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venerdì 15 giugno 2012

PERDASDEFOGU: Piace il poligono della morte - VILLAPUTZU: Il poligono deve dare più lavoro


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 14 giugno 2012 alle ore 23.25 ·
 


Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu: «La mia posizione era identica a quella del mio rivale». Fernando Codonesu: «La gente di Villaputzu ha dato tanto e ha ottenuto molto poco».
Un caso o una scelta ponderata? Impossibile avere una risposta dai diretti interessati, cioè dai nuovi sindaci di Perdasdefogu e Villaputzu, i Comuni sui quali insiste il poligono di Quirra. Il dato certo è che nei due paesi sono cambiate le amministrazioni “storiche”. Amministrazioni che avevano “sposato” la presenza dei militari sui loro territori. Il cambiamento dei sindaci corrisponde a un cambiamento di visione di parte dei cittadini? Impossibile avere una risposta univoca. Anche perché i due neo sindaci, Mariano Carta e Fernando Codonesu la vedono in maniera differente.

VISTO DA PERDASDEFOGU Anche se, durante la campagna elettorale, era girata la voce che Mariano Carta fosse un anti poligono. «È una cosa», interviene il neo sindaco di Perdasdefogu, «sulla quale si è giocato molto in campagna elettorale. Hanno cercato di disegnarmi in quel modo per condizionare il risultato». Perché, alla fine, tutto il paese la vede allo stesso modo. «Attorno al poligono ruota tutta l'economia di Perdas. Come si può essere contro». La scelta degli elettori non è stata influenzata dall'atteggiamento nei confronti dei militari. «Le posizioni dei candidati erano identiche: visti i problemi legati all'occupazione, non possiamo fare a meno del poligono». E i rischi legati a quello che accade oltre i cancelli? «In paese, non c'è la stessa percezione che si ha dal di fuori.

Qui, nessuno ha la sensazione che il tasso di mortalità sia superiore rispetto ad altri luoghi». Luoghi “normali” e altri degradati. «Mi piacerebbe vedere uno studio comparato tra la situazione del nostro territorio e quello di posti come Macchiareddu o Sarroch dove c'è la Saras». L'inquinamento, comunque, esiste anche per lui. Anche se Carta non vuole allarmismi. «Il senatore Scanu afferma che la situazione di Quirra è peggiore di quella descritta da Fiordalisi. Penso che si sia spinto oltre: su quali dati fa queste affermazioni?».

VISTO DA VILLAPUTZU Affermazione che non piace al collega di Villaputzu Fernando Codonesu. D'altronde, il neo sindaco ha partecipato alla stesura del documento approvato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata proprio dal senatore gallurese. «Proprio questo documento, alla base del nostro programma», afferma Codonesu, «ha rappresentato un elemento di svolta anche nel corso di questa campagna elettorale».

Agli abitanti di Villaputzu, evidentemente, è piaciuta la proposta del neo sindaco: rinunciare al poligono, per ora, non si può. Ma, certamente, si può rivedere la sua funzione. «In fondo, noi abbiamo proposto di riqualificare il sito, con la partecipazione di tutti i soggetti che hanno interessi». I militari, dunque, ma anche la stessa popolazione di Villaputzu. «Anche perché il territorio del paese è occupato per il 41% da servitù militari. Non solo: il 58% del poligono è proprio nel nostro Comune. Mi sembra che il rapporto tra quello che abbiamo dato e quello che abbiamo ricevuto non sia paritario. Ecco, l'idea è proprio questa: rivedere il ruolo del poligono, facendo in modo che la sua presenza rappresenti qualcosa di vantaggioso per i giovani».

LA PROPOSTA Durante la campagna elettorale, si sosteneva che il paese fosse spaccato a metà tra i sostenitori delle installazioni militari e chi, invece, è contrario. I risultati, con Codonesu che ha sfiorato il 50 per cento dei voti, dice che, forse, le stellette piacciono sempre meno. «Ma, appunto, si può pensare alla riqualificazione, puntando sulle nuove tecnologie». Meno missili, più microchip. «Non solo: il poligono può diventare un luogo dove studiare la green economy, dalle nuove celle solari a tutte le energie rinnovabili. Una trasformazione che finirebbe con il creare occupazione».
Marcello Cocco

Da L'Unione Sarda del 14 giugno 2012

sabato 2 giugno 2012

CAPO SAN LORENZO: Vitrociset - Il Programma “F-35 Lightning II-JSF” produrre un sistema di morte

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno venerdì 1 giugno 2012 alle ore 1.06 ·
 


Il primo prototipo del Programma JSF per l’F35 verrà consegnato a Lockheed Martin
Sarà presso la sede romana di Vitrociset la Cerimonia di Consegna a Lockheed Martin del primo prototipo del Radio Frequency Cable Tester (RFCT) e dei relativi Adapter Set (AS) dell’F35 Joint Strike Fighter. Progettato e realizzato da Vitrociset, con un mese di anticipo rispetto al programma concordato, l’RFCT consiste in un sofisticato equipaggiamento portatile di supporto a terra impiegato per effettuare test a Radio Frequenza e a Microonde sul velivolo JSF anche in condizioni estreme.

Al programma JSF partecipano complessivamente, oltre agli Stati Uniti, altri otto Paesi: Regno Unito (unico partner di Primo Livello), Italia ed Olanda (partner di Secondo Livello), Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Turchia (partner di Terzo Livello). Anche Israele e Singapore hanno firmato un accordo di partecipazione alla cooperazione e sicurezza che li ha coinvolti nel programma stesso.

Nel corso del 2010 sono state effettuate da Lockheed Martin alcune gare per lo sviluppo e produzione di prototipi di Ground Support Equipments (GSE) peculiari per il programma JSF. Vitrociset si è aggiudicata quelle relative ad alcune tipologie di Carts (carrelli per il condizionamento e l’alimentazione a terra) e quelle relative ai Test Set per le misure di Radio Frequenza.

E’ già partita, presso gli stabilimenti di Vitrociset in Capo San Lorenzo (Sardegna), la produzione di serie dei primi 54 carrelli necessari a soddisfare le esigenze iniziali del programma JSF per l’anno 2012. Negli anni a seguire dovranno essere prodotti altri Support Equipment per soddisfare le necessità delle successive fasi del programma.

Si stima che la produzione dei carrelli svilupperà un fatturato che si aggira intorno ai 10/15 ml€/anno, darà occupazione a regime a circa 40/50 risorse locali e genererà un indotto presumibilmente di 10ml€/anno, favorendo la nascita nella regione di nuove filiere produttive di alta tecnologia.

