON NE PUO’ PIU’ DELLE STRUTTURE DELLA SUDDITANZA ITALIANA E DEI PRIVILEGI DEI SUOI TZERACOS

Avremmo voluto di pù nella tutela del diritto di rappresentatività politica e territoriale.

Evidente la volontà del popolo sardo, che non ha fiducia negli apparati dello stato italiano e dei suoi intermediari, e vuole esercitare la sovranità diretta sul proprio territorio nazionale. La lettura del voto va fatta nel suo complesso, è un chiaro segno di antipolitica di carattere indipendentista, una netta condanna della classe politica che tengono bordone ai partiti italiani ed ai loro alleati sardi.

Avremmo voluto di più, avremmo voluto che nel quesito n. 10, che proponeva la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali, i sardi avessero risposto con un forte NO, liberandosi della cappa di narcotico che li ha costretti all’autocastrazione democratica con la falsa illusione di ridurre i costi della politica ed i privilegi della casta.
La pressante campagna populistica sostenuta di fatto dai grossi partiti italiani, ha impedito ai sardi di capire che riducendo il numero di consiglieri si nega la democrazia rappresentativa politica e territoriale e si delegano 50 califfi tricolori nominati, tra i servi più fedeli, dalle sacrestie dei grossi partiti italiani, e si nega per sempre la rappresentatività ai partiti minori, specialmente agli indipendentisti, che sono l’espressione più diretta e rappresentativa della ribellione al disagio che la politica d’importazione italiana sta creando in Sardegna.

Nugoro 07/05/12    anno 151°   D.I.               COORDINATORE NATZIONALE
                                                                                    Bustianu Cumpostu  

IN SARDEGNA I RIFORMATORI SONO LA VERA CASTA ...




SARDI CHE SI DICHIARONO INDIPENDENTISTI SEGUONO LE DIRETTIVE DEL PARTITO DEI RIFORMATORI

Ricordate quando il Partito Sardo d'Azione ha presentato l'ordine del giorno FONDAMENTO DELLA PRESENZA E DELLA PERMANENZA DELLA REGIONE SARDEGNA NELLA REPUBBLICA ITALIANA  ...tutto il PD e i Riformatori hanno votato contro.

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REFERENDUM 2012 AFFLUENZA CHIUSURA VOTAZIONE: DETTAGLIO PER COMUNE

 
 
