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venerdì 22 giugno 2012

VI RICORDATE ANCORA DEL REFERENDUM TRUFFA? NOI ABBIAMO LA MEMORIA LUNGA!



A proposito del referendum truffa del 6 maggio 2012, ci teniamo a ricordare ai Sardi la posizione che a suo tempo assunse a Manca pro s’Indipendentzia.
Sulle indennità: "dae corbu non naschet columba".

Nei giorni precedenti il referendum siamo persino stati accusati di voler difendere la casta, perché abbiamo puntualmente spiegato la natura truffaldina e imbrogliona dei quesiti e l’appartenenza alla cosiddetta “casta” dello stesso Comitato promotore referendario. Sostenevamo che l’unico risultato del referendum sarebbe stato quello di aumentare il potere dei politici regionali mentre, in buona fede, molti sostenevano l’operato di Prato e Vargiu.

Oggi possiamo valutare obiettivamente che avevamo ragione:

-   - Verranno abolite le ex nuove provincie e non si sa con che organismi verranno rimpiazzate, in ogni caso non c’è scritto da nessuna parte che i nuovi organismi saranno popolati da gente migliore di quella che prima affollava le provincie.
-   - Il numero dei consiglieri regionali è diminuito, e, mentre la spesa per la politica resta uguale, adesso potete avere la certezza che sarà ancora più difficile entrare in Regione se non si appartiene ad uno dei grossi partiti che vengono comunemente definiti “casta”. Perché per entrare in Regione ora saranno necessari molti più voti, quindi molta più spesa per la campagna elettorale che ovviamente soltanto i capi-bastone dei grandi partiti possono permettersi.
-   - I soldi che si pretendeva di togliere ai politici sono stati ben presto ripristinati, come vi avevamo detto, anche in questo caso, e i loro stipendi sono più al sicuro che mai.


-         In compenso i sardi hanno muittato via montagne di soldi per un referendum che aveva l’unico scopo di sponsorizzare la carriera politica di alcune “stelle” dell’italianismo in declino come appunto Prato e Vargiu!

Coloro che sono andati a votare sono stati ingannati, come noi cercavamo di avvertire, e hanno loro malgrado rafforzato la casta dei partiti italiani, altro che “grande vittoria del popolo sardo”, come qualcuno si era troppo presto affrettato a dire, travolto dall’entusiasmo! Altro che tagli agli stipendi dei consiglieri! Altro che «abrogazione» delle indennità!

Per la cronaca, 60 consiglieri hanno votato SI (tutti i gruppi politici rappresentati in Consiglio, dal Centro Destra al Centro Sinistra).
3 consiglieri astenuti, Dei Riformatori (promotori del referendum truffa), tre hanno abbandonato l’Aula e due sono rimasti votando SI.

Alla diffusione dei nomi dei consiglieri regionali che hanno approvato il ripristino delle indennità Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori Sardi (uno dei partiti principali ispiratori del referendum) ha commentato così: “… non ritengo accettabile il fatto che, questa mattina durante la pacifica manifestazione contro la norma sulle indennità consiglieri regionali, siano stati letti nomi di consiglieri regionali che in coscienza hanno fatto ciò che hanno ritenuto giusto".
Ogni considerazione a questo punto appare superflua.


Direttivo Politico Nazionale
A Manca pro s’Indipendentzia



I CONSIGLIERI FIRMATARI DELLE INDENNITÀ, ECCO I NOMI ...