L’RFTC & AS è in assoluto il primo prototipo dell’intero Programma JSF che la Lockheed Martin riceve da un’industria. Alla Cerimonia saranno presenti importanti rappresentanti del mondo della Difesa, fra cui il Ministro Italiano della Difesa, Amm. Giampaolo Di Paola, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Biagio Abrate, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Gen. Giuseppe Bernardis, il Segretario Generale della Difesa, Gen. Claudio de Bertolis, il Vice Presidente di Lockheed Martin, Mr Tom Burbage, oltre ai numerosi professioni italiani e americani che hanno lavorato assiduamente alla realizzazione del prototipo RFCT & AS.

Da Key4biz del 31 maggio 2012

Dal programma "Foghesu Prima di tutto" lista del sindaco uscente Walter Mura (Pd) ...al primo posto, lo sviluppo del Poligono

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 31 maggio 2012 alle ore 0.31 ·
 



L’ECONOMIA E LO SVILUPPO.

Premessa
Per poter promuovere uno sviluppo economico e sociale del nostro paese è necessario individuare le sue potenzialità e le sue vocazioni ed gli eventuali snodi che lo hanno frenato. Tutti sappiamo che il nostro è un territorio debole, sia per la natura dei terreni sia per la loro estensione limitata e che il nostro sviluppo è stato ed è, per il momento, legato alla presenza del Poligono militare.
Allo scopo di meglio elaborare la proposta di programma la abbiamo divisa in 6 settori d’intervento:

1 un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono;
2 turismo e sviluppo sostenibile;
3 attività artigianali, industriali e commercio;
4 agricoltura-pastorizia e gestione del territorio;
5 organizzazione amministrazione comunale;
6 eolico e fotovoltaico.

UN PROGETTO CONDIVISO PER LO SVILUPPO DEL POLIGONO.

La nuova organizzazione delle forze armate con la eliminazione della leva obbligatoria ha comportato una riduzione della presenza in pianta stabile di personale del Poligono e nella riduzione delle attività di addestramento dei reparti. Ciò è anche avvenuto per la riduzione costante dei fondi per le forze armate. Le campagne stampa sulla presenza dell’uranio impoverito e sulle morti sospette nei poligoni e nelle aree limitrofi hanno creato un’opinione pubblica contraria alla presenza dei Poligoni nel territorio della Sardegna. Ciò nonostante, l’azione politica dell’Amministrazione uscente, è riuscita a creare le condizioni per la condivisione della presenza del Poligono.

Tale azione ha portato alla stesura di documenti da parte della Provincia e del territorio dove si dichiara che la presenza del Poligono è strategica per l’economia del territorio. La consapevolezza delle difficoltà del mantenimento delle maestranze impiegate senza una nuova idea progettuale e senza l’allargamento della offerta di servizi ci impone la elaborazione di un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono. Pur non essendo esperti del settore abbiamo maturato adeguate conoscenze che ci possono permettere di individuare alcune linee perseguibili in grado di assicurare uno sviluppo qualificato:

-realizzazione di un unico centro per la sperimentazione dell’Aeronautica Italiana con la partecipazione del Ministero della Difesa e le principali industrie del settore (Alenia, Agusta, Cira etc..). Il centro sarebbe in grado di realizzare enormi economie di gestione sia per la Difesa che per le industrie del settore;

-realizzazione della pista tattica polifunzionale presso il Cardiga progettata e articolata per un utilizzo misto di tipo militare e civile dove potranno essere svolte le attività di sperimentazione dei velivoli senza pilota che costituisce la nuova frontiera dell’aeronautica;

-realizzare il Distretto delle Alte Tecnologie con la partecipazione del Comune di Perdasdefogu, Villaputzu, Provincia dell’Ogliastra, Università, Vitrociset, Finmeccanica con un ruolo importante dell’Ipsia per corsi di specializzazione post-diploma;

-realizzazione di una Alta scuola di specializzazione delle forze armate per la sicurezza fisica del personale civile e militare che operano nei poligoni e nelle missioni all’estero e delle popolazioni contermini;

-trasferimento in pianta stabile di reparti dell’aeronautica o dell’esercito anche di tipo speciale in modo da compensare la graduale perdita di personale impiegato. Tale operazione potrà essere realizzata a costo zero in quanto le strutture sono già presenti ed inoltre costituirebbero economie notevoli di gestione: risparmio di costi per il trasferimento addestrativo dei reparti, ottimizzazione dei costi di gestione delle mense, ottimizzazione dell’utilizzo delle strutture nell’arco dell’anno senza periodi di non attività.

-l’amministrazione chiederà la possibilità di avere in uso alcune parti del territorio espropriato e non strategico alle attività militari per l’impianto di forestazione produttiva, o per l’impianto di altre attività compatibili con la presenza del poligono stesso;

-si chiederà la possibilità di effettuare il taglio della legna;

-si verificherà la possibilità, compatibilmente con le leggi, di favorire l’acquisto di generi alimentari od altro dagli operatori di Perdasdefogu.

http://www.facebook.com/pages/Foghesu-Prima-di-tutto/363441093704637

mercoledì 23 maggio 2012

QUIRRA, DISCARICA DI STATO DELLE ARMI E FABBRICA DI TUMORI


La premessa è d’obbligo: «Affronterò la questione in un quadro generale, visto che il mio ruolo di pm non mi consente di addentrarmi in aspetti specifici» dell’inchiesta sul Poligono di Quirra.
Ma non può fare a meno di descrivere quanto accaduto nell’area interdetta come «un’attività di smaltimento di Stato». Domenico Fiordalisi, il procuratore di Lanusei - da alcuni visto come «il giudice a Berlino» che squarcia il velo delle omertà, dai detrattori come magistrato sensibile alla ribalta - parla per la prima volta dall’inizio dell’inchiesta che ha fatto discutere.

E rischia di costringere lo Stato a rivedere il rapporto di forza tra la Sardegna e la sgradita presenza militare. A partire proprio da Quirra. Divenuto “Un caso emblematico”, il titolo scelto dal Gruppo di Impegno politico e sociale per il convegno sul rapporto tra ambiente, salute e giustizia, discusso ieri nell’aula magna dell’Università di Sassari, così affollata da sembrare un palazzetto dello sport. Ospite di punta, Fiordalisi ha ripercorso anni di legislazione «inadeguata» per tutelare la salute in relazione al diritto ad un ambiente salubre. Seguito poi da Vincenzo Migaleddu, il presidente dei Medici per l’Ambiente, e Riccardo Cerri, docente di Chimica farmaceutica, con l’introduzione di Piero Mannironi, giornalista de La Nuova Sardegna, che ha fatto da moderatore.

