Pagine

Visualizzazione post con etichetta oristano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oristano. Mostra tutti i post

venerdì 15 giugno 2012

SNI SOSTIENE LA LISTA ARISTANIS NOA

SNI SUSTENIT SA LISTA ARISTANIS NOA IN SAS ELETZIONES DE ARISTANIS

pubblicata da Sardigna Natzione Indipendentzia (Ufitziale/Official) il giorno giovedì 7 giugno 2012 alle ore 20.22 ·
COMUNICATO STAMPA                             

NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI ORISTANO

SNI SOSTIENE SENZA RISERVE
LA LISTA ARISTANIS NOA
E IL CANDIDATO A SINDACO PIERLUIGI ANNIS


Sostegno senza riserve alla lista Aristanis Noa , che rientra pienamente nel progetto politico di Sardigna Natzione Indipendentzia perché unisce nel fare e nello stare assieme tutto l’indipendentismo sardo senza mettere in evidenza primogeniture o leadership liederistiche o di partito..

Sostegno al candidato a sindaco Pierluigi Annis , che si è assunto l’onere di rappresentare una sintesi della galassia indipendentista impegnandosi a rappresentarla in consiglio comunale, insieme agli altri consiglieri che verranno eletti nella lista Aristanis Noa.

SNI sosterrà invita i propri militanti e simpatizzanti a votare e far votare la lista, e a continuare nella propaganda elettorale per sensibilizzare gli oristanesi e far capire loro che la vera alternativa non è tra poli di centrodestra e centrosinistra ma tra chi è asservito alle centrali romane o arcorensi e chi è figlio diretto della collettività oristanese.

Da Oristano può partire l’avvio della nuova fase indipendentista, quella che porterà l’indipendentismo dall’essere credibile all’essere delegabile.

Nugoro 07/06/12    anno 151°   D.I.               COORDINATORE NATZIONALE
                                                                                    Bustianu Cumpostu  


sabato 26 maggio 2012

Comunali 2012 a Oristano: Dialogo con il candidato sindaco Pierluigi Annis (Aristanis Noa)


 

Tradizionalmente vicina a tutti i movimenti Sardi, per le Comunali 2012 U.R.N. Sardinnya dialoga con il dott. Pierluigi Annis, 42 anni, farmacista ed esponente di Federfarma, è il candidato sindaco di Oristano per la lista Aristanis Noa – Di Adriano Bomboi.
Il 10 e 11 giugno gli elettori saranno chiamati alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Il vostro slogan supera la vecchia Oristano per fare spazio alla nuova Aristanis, che cosa significa?
“Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia”.
In questa frase, che è l’incipit del nostro programma, è racchiuso il significato del nostro slogan.
Oristano, è una città morta, lasciata morire in anni di mala amministrazione e incuria, utilizzata solo come trampolino di lancio per altri incarichi e ormai ignara della sua gloriosa storia. Solo dal ricordo di cosa siamo stati e cosa abbiamo rappresentato per tutta la Nazione Sarda, possiamo ripartire per costruire una città fondata su nuovi principi di cittadinanza.
Questa nuova città è Aristanis.
La storia e la cultura di un territorio stanno alla base dell’identità ma anche dell’industria turistica e commerciale di una comunità, cosa proponete per rilanciare il settore?
Noi di Aristanis Noa crediamo che oltre a provvedimenti spot per questa o quella categoria ci sia bisogno di una visione d’insieme che racchiuda i provvedimenti, una visione di cosa questa città debba diventare.
L’industria turistica si può sviluppare solo con una rete solida e basata su reciproca fiducia con i comuni del nostro territorio e ancora di più con tutti quelli che si affacciano sul mare, da Bosa a Terralba.
Il commercio di Aristanis è un settore che si svilupperà solo e soltanto quando la città verrà resa un luogo dove sarà bello abitare e far crescere i propri figli, e oltre allo sviluppo turistico si sarà dato un freno allo spopolamento del territorio.
Una delle idee forti del nostro programma è quella di dare nuova centralità istituzionale alla città con la previsione di un polo universitario moderno di eccellenza e non una mera succursale di altri atenei, anch’essi oramai carrozzoni politici che costano alla collettività più di quanto producano.
Prevediamo anche un Parco archeologico e l’apertura dei monumenti. La riqualificazione del giardino pubblico di via Solferino (dedicato alla Brigata Sassari) in un parco archeologico con la ricostruzione in scala dei maggiori siti nuragici della Sardegna; allo scopo di creare un nuovo centro educativo, che valorizzi la cultura sarda e avvicini i giovani alla storia e alla propria identità Sarda.
La nostra città porta in eredità la generosa dote di una Capitale Giudicale. A differenza delle ultime amministrazioni, che hanno ritenuto opportuno aprire i monumenti della città per un solo weekend all’anno, siamo fortemente convinti che questo tesoro debba essere reso accessibile tutto l’anno per mantenere vivo nei cittadini l’amore per la propria storia e arricchire l’offerta turistica della città.
Quali interventi per rilanciare Torregrande?
Torregrande è la più grande ed evidente incompiuta di Oristano, noi di Aristanis Noa valuteremo i progetti che sembra siano in fase di partenza e cercheremo di improntare lo sviluppo della marina tenendo conto delle varie esigenze abitative, di residenti, di abitanti di seconde case e vacanzieri giovani e famiglie.
Bisogna ripensare un piano particolareggiato che risponda a tutte queste esigenze, non credo sia una cosa estremamente complicata data l’estensione che Torregrande ha, dal porticciolo alla foce del fiume.
E’ più una questione di volontà politica.
Certo, ripeto ancora una volta, non si può pensare Torregrande avulsa dalla costa del Sinis e da tutto il territorio che la circonda.
Nel vostro programma avete sottolineato un aspetto fondamentale dell’economia oristanese: la logistica. Quanto può essere importante lo sviluppo di questo settore per le ricadute occupazionali del territorio?
Noi di Aristanis Noa pensiamo che la centralità territoriale di Oristano non sia solo uno slogan elettorale e che il porto industriale collegato attraverso le rotaie all’aeroporto sarà la chiave di volta per incentivare la logistica utilizzando anche la leva fiscale per rendere più veloce questo processo.
Certo è che se carrozzoni come il consorzio industriale e i politici del territorio eletti in Regione continueranno a non lavorare o a lavorare contro, ci vorrà una presa di posizione forte come mai lo è stata per ottenere quei diritti che una legge del 1998 sanciva, l’indicazione del porto di Oristano come una delle zone franche portuali.
Se volete farvi due risate andate sul sito del consorzio industriale di Oristano e gustatevi l’home page, una favola raccontata senza imbarazzi.