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno domenica 17 giugno 2012 alle ore 1.04 
 
 
 


Questi sono i consiglieri che martedì hanno firmato la leggina per le indennità ai consiglieri regionali:

BEN AMARA Radhouan (Gruppo Misto)
URAS Luciano (Gruppo Misto)
FLORIS Mario (Gruppo Misto)
SECHI Carlo (Gruppo Misto)
CUGUSI Giorgio (Gruppo Misto)

FOIS Pietro (Gruppo Riformatori Sardi – Liberaldemocratici)
MULA Francesco (Gruppo Riformatori Sardi – Liberaldemocratici)

ARTIZZU Ignazio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
BIANCAREDDU Andrea Mario (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
CAPPAI Antonio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
CONTU Felice (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
MILIA Sergio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
OBINU Sergio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
OPPI Giorgio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
STERI Giulio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
SANNA Matteo (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)
PITEA Antonio (U.D.C. – Unione di Centro verso il Partito della Nazione – FLI)

CAPELLI Roberto (Gruppo Sardegna è già Domani)
CAMPUS Gianvittorio (Gruppo Sardegna è già Domani)
DIANA Mario (Gruppo Sardegna è già Domani)
LOMBARDO Claudia (Gruppo Sardegna è già Domani)
MULAS Massimo (Gruppo Sardegna è già Domani)

COCCO Daniele Secondo (Gruppo Italia dei Valori)
MARIANI Giovanni (Gruppo Italia dei Valori)
SALIS Adriano (Gruppo Italia dei Valori)

BARRACCIU Francesca (Gruppo Partito Democratico)
COCCO Pietro (Gruppo Partito Democratico)
CORDA Elia (Gruppo Partito Democratico)
CUCCA Giuseppe Luigi (Gruppo Partito Democratico)
CUCCU Giuseppe (Gruppo Partito Democratico)
DIANA Giampaolo (Gruppo Partito Democratico)
LOTTO Luigi (Gruppo Partito Democratico)
MANCA Gavino (Gruppo Partito Democratico)
MELONI Valerio (Gruppo Partito Democratico)
SANNA Gian Valerio (Gruppo Partito Democratico)
SOLINAS Antonio (Gruppo Partito Democratico)
MORICONI Cesare (Gruppo Partito Democratico)
PORCU Antioco noto Chicco (Gruppo Partito Democratico)
SABATINI Francesco (Gruppo Partito Democratico)

AMADU Salvatore (Gruppo Il Popolo della Libertà)
BARDANZELLU Gian Franco (Gruppo Il Popolo della Libertà)
CHERCHI Oscar Salvatore Giuseppe (Gruppo Il Popolo della Libertà)
CONTU Mariano Ignazio (Gruppo Il Popolo della Libertà)
DE FRANCISCI Simona (Gruppo Il Popolo della Libertà)
FLORIS Rosanna (Gruppo Il Popolo della Libertà)
GALLUS Domenico (Gruppo Il Popolo della Libertà)
GRECO Gabriella (Gruppo Il Popolo della Libertà)
LAI Vittorio Renato (Gruppo Il Popolo della Libertà)
LOCCI Giorgio (Gruppo Il Popolo della Libertà)
LUNESU Michelina (Gruppo Il Popolo della Libertà)
MURGIONI Eugenio (Gruppo Il Popolo della Libertà)
PERU Antonello (Gruppo Il Popolo della Libertà)
PETRINI Onorio (Gruppo Il Popolo della Libertà)
PIRAS Sisinnio (Gruppo Il Popolo della Libertà)
PITTALIS Pietro (Gruppo Il Popolo della Libertà)
RANDAZZO Alberto (Gruppo Il Popolo della Libertà)
RASSU Nicolò (Gruppo Il Popolo della Libertà)
RODIN Teodoro Venceslao (Gruppo Il Popolo della Libertà)
SANJUST Carlo (Gruppo Il Popolo della Libertà)
SANNA Paolo Terzo (Gruppo Il Popolo della Libertà)
ZEDDA Alessandra (Gruppo Il Popolo della Libertà)
STOCHINO Angelo Ivano (Gruppo Il Popolo della Libertà)
TOCCO Edoardo (Gruppo Il Popolo della Libertà)

DESSI’ Paolo Luigi (Gruppo Partito Sardo D’Azione)
MANINCHEDDA Paolo Giovanni (Gruppo Partito Sardo D’Azione)
PLANETTA Efisio (Gruppo Partito Sardo D’Azione)
SANNA Giacomo (Gruppo Partito Sardo D’Azione)
SOLINAS Christian (Gruppo Partito Sardo D’Azione)


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Da Casteddu online del 16 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

Sul ripristino degli stipendi dei consiglieri regionali...