A una platea di cittadini, curiosi, operatori della Giustizia, ma soprattutto giovani studenti - alcuni dei quali prendevano appunti -, Fiordalisi ha fornito strumenti tecnici per comprendere come solo di recente, e grazie alla giurisprudenza delle allora preture, cioè dei giudici di provincia e di frontiera, la Legge si sia adeguata al sentire comune: la necessità, avvertita solo a metà anni Ottanta, di perseguire traffici di rifiuti, inquinamento di ogni tipo, avvelenamento delle falde. Per garantire un diritto che in realtà è tutelato dalla Costituzione. Ma non è riuscito a trattenere una valutazione, il magistrato calabrese, forse frutto dell’anno e mezzo di indagini sugli esperimenti bellici di Quirra, dal 20 giugno in un’aula di Tribunale.

Affrontando il tema delle carenze normative sull’inquinamento dell’aria, ha detto: «Adesso parliamo di nanoparticelle come possibile pericolo nel Salto di Quirra, dopo che venivano distrutte - poi si vedrà nel contradditorio - e smaltite tutte le bombe e le munizioni obsolete dell’Aeronautica militare.

Fatto non da poco. Se non avessi fatto intercettazioni o un’inchiesta, una vicenda così grossa, durata tra l’84 e il 2008, un’attività di smaltimento di Stato, fatto noto in alcuni ambienti istituzionali, forse non sarebbe emersa». Un fatto che nemmeno i primi giornalisti che avevano scoperto l’altissima incidenza di linfomi ad Escalaplano, ai primi del 2000, aveva immaginato. Mannironi ha ricordato come tutto sia nato proprio lì, da quel sindaco solo e inascoltato, Antonio Pili, medico e primo cittadino di Villaputzu, che per primo aveva denunciato pubblicamente «il 2 ottobre 2001, il caso dei linfomi di Quirra, poi attribuiti dalle istituzioni all’arsenico».

Una versione oggi smentita, che Mannironi non ha esitato a definire «una forma di depistaggio», per i silenzi e le omissioni di chi doveva invece garantire la salute dei cittadini. Di silenzi non ne può più Rita Tilocca di Porto Torres, moglie di Natalino Delrio, operaio del Petrolchimico morto dopo quattro tumori. Così ieri ha ricordato: «I colleghi di mio marito non possono parlare perché perderebbero il posto. Ma io sì: voglio giustizia. Mio marito portava a casa pane imbottito di cancro. A noi dava il pane, lui si è tenuto il cancro».

Da La Nuova  Sardegna del 23 maggio 2012

giovedì 17 maggio 2012

SALTO DI QUIRRA: per lo svolgimento di esercitazioni "a fuoco", i cittadini sono pregati di sgomberare dalle proprie terre

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno lunedì 9 aprile 2012 alle ore 17.30 ·



COMANDO MILITARE DELLA SARDEGNA, considerata la necessità prospettata dal poligono sperimentale interforze del SALTO DI QUIRRA di svolgere esercitazioni di tiro con armi, lanci di razzi e missili, artiglierie nei giorni:
1-4-5-6-7-8-11-12-13-14-15-18-19-20 GIUGNO 2012 nella zona denominata poligono "SALTO DI QUIRRA".

4 aprile 2012
DOCUMENTO INTEGRALE ORDINANZA N. 12/2012 PER LO SVOLGIMENTO DI ESERCITAZIONI "A FUOCO"


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QUIRRA: Dopo la relazione del sen. Scanu (Pd) la Commissione parlamentare deciderà se chiudere o meno il poligono militare




Un’ora e mezza di audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, ma l’argomento scottante, quello delle bonifiche del poligono di Quirra, è stato appena sfiorato e a quanto sembra non ha convinto i presenti.

Si è conclusa intorno alle 22.30 di ieri, l’audizione del generale di squadra aerea, Maurizio Lodovisi, responsabile della logistica dell’Aeronautica militare e delle bonifiche nel poligono di Quirra, ma a quanto pare non è servita a fugare tutti i dubbi che i senatori avevano sull’intera vicenda. E ha lasciato scoperti molti interrogativi sulle attuali condizioni di inquinamento o meno del poligono.

I componenti della commissione, probabilmente, si aspettavano risposte più precise, e un cronoprogramma delle bonifiche da fare, invece, sembra che dall’alto ufficiale abbiano avuto risposte solo su quanto era stato già fatto. Per questo, sin da ieri notte, la commissione ha deciso di cambiare il programma dei lavori previsti intorno alla vicenda. La scorsa settimana si era lasciato intendere che nelle due sedute di oggi la commissione in seduta plenaria avrebbe preso una decisione. Dopo l’audizione di ieri, invece, è stato deciso di cambiare la scaletta, tenere comunque le due sedute previste per oggi, ma rinviare ogni decisione attorno alle sorti del poligono alla prossima settimana.

La commissione, infatti, ha deciso di affidare all’unico suo componente sardo, il senatore Pd, Giampiero Scanu, nonché responsabile nazionale del gruppo di lavoro sui poligoni, il delicato compito di redigere una relazione intermedia sul caso Quirra. Una relazione che Scanu presenterà tra sette giorni durante una seduta plenaria. Solo dopo questo atto, la commissione deciderà se chiudere o meno la base, se sospenderne temporaneamente le attività, oppure se prendere un’altra decisione. È tutto, dunque, rinviato di sette giorni.

Da La Nuova Sardegna del 16 maggio 2012




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Terrorismo, scatta il piano-scorte Poligono di Quirra tra obiettivi sensibili


Terrorismo, scatta il piano-scorte  Poligono di Quirra tra obiettivi sensibili Il poligono del Salto di Quirra
Scatta il piano scorte in tutta Italia dopo le minacce terroristiche. Individuati gli obiettivi sensibili anche nell'Isola: ai primi posti c'è il Poligono di Perdasdefogu e alcune aziende.
C'è anche il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, tra le persone messe sotto scorta alla luce dei recenti episodi terroristici. La Prefettura di Roma aveva disposto la sorveglianza specifica per Orsi già da venerdì scorso. Ieri, durante una riunione in Prefettura del comitato tecnico per la sicurezza, nella Capitale, è stata prevista la scorta per sette-otto persone, tutti manager o esponenti del mondo economico.
Il comitato ha trattato anche il tema del rischio terrorismo dopo i recenti episodi di cronaca in Italia. In particolare è stato deciso di concentrare i militari su almeno quattro punti sensibili ed assegnare scorte e protezione nei confronti di almeno 7 persone, tutte esponenti del mondo economico.
In tutto è prevista la redistribuzione di 40-50 uomini per le vigilanze "fisse e quelle dinamiche". Venerdì si terrà un nuovo incontro con le forze dell'ordine per recuperare uomini per una ridistribuzione di militari e agenti sul territorio, in vista delle nuove scorte e presidi. Le nuove vigilanze fisse prevedono una ridistribuzione del numero di uomini ma non un aumento.