CONTINUA A LEGGERE ...

giovedì 17 maggio 2012

Oristano capoluogo o ARISTANIS capitale?

Oristano capoluogo o ARISTANIS capitale?

Credo che Oristano soffra di una crisi di identità abbastanza evidente.
Sarebbe il caso forse di porci delle domande le cui risposteci aiutino a delineare quale sia l'idea che noi stessi abbiamo della nostra città e quale ruolo pensiamo abbia o possa avere in un prossimo futuro nell'ambito provinciale o comunque in relazione alle regioni storiche sarde che tradizionalmente gli fanno riferimemto, fino a toccare la sfera ben più ampia e generale dell'intera isola e dei suoi rapporti con i Paesi del Mediterraneo.
Quando nel 1974 Oristano divenne capoluogo della quarta Provincia sarda sembrò a molti che, con questo riconoscimento, frutto di una ventennale rivendicazione di autonomia amministrativa da parte non solo della città ma di tutto il territorio arborense, venisse in parte risarcita e riconosciuta l'antica dignità storica dei tempi dei Giudici, dimenticata e sepolta da più di 500 anni.La retorica della politica autonomista sarda, oggi come allora è specialista nel confondere la memoria storica locale con quella italiana e a far sventolare a piacimento prima il tricolore e poi i quattro mori a seconda degli umori elettorali e delle mode del momento.
La Provincia di Oristano, nata come già detto sotto i migliori auspici non tardò a rivelare i suoi limiti amministrativi e organizzativi, limiti legati a un deficit di sovranità davanti all'immobilità della Regione Autonoma della Sardegna incapace di interpretare lo spirito dello Statuto Speciale del 1948.
La Provincia intesa come parcheggio per politici, la spartizione delle poltrone e dei posti di governo e di sottogoverno tra i vari partiti facevano e fanno più notizia della stessa attività amministrativa dell'Ente, la famosa montagna che partorisce il topolino, poco più che una riunione di condominio con budget più generoso.Non deve dunque sorprendere il malcontento verso questo Ente intermedio emerso nell'ultimo referendum consultivo del 6 maggio scorso, nei quali molti cittadini sardi hanno espresso la volontà di rinunciare non solo alle ultime 4 Provincie Regionali, ma anche a quelle cosidette storiche tra le quali anche quella di Oristano viene annoverata.
Ma perchè parlare di Provincia durante una campagna elettorale per delle Elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale? Perchè parlare di Province proprio ora che la forbice dei tagli sembra volerle sacrificare e la spugna dei referendum cancellarle dalla carta geografica?Perchè questo è il momento di ridisegnare la carta geografica e i suoi confini amministrativi non solo con criteri di economicità ma sopratutto di funzionalità per rendere ai cittadini servizi migliori e più efficenti.
Il Comune di Oristano dovrà necessariamente trovare sinergie con le amministrazioni comunali limitrofe in molti ambiti della pubblica amministrazione.Pensare come una Capitale non significa accentrare competenze e servizi ma ripartirli armonicamente nel territorio creando una rete che benefici concretamente i cittadini.
Vedremo forse un giorno l'antica curatoria del Campidanu de Aristanis, unire i paesi con la città nello sforzo di dare alle popolazioni arborensi più servizi e più senso di appartenenza a una comunità storica fondata sulla Solidarietà e la cooperazione reciproca.
Una unione che non sarà imposta con nessuna legge costituzionale ma da una stretta di mano tra pari, come facevano i nostri antenati davanti a Dio e davanti a un testimone e come anche noi pensiamo di fare.