Sul ripristino degli stipendi dei consiglieri regionali...


Seduta del Consiglio Regionale del 12/06/2012

Nel corso della seduta consiliare del 12 giugno, dopo la sospensione dei lavori alle ore 20,16, ripresi alle 21,27 sul disegno di Legge: “Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 6 (Norme in materia di organizzazione e personale) relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative” (327/A), è stato presentato un emendamento aggiuntivo che contemplava il ripristino delle indennità dei consiglieri regionali.
Per ciò che concerne il tema dell’emendamento riguardante il ripristino delle indennità ai consiglieri regionali, ritengo che un argomento così “sensibile” e importante, andava innanzitutto portato preliminarmente a conoscenza di tutta l’Assemblea Regionale (di tutti i consiglieri), quindi della Conferenza dei Capi-gruppo che su questo tema, previa informazione, avrebbero dovuto programmare una sessione di lavori. Tutto ciò alla luce dell’importanza del recente pronunciamento referendario. Questo metodo avrebbe permesso a tutti i consiglieri di conoscere l’emendamento in tempi ragionevoli e di pronunciarsi consapevolmente e con chiarezza.
In quest’occasione, nella mia dichiarazione di voto, dissentendo dal metodo, annunciavo la mia astensione anche per non aver avuto l’opportunità di prendere in visione l’emendamento. Inoltre sul punto 2., riguardante la riduzione dell’indennità di carica nella misura del 30 per cento, e quello della diaria nella misura del 20 per cento (sulle indennità in vigore al 31 dicembre del 2003), ho ribadito le mie posizioni da sempre espresse sin dall’inizio della legislatura e cioè, personalmente, ritengo che l’indennità di carica sia da sopprimere totalmente, in quanto tutti i ruoli, a mio avviso, sono già coperti dallo stipendio.
Così come sono d’accordo per la riduzione della diaria (vedi la mia proposta di Legge sui temi della riduzione dei costi della politica, mai discussa in Aula!). Purtroppo con l’emendamento presentato in sede di Consiglio nella seduta notturna del 12, non avendo gli elementi per comprendere in che misura si tagliava, ho scelto di restare in Aula a difendere le mie posizioni politiche con l’astensione. Non potevo votare contro perché ciò avrebbe comportato sia la giusta soppressione dell’”indennità di carica” ma automaticamente anche la bocciatura della “riduzione degli stipendi”.
Purtroppo su questi temi e sulla loro chiarezza e trasparenza, siamo di fronte a un populismo dilagante che non contribuisce a creare una seria informazione sulla moralizzazione della politica e sulla credibilità delle istituzioni che la rappresentano di cui i consiglieri regionali sono parte integrante.
Auspico che in sede di Assemblea Regionale, al più presto si faccia chiarezza sulla gestione degli Enti, delle Agenzie regionali e sulle consulenze esterne, quindi sui temi riguardanti le “spartizioni politiche” e il “grande sperpero di danaro pubblico”: argomenti sino ad oggi “innominabili” nelle sedi dei partiti e nelle stanze di Viale Trento e di Via Roma.
Un esempio di questa dilagante demagogia e malcostume, è stato espresso da chi mentre propagandava anche in TV i referendum, nello stesso tempo si affrettava a sistemare “i propri uomini nei posti di potere”… il caso Lorefice-Carbosulcis, non è che un esempio.
Claudia Zuncheddu
Consigliera Regionale SardignaLibera

giovedì 7 giugno 2012

LA REGIONE SARDA BOCCIA IL REFERENDUM DI MALU ENTU SULL’INDIPENDENZA SARDA


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno mercoledì 6 giugno 2012 alle ore 21.28 ·



"L'Ufficio regionale del referendum ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum popolare regionale consultivo sull'indipendenza presentato dal movimento Malu Entu".