Affluenza chiusura votazione
Comune Iscritti Votanti %
REGIONALE 1.479.925 525.661 35,51%
Provincia:Cagliari 489.961 186.847 38,14%
- Armungia 537 171 31,84%
- Assemini 22.615 8.509 37,63%
- Ballao 1.052 259 24,62%
- Barrali 983 356 36,22%
- Burcei 2.408 615 25,54%
- Cagliari 136.290 55.202 40,50%
- Capoterra 20.071 7.029 35,02%
- Castiadas 1.304 540 41,41%
- Decimomannu 6.723 2.649 39,40%
- Decimoputzu 3.777 1.079 28,57%
- Dolianova 8.571 3.179 37,09%
- Domus de maria 1.583 507 32,03%
- Donori 2.020 743 36,78%
- Elmas 7.750 3.193 41,20%
- Escalaplano 2.324 723 31,11%
- Escolca 596 180 30,20%
- Esterzili 687 207 30,13%
- Gergei 1.182 423 35,79%
- Gesico 807 282 34,94%
- Goni 439 107 24,37%
- Guamaggiore 869 305 35,10%
- Guasila 2.461 911 37,02%
- Isili 2.614 1.014 38,79%
- Mandas 2.033 724 35,61%
- Maracalagonis 6.533 2.017 30,87%
- Monastir 3.996 1.438 35,99%
- Monserrato 18.067 7.080 39,19%
- Muravera 4.889 1.953 39,95%
- Nuragus 909 365 40,15%
- Nurallao 1.193 505 42,33%
- Nuraminis 2.472 1.162 47,01%
- Nurri 2.165 610 28,18%
- Orroli 2.224 933 41,95%
- Ortacesus 833 312 37,45%
- Pimentel 1.033 465 45,01%
- Pula 6.487 1.919 29,58%
- Quartu sant'elena 60.850 21.514 35,36%
- Quartucciu 10.999 4.364 39,68%
- Sadali 838 353 42,12%
- Samatzai 1.514 643 42,47%
- San basilio 1.122 369 32,89%
- San nicolo' gerrei 839 224 26,70%
- San sperate 6.931 2.991 43,15%
- San vito 4.023 1.357 33,73%
- Sant'andrea frius 1.658 642 38,72%
- Sarroch 4.734 1.542 32,57%
- Selargius 24.605 10.604 43,10%
- Selegas 1.241 575 46,33%
- Senorbi' 4.171 1.806 43,30%
- Serdiana 2.279 885 38,83%
- Serri 636 227 35,69%
- Sestu 16.450 6.432 39,10%
- Settimo san pietro 5.641 1.940 34,39%
- Seulo 914 447 48,91%
- Siliqua 3.593 1.473 41,00%
- Silius 1.169 311 26,60%
- Sinnai 14.188 5.594 39,43%
- Siurgus donigala 1.813 638 35,19%
- Soleminis 1.559 549 35,21%
- Suelli 1.058 424 40,08%
- Teulada 3.678 1.260 34,26%
- Ussana 3.880 1.193 30,75%
- Uta 6.756 1.893 28,02%
- Vallermosa 2.020 809 40,05%
- Villa san pietro 1.758 605 34,41%
- Villanova tulo 1.185 424 35,78%
- Villaputzu 4.805 2.087 43,43%
- Villasalto 1.275 413 32,39%
- Villasimius 3.107 1.140 36,69%
- Villasor 6.148 2.632 42,81%
- Villaspeciosa 2.027 821 40,50%
Provincia:Nuoro 144.480 50.226 34,76%
- Aritzo 1.226 451 36,79%
- Atzara 1.218 483 39,66%
- Austis 807 212 26,27%
- Belvi' 597 237 39,70%
- Birori 539 148 27,46%
- Bitti 2.774 973 35,08%
- Bolotana 2.816 797 28,30%
- Borore 2.101 651 30,99%
- Bortigali 1.394 539 38,67%
- Desulo 2.164 607 28,05%
- Dorgali 7.913 3.013 38,08%
- Dualchi 663 210 31,67%
- Fonni 3.516 1.415 40,24%
- Gadoni 943 206 21,85%
- Galtelli' 2.172 536 24,68%
- Gavoi 2.401 989 41,19%
- Irgoli 2.072 683 32,96%
- Lei 535 151 28,22%
- Loculi 478 116 24,27%
- Lode' 1.966 315 16,02%
