Mariano
Carta, sindaco di Perdasdefogu: «La mia posizione era identica a
quella del mio rivale». Fernando Codonesu: «La gente di Villaputzu ha
dato tanto e ha ottenuto molto poco».
Un caso o una
scelta ponderata? Impossibile avere una risposta dai diretti
interessati, cioè dai nuovi sindaci di Perdasdefogu e Villaputzu, i
Comuni sui quali insiste il poligono di Quirra. Il dato certo è che nei
due paesi sono cambiate le amministrazioni “storiche”. Amministrazioni
che avevano “sposato” la presenza dei militari sui loro territori. Il
cambiamento dei sindaci corrisponde a un cambiamento di visione di
parte dei cittadini? Impossibile avere una risposta univoca. Anche
perché i due neo sindaci, Mariano Carta e Fernando Codonesu la vedono
in maniera differente.
VISTO DA PERDASDEFOGU Anche se, durante la campagna elettorale, era girata la voce che
Mariano Carta fosse un anti poligono. «È una cosa», interviene il
neo sindaco di Perdasdefogu,
«sulla quale si è giocato molto in campagna elettorale. Hanno cercato
di disegnarmi in quel modo per condizionare il risultato». Perché, alla
fine, tutto il paese la vede allo stesso modo.
«Attorno al poligono ruota tutta l'economia di Perdas. Come si può essere contro».
La scelta degli elettori non è stata influenzata dall'atteggiamento
nei confronti dei militari. «Le posizioni dei candidati erano
identiche: visti i problemi legati all'occupazione, non possiamo fare a
meno del poligono». E i rischi legati a quello che accade oltre i
cancelli? «In paese, non c'è la stessa percezione che si ha dal di
fuori.
Qui, nessuno ha la sensazione che il tasso di
mortalità sia superiore rispetto ad altri luoghi». Luoghi “normali” e
altri degradati. «Mi piacerebbe vedere uno studio comparato tra la
situazione del nostro territorio e quello di posti come Macchiareddu o
Sarroch dove c'è la Saras». L'inquinamento, comunque, esiste anche per
lui. Anche se Carta non vuole allarmismi. «Il senatore Scanu afferma
che la situazione di Quirra è peggiore di quella descritta da
Fiordalisi. Penso che si sia spinto oltre: su quali dati fa queste
affermazioni?».
VISTO DA VILLAPUTZU Affermazione che non piace al collega di Villaputzu
Fernando Codonesu. D'altronde, il
neo sindaco
ha partecipato alla stesura del documento approvato dalla commissione
parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata proprio dal
senatore gallurese. «Proprio questo documento, alla base del nostro
programma», afferma Codonesu, «ha rappresentato un elemento di svolta
anche nel corso di questa campagna elettorale».
Agli
abitanti di Villaputzu, evidentemente, è piaciuta la proposta del neo
sindaco: rinunciare al poligono, per ora, non si può. Ma, certamente,
si può rivedere la sua funzione. «In fondo, noi abbiamo proposto di
riqualificare il sito, con la partecipazione di tutti i soggetti che
hanno interessi». I militari, dunque, ma anche la stessa popolazione di
Villaputzu. «Anche perché il territorio del paese è occupato per il
41% da servitù militari. Non solo: il 58% del poligono è proprio nel
nostro Comune. Mi sembra che il rapporto tra quello che abbiamo dato e
quello che abbiamo ricevuto non sia paritario. Ecco, l'idea è proprio
questa:
rivedere il ruolo del poligono, facendo in modo che la sua presenza rappresenti qualcosa di vantaggioso per i giovani».
LA PROPOSTA Durante
la campagna elettorale, si sosteneva che il paese fosse spaccato a
metà tra i sostenitori delle installazioni militari e chi, invece, è
contrario. I risultati, con Codonesu che ha sfiorato il 50 per cento
dei voti, dice che, forse, le stellette piacciono sempre meno. «Ma,
appunto, si può pensare alla riqualificazione, puntando sulle nuove
tecnologie». Meno missili, più microchip. «Non solo: il poligono può
diventare un luogo dove studiare la green economy, dalle nuove celle
solari a tutte le energie rinnovabili. Una trasformazione che finirebbe
con il creare occupazione».
Marcello Cocco
Da L'Unione Sarda del 14 giugno 2012