Lo comunica l'ufficio stampa della presidenza della Regione Sardegna in merito al referendum presentato da Doddore Meloni, al secolo Salvatore, il 10 maggio scorso, che ha consegnato in Corte d'Appello 12.999 firme per il referendum sull'indipendenza della Sardegna.
Il quesito era: 'Sei d'accordo, in base al diritto internazionale delle Nazioni Unite, al raggiungimento della liberta del popolo sardo, con l'indipendenza?". Per ottenere il referenudum bastavano 10mila firme, gli Indipendentisti ne hanno raccolte ben 27.347.

Il quesito e' stato ritenuto illegittimo in quanto "la materia su cui verte non puo' costituire oggetto di referendum consultivo, che pur non essendo vincolante, appare tale da prospettare modifiche normative in termini inammissibili sull'ordine costituzionale e politico del Paese".

L'Ufficio del referendum, presieduto dal direttore generale della Presidenza, Gabriella Massidda, ha ritenuto "che la richiesta violasse manifestamente i limiti previsti dalla legge e, specificamente, contrastasse con l'ordinamento generale e i principi fondanti la Repubblica italiana, di cui la Regione Sardegna e' parte integrante, alla luce dell'interesse esclusivo dello Stato, tutelato costituzionalmente, essendo rivolta a discuterne il carattere unitario e indivisibile".

"Tale principio - prosegue la nota della la presidenza della Regione sarda - e' sancito nell'articolo 5 della Costituzione" che recita: 'la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali', nonche' nello Statuto speciale per la Sardegna il cui articolo 1 afferma che 'La Sardegna con le sue isole e' costituita in Regione autonoma fornita di personalita' giuridica entro l'unita' politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto' .

Da L.Q.it del 6 giugno 2012

venerdì 11 maggio 2012

Nessuno difende la Sardegna: nel mare di retorica referendaria, l’Italia ci ruba un miliardo

Continuo a ripetere che bisogna stare sui problemi reali, non su quelli artificiosi creati dalla lotta tra i gruppi politici. Continuo a dire che è sui problemi reali che si forma una nuova classe dirigente. Continuo a ripetere che sto preparando liste per le prossime regionali, nuove, aperte, sovraniste. I punti di coesione sono l’esercizio della sovranità sarda (originaria e non delegata) nelle forme possibili e in quelle auspicabili;  la centralità dell’impresa per produrre lavoro e ricchezza; la libertà del cittadino rispetto agli apparati; la tolleranza culturale, religiosa, etica.

CONTINUA A LEGGERE ...

POLIGONO DI QUIRRA - CLAUDIA ZUNCHEDDU: da 50anni alla Sardegna è stato imposto lo status infelice di "bersaglio militare"






CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
INTERROGAZIONE n. 863/A
INTERROGAZIONE ZUNCHEDDU, con richiesta di risposta scritta, sul rispetto delle direttive del Parlamento italiano e del principio di precauzione previsto dal diritto internazionale in merito alle attività belliche presso i poligoni militari in Sardegna e sull'iniqua distribuzione di servitù militari nel territorio sardo.
***************
La sottoscritta,