sabato 12 maggio 2012

QUELLI DEL PD INSISTONO - GIAN PIERO SCANU (PD): ...a Quirra, esercitazioni "leggere" dopo la bonifica



Settimana decisiva in Senato per la sorte del poligono militare
Gian Piero Scanu (PD): esercitazioni “leggere” dopo la bonifica Quirra, il futuro del poligono è adesso. Lo decideranno Parlamento e Governo la settimana prossima. Perché un futuro ci sarà. Diverso da quello attuale, senza spari, brillamenti, test di armi. Probabilmente soltanto con esercitazioni di Protezione civile e sperimentazioni non dannose per natura e salute: mai più brillamenti di munizioni, test di oleodotti e di motori di razzi. La commissione d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito è rimasta impressionata dalle parole del Procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, promotore e titolare di un'inchiesta penale unica al mondo. Per la prima volta un poligono è sospettato di aver causato disastri ambientali e favorito l'insorgenza di tumori e malformazioni. Il magistrato, due giorni fa, ha illustrato le conclusioni, contenute nella richiesta di rinvio a giudizio contro venti indagati: inquinamento di acque, suolo e aria sopra i limiti, persino di sostanze radioattive come il torio contenuto nei missili testati a Quirra, diffuso nell'ambiente e trovato anche nella catena alimentare. Martedì i senatori sentiranno dalla viva voce del generale dell'Aeronautica Maurizio Lodovisi a che punto sono le bonifiche avviate tra Perdasdefogu e Villaputzu e poi deciderà che fare.

IL SENATORE «La fase conoscitiva è finita - annuncia Gian Piero Scanu, senatore olbiese del Pd, unico esponente sardo nella commissione d'inchiesta - adesso bisogna prendere le decisioni». Lo scenario è vario. Anche perché centoventi senatori, su proposta proprio di Scanu, hanno sottoscritto soltanto pochi mesi fa una mozione rivoluzionaria. Si chiede l'impegno del Governo a limitare il peso delle servitù militari che grava sulla Sardegna, concretamente. Cioè chiudendo immediatamente Teulada e Capo Frasca, avviando le bonifiche, estendendole anche a Quirra, poligono destinato secondo Scanu a diventare un centro di eccellenza per esercitazioni pacifiche e altamente tecnologiche.

LA CHIUSURA La commissione parlamentare d'inchiesta, che ha i poteri della magistratura, avrà anche la possibilità di proporre soluzioni.
Probabilmente è più urgente, stando alle parole di Domenico Fiordalisi, sospendere le attività, bonificare e riconvertire innanzitutto Quirra. Per passare poi a Teulada e Capo Frasca.

«La nostra intenzione - prosegue Scanu - non è quella di chiudere i poligoni punto e basta. Bisogna restituirli alla Sardegna dopo il ripristino ambientale, che deve essere a carico del Governo». La rivisitazione del destino delle aree militari sardi è legata anche ad altri argomenti importanti su scala nazionale ed europea. Il Governo Monti è impegnato in una revisione della spesa pubblica che riguarderà anche la Difesa. E poi si parla da anni di un futuro esercito europeo, a vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino.

«Sono uno dei relatori della proposta di legge di riordino della Difesa- prosegue il parlamentare olbiese - e personalmente, lo dimostrano gli atti in Senato, mi sono sempre battuto per l'annullamento dei contratti d'acquisto dei nuovi aerei da bombardamento F 35 e per una rivisitazione della partecipazione dell'Italia alle missioni internazionale di pace. La gestione di un solo poligono comporterebbe risparmi per lo Stato rispetto al mantenimento delle attuali tre aree per le esercitazioni».

ALL'ESTERO Ma il Governo in futuro dovrà anche valutare se un ulteriore risparmio possa arrivare da esercitazioni all'Estero, come per esempio in Turchia o in Giordania. Gli anti-militaristi del Comitato “Gettiamo le basi” nutrono dubbi importanti. «Ci chiediamo - dice la portavoce Mariella Cao - se il generale Lodovici, a capo delle bonifiche, essendo un pilota, abbia le cognizioni scientifiche per un lavoro così importante. Su disposizione dell'allora sottosegretario alla Difesa, Salvatore Cicu, sei anni fa il Centro Nazionale per le Ricerche (Cnr) effettuò un sopralluogo a Teulada, concluso con un'osservazione importante: bonificare quel poligono è lavoro costosissimo che dovrà durare almeno trent'anni. Pretendiamo lo stesso rigore».

Da L'Unione Sarda del 11 maggio 2012 


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DEPUTATI SARDI DEL PD PROTESTANO - La Sardegna non deve essere esclusa dalle sperimentazioni militari ...ecco i nomi !


SCHIRRU AMALIA - PD
LULLI ANDREA - PD
MELIS GUIDO - PD
MARROCU SIRO - PD
FADDA PAOLO - PD
PES CATERINA - PD
CALVISI GIULIO - PD


SCHIRRU AMALIA (PD) San Sperate - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=301440

LULLI ANDREA (PD) Prato -  http://www.camera.it/29?shadow_deputato=300292

MELIS GUIDO (PD) Sassari - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302849

MARROCU SIRO ( PD) Villacidro - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302845

FADDA PIETRO (PD) Villa San Pietro - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=301442

PES CATERINA (PD) Sassari - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302840

CALVISI GIULIO (PD) Olbia - http://www.camera.it/29?shadow_deputato=302842

Seduta n. 343 del 28/6/2010
SCHIRRU, LULLI, MELIS, MARROCU, FADDA, PES e CALVISI. - Al Ministro della difesa, al Ministro dello sviluppo economico.
- Per sapere - premesso che:

la notizia appresa sui quotidiani regionali sardi nei giorni scorsi che le sperimentazioni sull'aereo senza pilota Sky X  avrebbero lasciato l'Ogliastra e la Sardegna a favore della Puglia ha registrato notevoli preoccupazioni;

la realizzazione di una pista di volo a Monte Cardiga è la pregiudiziale, insieme all'autorizzazione di un corridoio di volo con Decimomannu, per la messa in rete dei quattro poligoni sperimentali della Sardegna. Una struttura unica in Italia, adatta per le sperimentazioni sia militari che civili di grande rilevanza, possibili grazie alla disponibilità di un territorio esteso per dodicimila ettari, più un ampio braccio di mare sulla Costa orientale.