- Lodine 322 180 55,90%
- Lula 1.472 400 27,17%
- Macomer 9.237 3.617 39,16%
- Mamoiada 2.230 777 34,84%
- Meana sardo 1.719 686 39,91%
- Noragugume 305 68 22,30%
- Nuoro 32.119 13.734 42,76%
- Oliena 6.327 2.584 40,84%
- Ollolai 1.297 488 37,63%
- Olzai 901 326 36,18%
- Onani' 415 113 27,23%
- Onifai 675 136 20,15%
- Oniferi 829 250 30,16%
- Orani 2.975 960 32,27%
- Orgosolo 3.621 1.269 35,05%
- Orosei 5.658 1.658 29,30%
- Orotelli 2.257 665 29,46%
- Ortueri 1.281 472 36,85%
- Orune 2.283 458 20,06%
- Osidda 212 43 20,28%
- Ottana 2.234 472 21,13%
- Ovodda 1.380 468 33,91%
- Posada 2.514 632 25,14%
- Sarule 1.550 493 31,81%
- Silanus 2.044 604 29,55%
- Sindia 2.373 567 23,89%
- Siniscola 10.574 2.994 28,31%
- Sorgono 1.596 671 42,04%
- Teti 679 269 39,62%
- Tiana 520 174 33,46%
- Tonara 1.916 730 38,10%
- Torpe' 2.670 536 20,07%
Provincia:Oristano 152.771 50.571 33,10%
- Abbasanta 2.498 846 33,87%
- Aidomaggiore 425 173 40,71%
- Albagiara 276 119 43,12%
- Ales 1.454 617 42,43%
- Allai 430 156 36,28%
- Arborea 3.483 1.233 35,40%
- Ardauli 1.099 326 29,66%
- Assolo 421 145 34,44%
- Asuni 370 125 33,78%
- Baradili 92 44 47,83%
- Baratili san pietro 1.212 419 34,57%
- Baressa 731 245 33,52%
- Bauladu 628 259 41,24%
- Bidoni' 202 75 37,13%
- Bonarcado 1.564 378 24,17%
- Boroneddu 154 52 33,77%
- Bosa 7.889 2.288 29,00%
- Busachi 1.341 380 28,34%
- Cabras 8.087 2.107 26,05%
- Cuglieri 2.888 683 23,65%
- Curcuris 271 123 45,39%
- Flussio 483 153 31,68%
- Fordongianus 1.136 295 25,97%
- Genoni 809 285 35,23%
- Ghilarza 3.981 1.446 36,32%
- Gonnoscodina 482 207 42,95%
- Gonnosno' 771 255 33,07%
- Gonnostramatza 844 291 34,48%
- Laconi 1.846 664 35,97%
- Magomadas 669 237 35,43%
- Marrubiu 4.434 1.460 32,93%
- Masullas 1.040 373 35,87%
- Milis 1.431 528 36,90%
- Modolo 180 65 36,11%
- Mogorella 450 140 31,11%
- Mogoro 4.116 1.228 29,83%
- Montresta 657 225 34,25%
- Morgongiori 698 283 40,54%
- Narbolia 1.584 510 32,20%
- Neoneli 715 239 33,43%
- Norbello 1.084 365 33,67%
- Nughedu santa vittoria 520 122 23,46%
- Nurachi 1.591 543 34,13%
- Nureci 329 97 29,48%
- Ollastra 1.099 277 25,20%
- Oristano 27.876 11.443 41,05%
- Palmas arborea 1.229 423 34,42%
- Pau 279 104 37,28%
- Paulilatino 2.118 619 29,23%
- Pompu 250 115 46,00%
- Riola sardo 1.987 504 25,36%
- Ruinas 828 283 34,18%
- Sagama 264 60 22,73%
- Samugheo 3.011 1.005 33,38%
- San nicolo' d'arcidano 2.412 678 28,11%
- San vero milis 2.361 733 31,05%
- Santa giusta 4.150 1.386 33,40%
- Santulussurgiu 2.880 693 24,06%
- Scano di montiferro 1.589 460 28,95%
- Sedilo 1.995 547 27,42%
- Seneghe 1.748 557 31,86%
- Senis 602 124 20,60%
- Sennariolo 214 74 34,58%
- Siamaggiore 873 256 29,32%
- Siamanna 748 255 34,09%
- Siapiccia 396 109 27,53%
- Simala 345 136 39,42%
- Simaxis 2.063 700 33,93%