premesso che:
- preso atto dell'ordinanza n. 12/2012 per lo svolgimento di "Esercitazione a fuoco", protocollo n. 0006740 Cod. Id. LISM - SM Ind. cI.8.3.1.2/6 del 28 marzo 2012, proveniente dal Comando militare autonomo della Sardegna - Ufficio logistico, infrastrutture e servitù militari, via Torino 21 - 09124 Cagliari, avente come oggetto "Provvedimenti di cui al D.lgs. 15 marzo 2010, n. 66, titolo VI - capo I, art. n. 332 del - Codice dell'ordinamento militare, per la tutela della pubblica incolumità nel corso di esercitazioni militari";
- tale ordinanza è indirizzata ai seguenti destinatari:
- Presidente della Regione Sardegna, viale Trento, 69;
- Presidente del Comitato misto paritetico della Regione Sardegna presso Marisardegna viale Colombo;
- Comitato misto paritetico presso la Regione Sardegna, viale Trento, 69;
- Comando militare marittimo autonomo in Sardegna, viale Colombo;
- Comando squadra aerea, Roma via di Centocelle, 301;
- Prefettura di Cagliari, piazza Palazzo, 2;
- Prefettura di Nuoro, via Deffenu, 60;
- Questura di Nuoro, viale Europa;
- Regione autonoma della Sardegna, Assessorato regionale della difesa dell'ambiente - Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFV A) via Biasi, 7;
- Signor Sindaco del Comune di Perdasdefogu, piazza Europa;
- Signor Sindaco del Comune di Escalaplano, via Savoia;
- Signor Sindaco del Comune di Armungia, via Funtanedda, 3;
- Signor Sindaco del Comune di Ballao, via Cagliari, 2;
- Signor Sindaco del Comune di Villagrande Strisaili, via Roma, 1;
- Signor Sindaco del Comune di Jerzu, via Vittorio Emanuele, 160;
- Signor Sindaco del Comune di Arzana, piazza Roma;
- Signor Sindaco del Comune di Tertenia, via Roma, 113;
- Signor Sindaco del Comune di Villaputzu, piazza Marconi, 1;
- Signor Sindaco del Comune di Ulassai, via Garibaldi, 41;
- Comando aeronautica militare - Centro sperimentale di volo poligono interforze del Salto di Quirra, via Colombo, 33;

- il documento in oggetto annuncia la necessità prospettata dal poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra di "svolgere esercitazioni di tiro con armi, lanci di razzi e missili, artiglierie nei giorni 1-4-5-6-7-8-11-12-13-14-15-18-19-20 giugno 2012";

- a causa dell'estensione e della durata del "servizio di sicurezza" da attuarsi al riguardo e in base al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'Ordinamento Militare) - art. 332, al f. n. 2/500204/3.9/12/10-3-80-1, in data 18 gennaio 2012, del Ministro della difesa, per motivi di pubblica incolumità è stato disposto "lo sgombero di persone (non interessate all'esercitazione) ed animali, dalle ore 07:00 alle ore 01:00 dell'area delimitata dai seguenti allineamenti":
1) a nord M. Sarciddu, Serra is Arangius, M. Illixiri Durci, M. Cobingius;
2) a est M. Cobingius, Cuccuru Luggeras, Bruncu Spaulatzus, Pianedda Mummusa;
3) a sud Pianedda Mummusa, Muflone Langius, Bruncu e Niada;
4) a ovest Bruncu e Niada, M. Sarciddu;


considerato che:
- da cinquant'anni alla Sardegna è stato imposto lo status infelice di "bersaglio militare" visto che ben 24 mila ettari del territorio sardo è interessato dalla presenza di servitù militari, presenza che risulta ancora più ingombrante e iniqua alla luce del fatto che tale servitù, nel resto del territorio italiano, impegna nel complesso solo 16 mila ettari, il che significa 8 mila ettari in meno della sola Sardegna;

- inoltre, se si considerano complessivamente servitù militari ed aree demaniali connesse, in Sardegna le aree territoriali impegnate sono ben 35 mila ettari: con questo triste primato l'Isola detiene quindi ben l'80 per cento del territorio italiano riservato a questi scopi;

- in aggiunta, durante le esercitazioni, viene interdetto alla navigazione, alla pesca ed alla sosta uno specchio di mare di oltre 20 mila chilometri quadrati intorno all'Isola, poco meno della sua superficie totale;


preso atto che:
- le ben note indagini sul caso dell'inquinamento ambientale nelle aree prossime al poligono interforze del Salto di Quirra condotte dal Procuratore di Lanuei, dott. Domenico Fiordalisi, hanno portato a venti indagati a vario titolo fra militari del poligono sperimentale e di addestramento interforze di Quirra, medici, docenti universitari, amministratori locali, sui quali gravano pesanti ipotesi di reato quali omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri, falso ideologico aggravato in atto pubblico, ostacolo aggravato alla difesa di un disastro, omissione di atti d'ufficio dovuti per ragioni di sanità e igiene, ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato;