Il «quadrilatero sardo» sarebbe l'unico in grado di contrastare le mire egemoniche del metadistretto dell'aerospazio recentemente costituito da Alenia-Finmeccanica con le regioni di Piemonte, Campania e Puglia, le Università e 300 imprese locali. Alla realizzazione della pista di volo a Monte Cardiga è collegato anche il progetto di un centro per la sperimentazione ambientale di rilevanza europea. La nascita del polo aerospaziale rappresenta, quindi, per alcuni territori sardi, l'unica possibilità di un futuro industriale;

il Ministero della difesa ha ribadito il via libera alla nuova pista di volo del poligono. Ma le sperimentazioni sui velivoli Sky e Neuron dipendono dall'accordo fra vertici militari e Finmeccanica;
la realizzazione dell'opera, fondamentale per le sperimentazioni aerospaziali, sia militari che civili, è appunto legata all'esito delle trattative in corso con Finmeccanica riguardo alla ripartizione dei costi e delle modalità di utilizzo della pista sperimentale da parte di entrambi i contraenti;
le modalità dell'accordo prefigurerebbero, su scala ridotta, le caratteristiche di quella new company tra soggetto pubblico e industrie private auspicata dalla Nato per il potenziamento del Poligono;
anche la sperimentazione sui due prototipi di aereo senza pilota (Sky X e Neuron), che vede in primo piano il gruppo italiano Alenia-Finmeccanica, è frutto di una collaborazione europea. Solo che l'Italia investe appena il 4 per cento nel settore della ricerca aerospaziale, a fronte del 13 per cento della Francia e all'11 per cento di Germania e Gran Bretagna. Per colmare questo divario è stato costituito recentemente il metadistretto italiano dell'aerospazio tra le regioni Piemonte, Puglia e Calabria;


la Sardegna è stata tagliata fuori, nonostante rappresenti con il Poligono del Salto di Quirra (da collegare all'aeroporto militare di Decimo tramite un corridoio aereo) il quarto vertice naturale del sistema, indispensabile per chiudere il quadrilatero delle sperimentazioni più impegnative made in Italy. Salvo ricorrere a costose trasferte presso i poligoni del Nord Europa.


per quanto riguarda la realizzazione della pista di volo a Monte Cardiga, si sta lavorando ad una bozza d'accordo con Finmeccanica che prevede a carico del Poligono l'esecuzione dei lavori di movimento terra affidato a uomini e mezzi del Genio militare. Il Ministero della difesa ha ribadito per due volte quest'anno l'importanza primaria della striscia tattica polifunzionale a Monte Cardiga, respingendo le motivazioni del parere negativo pronunciato dal comitato paritetico. Il 24 aprile Arturo Parisi, Ministro della difesa del Governo Prodi, aveva dato il primo via libera alla realizzazione della pista. La decisione è stata ribadita il 25 luglio dal successore Ignazio La Russa con l'avvento del Governo Berlusconi -:
se le notizie sopra riportate siano fondate e quale sia la posizione del Governo in ordine all'opportunità che il progetto possa comprendere anche la regione Sardegna.
(4-06669)


RISPOSTA DEL MINISTRO DELLA DIFESA. - Con riferimento alle preoccupazioni manifestate dagli interroganti sul fatto che «le sperimentazioni sull'aereo senza pilota Sky X avrebbero lasciato l'Ogliastra e la Sardegna a favore della Puglia», desidero sottolineare quanto segue.

Presso lo stato maggiore dell'aeronautica, su disposizione del capo di stato maggiore della difesa, ha operato un gruppo di lavoro «ad hoc» (gruppo integrato di progetto - Gip) per valutare la fattibilità di una riconfigurazione del poligono interforze di salto di Quirra (Pisq), per la cui gestione è stata proposta la costituzione di una società mista.
Tale gruppo di lavoro ha valutato positivamente l'ipotesi di costituzione di una società partecipata pubblico/privata - difesa/industria (new company - società mista), per la gestione dei servizi di conduzione del Pisq.

Finora, le notizie sugli sviluppi della problematica in esame - in ragione delle eventuali, particolari, ripercussioni per i dipendenti del Pisq oltre che per l'economia locale - non sono state rese note pubblicamente nei dettagli, limitando le informazioni diffuse ad elementi di assicurazione circa gli intendimenti di promozione di ogni iniziativa utile a rafforzare l'efficacia e l'efficienza del Pisq e dei suoi rapporti con la comunità locale.

Riguardo, poi, alla realizzazione della striscia tattica polifunzionale presso il poligono interforze del salto di quirra in località monte Cardiga, si evidenzia che, nonostante il parere contrario espresso dalla componente regionale del comitato misto paritetico della Sardegna, il Ministro della difesa pro-tempore, Parisi, in data 24 aprile 2008, avvalendosi della facoltà riconosciutagli dalla legge n. 898 del 1976, ha autorizzato la realizzazione di una striscia tattica polifunzionale destinata anche alla sperimentazione di «velivoli senza pilota»

Contro tale decisione si è schierato il presidente della regione autonoma della Sardegna pro tempore, Renato Soru, che ne ha chiesto l'annullamento al Presidente del Consiglio dei ministri.
In tale contesto, in piena adesione alle esigenze manifestate in tal senso dalle autorità locali (segnatamente i sindaci dei comuni interessati), ho condiviso la decisione assunta dal mio predecessore Parisi e ne ho chiesto conferma al Consiglio dei ministri, che si è espresso nel senso auspicato dalla difesa in data 25 luglio 2008, relativamente alla realizzazione della striscia tattica polifunzionale, di cui ho accennato in precedenza.
Pertanto, la notizia circa l'esclusione della Sardegna da progetti ad alta valenza scientifica e tecnologica non risulta avere, per quanto d'interesse e a conoscenza della difesa, alcun fondamento.
In merito agli altri quesiti, poi, vorrei sottolineare che:

la notizia relativa al trasferimento delle sperimentazioni dell'aeromobile Sky-X, di proprietà della ditta Alenia, dalla Sardegna alla Puglia, risulta priva di fondamento. In proposito, si precisa che dall'anno in corso la sperimentazione in argomento, svolta all'inizio in Puglia, è stata ora trasferita da Amendola (Foggia) all'area sperimentale di Decimomannu/Perdasdefogu (Cagliari/Ogliastra) sul nuovo aeromobile denominato Sk-Y;

è previsto che la sperimentazione del programma Neuron si svolga in Sardegna. Questo programma, che vede la collaborazione di sei nazioni europee e delle relative industrie nazionali, con la Francia in posizione di paese leader, ha lo scopo di realizzare un dimostratore tecnologico di velivolo da combattimento a pilotaggio remoto ed attualmente si trova nella fase di produzione del prototipo che verrà utilizzato per le prove di volo. L'Italia contribuisce con un finanziamento misto (85 per cento circa a carico del ministero dello sviluppo economico e 15 per cento a carico della difesa);
le attività svolte dal gruppo integrato di progetto per accelerare la definizione tecnico-operativa della realizzazione della «striscia tattica polifunzionale» al Pisq, inquadrata in una cornice di co-finanziamento difesa/industria, procedono in modo sinergico con l'industria nazionale.