- Sini 519 178 34,30%
- Siris 242 75 30,99%
- Soddi' 111 30 27,03%
- Solarussa 2.333 701 30,05%
- Sorradile 505 138 27,33%
- Suni 1.365 356 26,08%
- Tadasuni 182 62 34,07%
- Terralba 9.440 3.110 32,94%
- Tinnura 251 88 35,06%
- Tramatza 999 296 29,63%
- Tresnuraghes 1.314 411 31,28%
- Ula' tirso 609 117 19,21%
- Uras 2.756 963 34,94%
- Usellus 783 273 34,87%
- Villa sant'antonio 421 152 36,10%
- Villanova truschedu 314 100 31,85%
- Villaurbana 1.574 497 31,58%
- Villaverde 302 134 44,37%
- Zeddiani 1.026 293 28,56%
- Zerfaliu 1.043 252 24,16%
Provincia:Sassari 297.592 110.817 37,24%
- Alghero 39.095 15.662 40,06%
- Anela 714 254 35,57%
- Ardara 681 198 29,07%
- Banari 647 228 35,24%
- Benetutti 1.879 404 21,50%
- Bessude 420 154 36,67%
- Bonnanaro 919 242 26,33%
- Bono 3.435 1.064 30,98%
- Bonorva 3.450 1.144 33,16%
- Borutta 267 115 43,07%
- Bottidda 776 217 27,96%
- Bultei 963 322 33,44%
- Bulzi 530 174 32,83%
- Burgos 916 330 36,03%
- Cargeghe 556 198 35,61%
- Castelsardo 5.491 1.467 26,72%
- Cheremule 479 132 27,56%
- Chiaramonti 2.005 604 30,12%
- Codrongianos 1.375 435 31,64%
- Cossoine 968 264 27,27%
- Erula 706 252 35,69%
- Esporlatu 413 163 39,47%
- Florinas 1.485 553 37,24%
- Giave 541 166 30,68%
- Illorai 1.095 311 28,40%
- Ittireddu 640 228 35,63%
- Ittiri 7.862 3.309 42,09%
- Laerru 977 223 22,82%
- Mara 717 159 22,18%
- Martis 633 203 32,07%
- Monteleone rocca doria 118 28 23,73%
- Mores 1.793 498 27,77%
- Muros 725 289 39,86%
- Nughedu san nicolo' 800 228 28,50%
- Nule 1.279 329 25,72%
- Nulvi 3.119 785 25,17%
- Olmedo 3.405 1.088 31,95%
- Osilo 3.044 1.177 38,67%
- Ossi 5.132 1.865 36,34%
- Ozieri 9.753 3.917 40,16%
- Padria 730 272 37,26%
- Pattada 2.971 935 31,47%
- Perfugas 2.272 793 34,90%
- Ploaghe 4.128 1.518 36,77%
- Porto torres 19.160 6.414 33,48%
- Pozzomaggiore 2.809 841 29,94%
- Putifigari 635 237 37,32%
- Romana 542 162 29,89%
- Santa maria coghinas 1.286 410 31,88%
- Sassari 109.361 44.962 41,11%
- Sedini 1.259 433 34,39%
- Semestene 201 44 21,89%
- Sennori 6.359 2.250 35,38%
- Siligo 898 281 31,29%
- Sorso 12.496 3.672 29,39%
- Stintino 1.401 537 38,33%
- Tergu 561 174 31,02%
- Thiesi 2.628 1.065 40,53%
- Tissi 1.943 904 46,53%
- Torralba 860 354 41,16%
- Tula 1.485 560 37,71%
- Uri 2.873 971 33,80%
- Usini 3.567 1.106 31,01%
- Valledoria 3.689 1.321 35,81%
- Viddalba 1.458 470 32,24%
- Villanova monteleone 2.217 752 33,92%
Provincia:Medio campidano 92.185 39.232 42,56%
- Arbus 5.977 1.865 31,20%
- Barumini 1.168 496 42,47%
- Collinas 835 329 39,40%
- Furtei 1.533 687 44,81%
- Genuri 329 166 50,46%
- Gesturi 1.182 437 36,97%
- Gonnosfanadiga 6.108 2.201 36,03%
- Guspini 11.176 4.518 40,43%
- Las plassas 248 64 25,81%
- Lunamatrona 1.582 650 41,09%
- Pabillonis 2.532 1.146 45,26%