- sono ormai numerose le richieste ed iniziative istituzionali, e non solo, per una rapida riduzione dei territori occupati da servitù militari ed una pronta bonifica degli stessi, soprattutto alla luce del fatto che la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente deve essere il principale obiettivo perseguito da parte delle istituzioni competenti e che queste sono chiamate a rispondere in prima persona di negligenza e disastro per mancata tutela dell'ambiente;

- direttive parlamentari emanate il 23 febbraio 2011, impongono al governo italiano l'equa distribuzione su tutto il territorio dei gravami militari che, sino ad oggi, sono scaricati in misura abnorme sulla Sardegna, e il rispetto della direttiva di chiudere i poligoni "ove emergessero oggettive situazioni di rischio" o "qualora risultasse un collegamento con l'alta incidenza dei tumori registrata,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:

1) se abbiano intrapreso provvedimenti, ed eventualmente quali, per fare in modo che il governo italiano imponga la sospensione immediata della suddetta attività bellica non solo in base al principio di precauzione (previsto dal diritto internazionale), ma anche in osservanza degli atti parlamentari d'indirizzo per l'Esecutivo, datati 23 febbraio 2011, che hanno impartito la direttiva di chiudere i poligoni "ove emergessero oggettive situazioni di rischio" o "qualora risultasse un collegamento con l'alta incidenza dei tumori registrata";

2) se intendano aprire un immediato confronto col governo italiano per imporre il rispetto delle suddette direttive, al fine di garantire l'equa distribuzione dei siti militari su tutto il territorio italiano come stabilito;

3) quali siano le misure da adottare per tutelare la popolazione in prossimità delle sedi di esercitazione;

4) se siano a conoscenza di quante persone siano soggette alla "deportazione" dai territori interessati dalle suddette attività belliche e se siano state previste strutture di ospitalità per le popolazioni e per i capi di bestiame che, come recita l'ordinanza, dovranno essere allontanati.

Dal sito della Regione Sardegna del 24 aprile 2012

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CONSIGLIO REGIONALE - ANDREA PRATO: Scontro sulla consulenza «gratuita» dell’ex assessore per il progetto sulla chimica verde

Andrea Prato, l’ex assessore all’Agricoltore, scrittore e autore di testi teatrali, non convince il Centrosinistra nel suo nuovo ruolo di consulente «a titolo di amicizia per Cappellacci», come ha egli stesso dichiarato sulla Nuova di domenica. A denunciare che «persone estranee all’amministrazione contattavano aziende agricole» era stato il consigliere del Pd Luigi Lotto, poi Prato ha ammesso di essere lui. A che titolo? «D’amicizia».

Luigi Lotto commenta: «Siamo alla farsa. Va dagli agricoltori, in rappresentanza di Cappellacci, senza alcun incarico ufficiale a fare proposte sulla coltivazione dei loro terreni per fornire semi oleosi agli stabilimenti di bioplastiche di Porto Torres, ma davvero il mondo agricolo sardo può essere consegnato mani e piedi a delle persone estranee alla propria realtà»?

Lotto si chiede quali siano i risultati della sperimentazione in atto e in che modo sia stata coinvolta l’Università di Sassari e le agenzie Agris e Laore in un progetto di sperimentazione. L’avvio della chimica verde coinvolge il territorio, i sindaci, la Provincia: «Può essere affidato a un privato cittadino che non si sa a chi risponda»? chiede Lotto.

Andrea Prato è nato a Cosenza 47 anni fa, nel 2000 è diventato imprenditore in proprio, socio di Amalattea. Assessore all’agricoltura con la giunta Cappellacci, ha saldi legami anche con la Lega di Bossi. Esaurito l’incarico di assessore diventa presidente di Sardegna Co2 su cui ieri Pietro Cocco e Francesca Barracciu (Pd) hanno presentato un’interrogazione per sapere quale sia l’atto formale di incarico e l’ammontare del compenso.

