maggio 25, 2012
Tradizionalmente
vicina a tutti i movimenti Sardi, per le Comunali 2012 U.R.N. Sardinnya
dialoga con il dott. Pierluigi Annis, 42 anni, farmacista ed esponente
di Federfarma, è il candidato sindaco di Oristano per la lista Aristanis Noa – Di Adriano Bomboi.
Il 10 e 11 giugno gli elettori saranno
chiamati alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Il
vostro slogan supera la vecchia Oristano per fare spazio alla nuova
Aristanis, che cosa significa?
“Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia”.
In questa frase, che è l’incipit del nostro programma, è racchiuso il significato del nostro slogan.
Oristano, è una città morta, lasciata morire in anni di mala
amministrazione e incuria, utilizzata solo come trampolino di lancio per
altri incarichi e ormai ignara della sua gloriosa storia. Solo dal
ricordo di cosa siamo stati e cosa abbiamo rappresentato per tutta la
Nazione Sarda, possiamo ripartire per costruire una città fondata su
nuovi principi di cittadinanza.
Questa nuova città è Aristanis.
La storia e la cultura di un territorio
stanno alla base dell’identità ma anche dell’industria turistica e
commerciale di una comunità, cosa proponete per rilanciare il settore?
Noi di Aristanis Noa crediamo che oltre a provvedimenti spot per
questa o quella categoria ci sia bisogno di una visione d’insieme che
racchiuda i provvedimenti, una visione di cosa questa città debba
diventare.
L’industria turistica si può sviluppare solo con una rete solida e
basata su reciproca fiducia con i comuni del nostro territorio e ancora
di più con tutti quelli che si affacciano sul mare, da Bosa a Terralba.
Il commercio di Aristanis è un settore che si svilupperà solo e soltanto
quando la città verrà resa un luogo dove sarà bello abitare e far
crescere i propri figli, e oltre allo sviluppo turistico si sarà dato un
freno allo spopolamento del territorio.
Una delle idee forti del nostro programma è quella di dare nuova
centralità istituzionale alla città con la previsione di un polo
universitario moderno di eccellenza e non una mera succursale di altri
atenei, anch’essi oramai carrozzoni politici che costano alla
collettività più di quanto producano.
Prevediamo anche un Parco archeologico e l’apertura dei monumenti. La
riqualificazione del giardino pubblico di via Solferino (dedicato alla
Brigata Sassari) in un parco archeologico con la ricostruzione in scala
dei maggiori siti nuragici della Sardegna; allo scopo di creare un nuovo
centro educativo, che valorizzi la cultura sarda e avvicini i giovani
alla storia e alla propria identità Sarda.
La nostra città porta in eredità la generosa dote di una Capitale
Giudicale. A differenza delle ultime amministrazioni, che hanno ritenuto
opportuno aprire i monumenti della città per un solo weekend all’anno,
siamo fortemente convinti che questo tesoro debba essere reso
accessibile tutto l’anno per mantenere vivo nei cittadini l’amore per la
propria storia e arricchire l’offerta turistica della città.
Quali interventi per rilanciare Torregrande?
Torregrande è la più grande ed evidente incompiuta di Oristano, noi
di Aristanis Noa valuteremo i progetti che sembra siano in fase di
partenza e cercheremo di improntare lo sviluppo della marina tenendo
conto delle varie esigenze abitative, di residenti, di abitanti di
seconde case e vacanzieri giovani e famiglie.
Bisogna ripensare un piano particolareggiato che risponda a tutte queste
esigenze, non credo sia una cosa estremamente complicata data
l’estensione che Torregrande ha, dal porticciolo alla foce del fiume.
E’ più una questione di volontà politica.
Certo, ripeto ancora una volta, non si può pensare Torregrande avulsa
dalla costa del Sinis e da tutto il territorio che la circonda.
Nel vostro programma avete sottolineato
un aspetto fondamentale dell’economia oristanese: la logistica. Quanto
può essere importante lo sviluppo di questo settore per le ricadute
occupazionali del territorio?
Noi di Aristanis Noa pensiamo che la centralità territoriale di
Oristano non sia solo uno slogan elettorale e che il porto industriale
collegato attraverso le rotaie all’aeroporto sarà la chiave di volta per
incentivare la logistica utilizzando anche la leva fiscale per rendere
più veloce questo processo.
Certo è che se carrozzoni come il consorzio industriale e i politici del
territorio eletti in Regione continueranno a non lavorare o a lavorare
contro, ci vorrà una presa di posizione forte come mai lo è stata per
ottenere quei diritti che una legge del 1998 sanciva, l’indicazione del
porto di Oristano come una delle zone franche portuali.
Se volete farvi due risate andate sul sito del consorzio industriale di
Oristano e gustatevi l’home page, una favola raccontata senza imbarazzi.
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