- Pauli arbarei 588 193 32,82%
- Samassi 4.985 2.122 42,57%
- San gavino monreale 8.029 3.857 48,04%
- Sanluri 7.757 2.977 38,38%
- Sardara 3.874 1.707 44,06%
- Segariu 1.138 514 45,17%
- Serramanna 8.183 4.128 50,45%
- Serrenti 4.548 1.987 43,69%
- Setzu 127 74 58,27%
- Siddi 697 265 38,02%
- Tuili 1.005 393 39,10%
- Turri 488 207 42,42%
- Ussaramanna 553 249 45,03%
- Villacidro 12.902 6.361 49,30%
- Villamar 2.632 1.014 38,53%
- Villanovaforru 655 235 35,88%
- Villanovafranca 1.354 390 28,80%
Provincia:Carbonia iglesias 119.898 37.807 31,53%
- Buggerru 1.093 275 25,16%
- Calasetta 2.687 752 27,99%
- Carbonia 28.559 7.873 27,57%
- Carloforte 5.758 1.935 33,61%
- Domusnovas 5.754 2.406 41,81%
- Fluminimaggiore 2.738 849 31,01%
- Giba 2.100 610 29,05%
- Gonnesa 4.761 1.606 33,73%
- Iglesias 24.592 8.096 32,92%
- Masainas 1.350 435 32,22%
- Musei 1.355 420 31,00%
- Narcao 3.112 1.121 36,02%
- Nuxis 1.548 518 33,46%
- Perdaxius 1.385 378 27,29%
- Piscinas 824 243 29,49%
- Portoscuso 4.745 1.944 40,97%
- San giovanni suergiu 5.445 1.558 28,61%
- Sant'anna arresi 2.512 851 33,88%
- Sant'antioco 10.732 3.454 32,18%
- Santadi 3.443 788 22,89%
- Tratalias 1.062 257 24,20%
- Villamassargia 3.295 1.190 36,12%
- Villaperuccio 1.048 248 23,66%
Provincia:Ogliastra 53.334 15.331 28,75%
- Arzana 2.305 502 21,78%
- Bari sardo 3.692 1.319 35,73%
- Baunei 3.412 712 20,87%
- Cardedu 1.599 535 33,46%
- Elini 493 159 32,25%
- Gairo 1.425 246 17,26%
- Girasole 1.093 407 37,24%
- Ilbono 2.063 443 21,47%
- Jerzu 2.891 820 28,36%
- Lanusei 5.356 1.428 26,66%
- Loceri 1.308 272 20,80%
- Lotzorai 1.953 467 23,91%
- Osini 975 209 21,44%
- Perdasdefogu 1.994 869 43,58%
- Seui 1.536 597 38,87%
- Talana 1.025 140 13,66%
- Tertenia 3.441 1.037 30,14%
- Tortoli' 9.470 2.932 30,96%
- Triei 1.089 319 29,29%
- Ulassai 1.491 434 29,11%
- Urzulei 1.170 371 31,71%
- Ussassai 618 197 31,88%
- Villagrande strisaili 2.935 916 31,21%
Provincia:Olbia tempio 129.704 34.830 26,85%
- Aggius 1.424 462 32,44%
- Aglientu 997 233 23,37%
- Ala' dei sardi 1.619 325 20,07%
- Arzachena 10.304 3.041 29,51%
- Badesi 1.633 581 35,58%
- Berchidda 2.606 845 32,43%
- Bortigiadas 766 250 32,64%
- Budduso' 3.267 1.120 34,28%
- Budoni 4.150 937 22,58%
- Calangianus 3.701 1.263 34,13%
- Golfo aranci 1.995 463 23,21%
- La maddalena 10.156 1.951 19,21%
- Loiri porto san paolo 2.768 838 30,27%
- Luogosanto 1.552 350 22,55%
- Luras 2.194 510 23,25%
- Monti 2.167 520 24,00%
- Olbia 44.326 12.009 27,09%
- Oschiri 3.300 1.055 31,97%
- Padru 1.891 420 22,21%
- Palau 3.340 964 28,86%
- San teodoro 3.859 808 20,94%
- Sant'antonio di gallura 1.355 399 29,45%
- Santa teresa gallura 4.255 990 23,27%
- Telti 1.892 673 35,57%
- Tempio pausania 12.269 3.258 26,55%
- Trinita' d'agultu vignola 1.918 565 29,46%