Sardegna Co2 è una società attivata dalla Regione con il compito di abbattere progressivamente le emissioni di anidride carbonica coinvolgendo le amministrazioni pubbliche, le imprese, i privati con l’obiettivo di indirizzarli verso una riconversione dei vecchi processi produttivi verso la green economy. Prato ha scritto due libri, tra cui Meglio un contadino laureato che un avvocato disoccupato, e di recente è stato protagonista del testo teatrale l’Onorevole Sciupone a sostegno del referendum anticasta contro le Province. «L’onorevole Sciupone», spiega Prato, «è un politico che vuole che non cambi niente, convinto che i soldi del bilancio debbano essere della Casta».

Ma la verità su Prato teatralmente non è così realista, è più pirandelliana e il sardista Paolo Maninchedda attacca: «Prato, non ricordabile per l’eccellenza dei suoi risultati, gira la Sardegna con uno spettacolo orientato a capitalizzare elettoralmente l’antipolitica, a rappresentare Prato come cittadino produttivo e i politici come sciuponi, ignoranti, parassiti».
Maninchedda affonda a proposito di risorse erogate: «Non sopporto le ipocrisie e la demagogia a buon mercato. Chiedete a Prato notizie di una società di comunicazione e, se dovesse conoscerla, ci spieghi se ha ricevuto incarichi durante il suo mandato assessoriale».
(a.f.)

Da La Nuova Sardegna del 8 maggio 2012

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domenica 6 maggio 2012

REGIONE INVIA A BRUXELLES RISOLUZIONE SU SVANTAGGI INSULARITA'

HA PARLATO DI ''ISOLAMENTO SENZA PRECEDENTI'' LA COMMISSARIA CLAUDIA ZUNCHEDDU (SardignaLibera) CHE HA SOTTOLINEATO CHE L'EUROPA HA ORMAI ASSUNTO IL RUOLO DI ''MATRIGNA'' NEI CONFRONTI DELLA SARDEGNA.

''Qualunque politica europea deve necessariamente tenere conto dell'insularita' come elemento di svantaggio dei territori''. E' questo il principio guida della risoluzione, che prevede la revisione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato a finalita' regionale, approvata all'unanimita' il 17 aprile dalla commissione politiche comunitarie del Consiglio regionale della Sardegna.

La risoluzione, inviata il 24 aprile alla Commissione europea, apre una nuova fase in cui il Consiglio regionale interagisce direttamente con l'Europa.

Dunque, un nuovo percorso piu' breve e si spera piu' efficace: la partecipazione diretta dell'Assemblea alla formazione degli atti dell'Unione europea.

La risoluzione e' stata illustrata ai giornalisti questa mattina dal presidente Salvatore Amadu, dal vicepresidente Radhouan Ben Amara e dai commissari Cucca (Pd), Floris (Pdl), Lunesu (Pdl), Manca (Pd), Zuncheddu (SardignaLibera).

''L'Europa - ha sottolineato Tore Amadu - deve prevedere degli interventi concreti volti a compensare gli elementi di debolezza socio economica di tipo strutturale legati all'insularita'. Questo 'sostegno differenziato' richiede interventi mirati per affrontare problemi specifici relativi ai collegamenti, alle infrastrutture e all'energia''.

''Speriamo che le nostre proposte - ha detto il presidente della seconda commissione - sul principio cardine dell'insularita', sull'innalzamento della soglia del de minimis da 200.000 euro a 500.000 e sulla revisione dei vincoli del patto di stabilita' (che la Sardegna deve rinegoziare con il governo nazionale), siano accolte''.

Per Giuseppe Luigi Cucca con l'approvazione di questa risoluzione si e' finalmente creato un rapporto diretto tra il Consiglio regionale e la Commissione europea.

Da ASQN del 3 maggio 2012


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sabato 28 aprile 2012