Ribadisco, infine, che la difesa non ha mai trascurato l'attività militare di sviluppo sui poligoni sardi che, viceversa, è stata sempre contrastata dall'ex-presidente dalla regione Sardegna, Renato Soru.

Al riguardo, relativamente alla «posizione del governo in ordine all'opportunità che il progetto possa comprendere anche la regione Sardegna», nello specificare che la difesa non ha alcun potere di influenzare le decisioni «sovrane» della giunta regionale sarda sulla gestione del territorio, si sottolinea, come già evidenziato prima, che ben due Ministri della difesa, tra cui lo scrivente, avvalendosi delle prerogative riconosciute dalla legge n. 898 del 1976 in materia di difesa e sicurezza nazionale, hanno deciso, in difformità al parere della regione Sardegna, di procedere alla realizzazione della striscia tattica polifunzionale, al fine di ampliare le possibilità di sperimentazione sul Pisq e, conseguentemente, le capacità occupazionali del territorio.

Il Ministro della difesa: Ignazio La Russa.


TESTO ORIGINALE
http://www.camera.it/417?idSeduta=343&resoconto=btris&param=btris

NOTA DEL 22 MAGGIO 2011 

venerdì 11 maggio 2012

LA VERGOGNA E L’ORRORE DI QUIRRA




Le attività militari al poligono di Quirra proseguite per decenni hanno di fatto inquinato tutto il territorio circostante.
 Durante l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, andata avanti per ore, sono stati descritti i danni causati all’ambiente. E alle persone. Dati che hanno lasciato di stucco i membri della commissione.

“Numerosi testimoni hanno raccontato di aver visto le nubi causate dalle esplosioni dirigersi, trasportati dal vento, sopra le zone abitate, soprattutto Escalaplano, causando molti danni alla popolazione. Il caso più emblematico riguarda una ragazza sorda, cieca e che non può camminare nata 23 anni fa. Una settimana dopo la sua nascita un altro bambino è nato con malformazioni. Nei periodi precedenti alle nascite si udivano le esplosioni e si vedevano le colonne di fumo che arrivavano sopra la loro casa, particolarmente esposta ai venti”.

“I brillamenti che hanno interessato un’area di 75mila metri quadrati hanno determinato situazioni particolari. Dalle foto aeree che abbiamo scattato si vedono distintamente alcune aree di colore bianco. Quelli sono i luoghi dove avvenivano le esplosioni, tanto che non cresce più erba” ha detto durante uno dei passaggi dell’audizione il dott. Fiordalisi.
Ma a lasciare di stucco i presenti sono stati i dati che hanno riguardato le malformazioni di neonati venuti al mondo nelle zone militari e degli animali

“Inoltre, è stata trovata una vera e propria discarica di proporzioni enormi. Un ettaro di estensione profonda dai 3 ai 5 metri completamente piena di rifiuti militari: rocchetti di filo per i missili anticarro filo-guidati, amianto e molti altri agenti inquinanti, ma anche parti di metallo, parti elettroniche e centinaia di gomme di camion. Questa discarica si trova a Ispibiris, un’area di un’asta fluviale di primo ordine. Il fiume Flumendosa diventa quindi una fonte inquinata” dice ancora il procuratore
“Ad avviso della procura le prove di scoppio effettuate nella zona interferiscono e molto con l’ambiente a causa dei residui di particelle sprigionati dal calore e dagli scoppi. Le particelle nocive prodotte dalla vaporizzazione dei metalli pesanti di ogni tipo contenute nelle bombe, tornano in circolo nell’aria sottoposte al circolo dei venti. Per la procura questo dato è stato molto importante. Possiamo dire che tutto ciò che si trova qui intorno è ricco di particelle di metalli pesanti, che possono essere inalate, e vanno più in profondità nel corpo rispetto all’inquinamento di città. Ecco questo potrebbe spiegare l’incidenza sui linfomi e sulle malattie del sangue nella zona” ha spiegato il procuratore Fiordalisi.

Ma c’è anche del materiale radioattivo all’interno della base di San Lorenzo che deve essere rimosso al più presto. “Il Cisam (Centro Interforze Studi Applicazioni Militari), aveva già dato disposizioni per la sua rimozione. Il materiale è lì da un decennio e non è stato ancora rimosso”. Ha detto Fiordalisi

Fra le altre cose, è notizia di questi giorni, fra Cagliari e l’Ogliastra sono stati riesumati i corpi di 15 pastori che erano morti a causa di leucemie e linfomi. Su dodici corpi sono stati ritrovati livelli di Torio 232 oltre che di antimonio, piombo e cadmio. Dati altissimi e secondo alcuni studiosi molto più alti della norma.
(A.G.)

Da Eilmensile del 10 maggio 2012

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martedì 8 maggio 2012

http://www.facebook.com/notes/sardegna-unita-e-indipendente/quirra-procuratore-fiordalisi-ecco-lorigine-della-sindrome-di-quirra-da-troppo-t/376520535731462




«La sindrome di Quirra oggi non è più un fatto misterioso, perché finalmente si conoscono le fonti del pericolo per la pubblica incolumità che sonno rimaste ricoperte da un alone di mistero per tanto tempo». Non sembra aver dubbi il procuratore Domenico Fiordalisi. In sedici mesi di indagini e accertamenti che, nei giorni scorsi,hanno portato alla richiesta di 20 rinvii a giudizio tra militari, amministratori locali, professori e ricercatori universitari, la Procura di Lanusei ha ricostruito

«un quadro di evidente contaminazione da attività militari e di sperimentazione» svolte per decenni all’interno del Poligono del Salto di Quirra. Il tutto senza che militari o civili impegnati nel poligono, come gli allevatori che utilizzavano i pascoli nell’area militare, siano stati adeguatamente informati o protetti verso gravi rischi sanitari che potevano correre in determinate aree. Come non ha dubbi nel ribadire che l’azione della magistratura «va nella direzione della tutela di quella che è la difficile situazione che i pastori e le persone che abitano nei centri urbani intorno a quest’area demaniale militare, hanno vissuto e vivono».

«La Costituzione», aggiunge collocando la sua azione in un ambito più generale, «pone in modo centrale la questione della tutela della persona e della sua salute, due diritti collegati uno all’altro. Anche i pastori, che hanno subito danni come persone offese prima e poi come protagonisti passivi del sequestro preventivo delle aree che utilizzavano, ritengo abbiano capito che la magistratura ha agito soprattutto nel loro interesse, per salvaguardare la loro dignità e la loro salute». Il pericolo per la salute, l’inquinamento da sostanze radioattive come il tono e quello chimico fisico da diversi metalli pesanti, sarebbe anche aggravato dalle conseguenze cito-tossiche dell’attività dei numerosi radar operanti nel Poligono.