Vedremo forse u.n giorno l'antica curatoria del Campidanu de Aristanis, unire i paesi con la città nello sforzo di dare alle popolazioni arborensi più servizi e più senso di appartenenza a una comunità storica fondata sulla Solidarietà e la cooperazione reciproca.

 TESTO ORIGINALE ..

lunedì 14 maggio 2012

Cambiando l'ordine dei partiti il risultato non cambia

Tizio lascia la sinistra per approdare al centro, poi a destra e di nuovo a sinistra. Se fosse a bordo di una macchina avrebbe già causato un incidente, invece siamo in politica e qui tutto è concesso.
Questo identikit spesso corrisponde con chi organizza il buffet per "ricordare" agli amici (e agli amici degli amici) che anche in queste elezioni quel voto sarà gradito perchè stavolta, grazie anche all'esperienza maturata, si impegnerà maggiormente (se fosse addirittura possibile!) per la sua città.Poi c'è chi inventa fantastici(o fantasiosi) progetti per giovani e meno giovani, per i bambini come per gli anziani. E alla fine ci si gioca l'ultima carta: "Creare occupazione"! Se fosse allo stadio partirebbe anche la ola.

CONTINUA A LEGGERE ...

 published by Roberto Deligios on Sab, 05/12/2012 - 15:46

C'E' TROPPA "ITALIA" NEI COMUNI SARDI !

Le Bandiere italiane fanno vendere meglio i prodotti sardi?


Il Comune di Oristano organizza una rassegna sui prodotti tipici del territorio nella borgata marina di Torre Grande. La rassegna, denominata "il maggio della torre", vedrà la presenza di numerosi espositori e di differenti esperienze produttive. 
Spiegateci che senso ha riempire la borgata di tricolori italiani?

Che c'entrano con la valorizzazione delle produzioni nazionali sarde? Forse a qualcuno sfugge che la nostra agricoltura e il nostro artigianato hanno una sola possibilità di sopravvivere alla concorrenza e diventare competitivi e apprezzati in giro per l'europa e per il mondo: quella di slegarsi dal made in italy! 
Oggi più che mai è necessario rilanciare un'immagine differente del nostro tessuto produttivo delle sue specificità e delle sue qualità. 
Ma forse le bandierine tricolori uno scopo lo hanno, che nulla ha a che fare con le nostre produzioni e con le politiche di marketing territoriale. Servono semplicemente a mascherare ancora una volta il fallimento delle politiche attuate a Torre Grande negli ultimi anni. 

sabato 28 aprile 2012

ORISTANO: Per combattere l'evasione alleanza tra Comune e Agenzia delle Entrate.

IL COMUNE DI ORISTANO E LA DIREZIONE REGIONALE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE HANNO SOTTOSCRITTO UN “PROTOCOLLO D’INTESA” PER COMBATTERE L'EVASIONE.
Grazie all’accordo, che ha validità triennale, al comune sarà riconosciuto dallo Stato il 100% delle somme recuperate, in virtù dell’azione congiunta di segnalazione e recupero per gli anni di imposta a partire dal 2007. Quello di Oristano è il primo comune della Sardegna a definire un accordo con l’Agenzia delle Entrate, per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale, trasmettendo all’Agenzia delle Entrate informazioni utilizzabili ai fini dell’accertamento dei tributi erariali.

TRATTO DAL BLOG DI ANGELO PORCHEDDU