RADIOATTIVITÀ PER DECENNI
«La fonte di questo pericolo», spiega ancora il magistrato, supportando le sue argomentazioni con le conclusioni dei consulenti scientifici, «è costituita da una o più sostanze radioattive che creano, specialmente per le emissioni di radiazioni alfa, una pericolosità cosi lunga nei tempo che sono necessari 30/35 anni per esprimere tutta la loro potenzialità nociva. Significa che negli anni 2000 stiamo subendo i possibili effetti negativi in termini di danni al Dna delle persone viventi e degli animali, per condotte poste in essere negli anni 1970/1980»

«La fonte del torio», precisa ulteriormente, «la cui presenza è stata riscontrata in passato e in anni recenti da enti pubblici tra i quali anche l’Arpas. è un missile utilizzato in tutta Europa. il Missile Milan, nelle versioni fabbricate prima del 1999, che conteneva questa sostanza nel sistema di guida. A questo si aggiungono le attività di brillamento di materiale bellico obsoleto, che sinora erano indicate essere solo delle operazioni di esercitazione di artificieri o test di esplosivi, e invece si sono rivelati essere una forma di smaltimento di rifiuti militar i pericolosi che ha generato l’inquinamento da tungsteno, cromo e altre sostanze estremamente pericolose».

RIESUMAZIONI NECESSARIE.
Tutti contaminanti che, sommati a quelli rilasciati da alcune discariche di materiali pericolosi utilizzati dai militari, la pioggia e il vento hanno contribuito a portare ben oltre le aree interne al Poligono interessando anche ci fiumi e pozze in cui si abbeveravano mandrie e greggi di vari ovili dove si sono verificati purtroppo tanti casi di pastori deceduti. «Nelle ossa di questi pastori», aggiunge Fiordalisi riferendosi alla misura che, insieme all’iniziale sequestro dell’intero Poligono, è stata tra le più contestate, «è stato trovato il torio, in misura più elevata di chi non frequenta va quelle aree. Sono stati accertamenti molto complessi che purtroppo hanno reso necessaria la riesumazione e l’analisi delle salme di numerosi pastori, riesumazione fortemente criticata, ma che ha prodotto risultati estremamente utili per l’accertamento della verità». L’indagine, che nella prima fase aveva anche ipotizzato il reato di omicidio colposo con dolo eventuale poi caduta anche per l’estrema difficoltà di dimostrare il nesso di causa ed effetto tra le azioni che hanno portato al disastro ambientale e la morte di pastori e militari, è arrivata «ipotesi di reato concrete, chiare e verificate» che possono essere soggetto di una valutazione da parte del giudice per che, per esempio non coperte da prescrizione». »Quello che è fondamentale comprendere », prosegue Fiordalisi, «è che l’accertamento che il codice consente alla giustizia, per le conoscenze scientifiche che oggi si hanno, è in termini di pericolo ed esposizione al pericolo, e non di nesso di causalità».

IL RAPPORTO CON LA GENTE
Un argomento cui Fiordalisi tiene particolarmente, è importanza del “canale diretto” instaurato con decine di persone che si sono rivolte a lui per raccontare, testimoniare e denunciare alcune centinaia di casi di malattie e morti, «un legame tra magistratura e cittadino che non si è mai spezzato e ha permesso di acquisire informazioni che altrimenti non avremmo mai avuto».
«Non è stato semplice», conclude, «perché il clima che negli anni si è creato intorno a questa vicenda non favoriva una collaborazione della gente, ma in buona misura ci siamo riusciti. Si tratta di un percorso nuovo che va nella direzione di tutela della salute di tutti».
Carlo Porcedda

Da Sardegna Quotidano del 7 maggio 2012


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domenica 6 maggio 2012

QUIRRA: la procura di Lanusei chiede venti rinvii a giudizio

 


Le richieste sono state fatte nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale nell’area del poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra. Il gup potrebbe fissare una prima udienza già a giugno

Il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi ha chiesto al gup il rinvio a giudizio dei venti indagati che a fine marzo avevano ricevuto l’avviso di conclusione indagini nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale nell’area del poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra, tra le province di Cagliari e Ogliastra, il più esteso d’Europa. Il gup potrebbe fissare una prima udienza già a giugno. Intanto, martedì prossimo, 8 maggio, Fiordalisi sarà sentito alle 20.30 dalla commissione d’inchiesta del Senato sull’uranio impoverito.

In particolare, la richiesta riguarda sei ex comandanti del poligono succedutisi fra il 2004 e il 2010, i generali Fabio Molteni, Alessio Cecchetti, Roberti Quattrociocchi, Valter Mauloni, Carlo Landi e Paolo Ricci, e due comandanti del distaccamento dell’Aeronautica di Capo San Lorenzo, i colonnelli Gianfranco Fois e Francesco Fulvio Ragazzon. Tutti e otto accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri. Molteni, Cecchetti e Quattrociocchi sono accusati anche di omissione di atti d’ufficio dovuti per ragioni di igiene e sanità.

Gli altri indagati sono tre membri della commissione del ministero della Difesa, il generale Giuseppe Di Donato, il dirigente Vittorio Sabbatini e il maggior Vincenzo Mauro, per omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri; quattro esperti dell’istituto di Scienze ambientali «Sarfatti dell’università di Siena, Francesco Riccobono, Giuseppe Protano, Fabio Baroni e Luigi Antonello Di Lella, che effettuarono controlli ambientali fra il 2002 e il 2004 per conto del ministero della Difesa, accusati di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche due chimici della Sgs Italia, Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani, per falsità ideologica aggravata in atto pubblico e per ostacolo aggravato alla difesa di un disastro.

Il medico competente del poligono, il docente universitario di Cagliari Pierluigi Cocco, è accusato di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri e omissioni di atti d’ufficio, oltre che di ostacolo aggravato alla difesa di un disastro e favoreggiamento aggravato.

Il sindaco di Perdasedefogu, Walter Mura (Pd), è indagato per ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione del poligono, tenente Walter Carta, per omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri.

Una duplice inchiesta era stata aperta da Fiordalisi nel gennaio 2011 per disastro ambientale e omicidio colposo plurimo, per l’inquinamento e l’abnorme numero di casi di tumore, in particolare linfomi e leucemie, tra i pastori e altri abitanti dei paesi della zona. Gli accertamenti sono stati affidati alla Squadra mobile di Nuoro e al corpo forestale la procura ha chiesto numerose consulenze tecniche a esperti come Evandro Lodi Rizzini, Maria Antonietta Gatti e Fiorenzo Marinelli.

Durante le indagini sono state scoperte discariche abusive a terra e a mare, quantità di torio 232, elemento radioattivo, in quantità superiori alla norma rilevate nelle ossa di gran parte delle salme di pastori fatte riesumare nei cimiteri di Villaputzu e Perdasdefogu e animali malformati. Inoltre, una perizia ha evidenziato che l’esposizione ai potenti radar utilizzati per attività addestrative e test militari nel poligono può avere effetti citotossici.

Da La Nuova Sardegna del 5 maggio 2012


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domenica 22 aprile 2012

SERVITU' MILITARE (italiana), IMPRESA DI PULIZIE (continentale) E LAVORATORI SENZA STIPENDIO (sardi)

Nuova manifestazione di protesta questa mattina di fronte all’ingresso del distaccamento a mare di Capo San Lorenzo dei trentadue lavoratori della Alfiera 2001 , la società cooperativa di Campobasso, che cura il servizio di pulizia all’interno del poligono sperimentale e di addestramento interforze del Salto di Quirra. I lavoratori , non percepiscono lo stipendio dal mese di gennaio, così come il loro quaranta colleghi di Perdasdefogu, e da diverse settimane non riescono a mettersi in contatto con i referenti della società.

Nonostante tutto anche ieri mattina hanno assicurato il servizio. «I telefoni della Alfiera 2001 squillano ma non risponde nessuno – dice Paola Pilia responsabile del cantiere – Sono tutti diventati uccelli di bosco. Siamo fortemente preoccupati. L’amministrazione militare ha, infatti, regolarmente pagato alla società molisana, le spettanze del bimestre gennaio – febbraio. A giorni dovrebbe mettere in pagamento anche quelle relative al bimestre marzo aprile. Abbiamo chiesto che il pagamento ( saldo ) venga bloccato sino a quando l’ Alfiera 2001 non provvederà a pagarci le mensilità maturate. Ci risulta pure che la società non ha pagato i contributi previdenziali a 13 dei 32 dipendenti ». La manifestazione di ieri mattina si è svolta senza l’egida delle organizzazioni sindacali nonostante la maggior parte dei lavoratori sia iscritta alla filcams cgil. «Dobbiamo mangiare adesso e non possiamo permetterci di aspettare i tempi del sindacato- dice Sonia Podda, 39 anni , vedova, madre di una bambina, una delle più determinate».

La donna ha piazzato una tenda canadese davanti all ‘ingresso del poligono. « Non mi muoverò da qui – dice – sino a quando non riceverò almeno un acconto». I lavoratori hanno ricevuto attestati di solidarietà da parte dei militari e degli amministratori comunali di Villaputzu.
(Gian Carlo Bulla)

Da La Nuova Sardegna del 21 aprile del 2012

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QUIRRA: La Procura indaga su un sistema di intrecci tra Fiat, Finmeccanica ed Sgs

I missili Milan, sospettati di aver rilasciato torio radioattivo nel Salto di Quirra, sono stato prodotti dalla società Mbda, controllata da Finmeccanica. Qui comincia un gioco di scatole cinesi che la Procura di Lanusei è convinta di aver risolto, facendo luce su quel che è accaduto fin dagli anni 50 nel poligono tra Perdasdefogu e Villaputzu.

Perché la stessa Finmeccanica ingloba la Oto Melara, azienda che produce armi testate a Quirra, e fa parte di un consorzio con Fiat Iveco. Si tratta dei maggiori clienti privati del poligono. Prima hanno affittato a cifre altissime (anche 50 mila euro all'ora) l'area militare per far provare le armi agli eserciti di mezzo mondo (compreso quello libico di Gheddafi). Adesso sono sospettati di aver inquinato quel meraviglioso angolo di paradiso, di aver provocato un disastro ambientale nei suoli, nell'aria e nelle acque e di aver favorito l'insorgenza di tumori in 169 abitanti della zona (pastori, militari e semplici residenti)

I CONTROLLI Quando la Nato, su incarico del Ministero della Difesa, nel 2009 ha scelto le aziende alle quali affidare il controllo ambientale del poligono, alla ricerca di eventuali tracce di sostanze radioattive e nocive, uno dei lotti delle indagini è stato affidato alla Sgs. È una multinazionale che ha sedi in mezza Europa, comprese Olanda, Svizzera e Torino.
Il presidente? Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat. Nel consiglio d'amministrazione anche John Elkann, rampollo delle famiglia Agnelli che controlla il 15 per cento della Sgs.

GLI INDAGATI Questo circolo vizioso, secondo il Procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, avrebbe in qualche modo spinto due chimici della Sgs, Gilberto Nobile e Gabriella Fasciani (indagati per falso), a certificare che nel Salto di Quirra la presenza di sostanze altamente inquinanti non si poteva attribuire alle attività svolte al poligono.
Tesi non supportata da un'analisi del fondo naturale dei suoli da usare come metro di paragone. Seguono poi altre osservazioni al lavoro formati dei due chimici torinesi.

Un esempio: avrebbero affidato delicate analisi destinate a scoprire un eventuale inquinamento compiuto da militari ai laboratori chimici dell'Aeronautica di Pratica di Mare. Inoltre, «la limitazione di sensibilità degli apparecchi utilizzati poi per la ricerca di uranio impoverito nei campioni prelevati a Quirra», secondo i consulenti della Procura, era «fino a mille volte oltre quella necessaria per rilevare la presenza di uranio depleto», dice il fisico Evandro Lodi Rizzini, lo stesso che ha trovato torio nelle salme dei pastori riesumate a Perdasdefogu e Villaputzu.

I CONTROLLI Ma in generale tutte le analisi della Sgs, secondo Fiordalisi, erano all'acqua di rosa: per il controllo ambientale di un'area di 7 chilometri quadrati sono stati analizzati solo sette lombrichi (erano stati prelevati 56 vermi per chilometro quadrato in Kosovo, come scritto in diverse riviste scientifiche). Nessuna valutazione poi sulle quantità di torio ritrovate negli stessi lombrichi, nei funghi e nel suolo di determinate zone del poligono.
Per completare l'intreccio di società con sede a Quirra, nell'inchiesta della Procura di Lanusei compare anche la Vitrociset, del gruppo Selex, controllata di Finmeccanica.

La Vitrociset appartiene a Edoarda Vesel, vedova di Camillo Crociani, ex presidente di Finmeccanica condannato nel 1975 a due anni e quattro mesi per le tangenti dello scandalo Lockeed (miliardi di lire versati per oliare l'acquisto degli aerei Hercules C130) e morto in Messico nel 1980. La Vitrociset ha l'appalto dei controlli radar della Difesa e una sede con circa 130 dipendenti anche a Quirra.
Paolo Carta

Da L'Unione Sarda del 21 aprile 2012 


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