Caro Paolo Maninchedda,
Nella giornata del 6 maggio, sconfessando la proverbiale indifferenza
all’azione dei Sardi, 500.000 persone hanno preso in mano la scheda
elettorale, sono uscite di casa e si sono recate al proprio seggio per
esprimere una indicazione (più o meno consapevole) sul futuro delle
proprie istituzioni regionali.
Il referendum ha superato
il quorum del 33% e pertanto il lavoro della Commissione Autonomia
presieduta dal Partito Sardo d’Azione si trova nella posizione di
portare avanti le indicazioni suggerite dal Movimento Referendario Sardo
e fornite da mezzo milione di Sardi.
Nel merito dei singoli quesiti e al fine di tutelare la massima
rappresentanza democratica possibile, il lavoro di riassetto degli enti
locali, già avviato nelle discussioni della Commissione, dovrebbe
politicamente recepire la volontà che stavolta, non Roma, ma il Popolo
Sardo ha manifestato nei confronti della sua classe dirigente. Non è
poco per chi sostiene il criterio della sovranità originaria e non
delegata.
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venerdì 11 maggio 2012
domenica 22 aprile 2012
Vertenza Entrate: la Corte Costituzionale si oppone al Governo. Roma dovrà restituire i soldi ai Sardi
La notizia ha un enorme rilievo politico (ed economico): le tasse pagate
per anni allo Stato e che dovevano tornare alla Sardegna in base
all’art. 8 del nostro Statuto Autonomo dovranno essere restituite, si
parla di circa 10 miliardi di euro, dimezzati durante la scorsa
legislatura.
Inoltre, in base all’accordo Soru-Prodi, il Governo aveva scaricato sulle spalle della Regione i costi della Sanità e dei Trasporti ma non aveva mai avviato la restituzione del debito, in quanto, secondo l’esecutivo, la Regione non aveva adottato norme di attuazione per rendere valido l’art. 8.
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Inoltre, in base all’accordo Soru-Prodi, il Governo aveva scaricato sulle spalle della Regione i costi della Sanità e dei Trasporti ma non aveva mai avviato la restituzione del debito, in quanto, secondo l’esecutivo, la Regione non aveva adottato norme di attuazione per rendere valido l’art. 8.
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Sardigna Libera: Auguri alla dodicesima sigla politica Sarda. Eccole tutte, con una postilla
Il 21 aprile 2012 la consigliera regionale Claudia Zuncheddu ha
ufficialmente lanciato il dodicesimo movimento politico Sardo, ecco le
sigle autonomiste/indipendentiste fondate nell’isola e attualmente
operative:
Partito Sardo d’Azione, Sardigna Natzione, UDS, Riformatori Sardi, Fortza Paris, IRS, A Manca pro s’Indipendentzia, Rossomori, PAR.I.S. – Malu Entu, Manca Democràtica, ProgReS e la neonata Sardigna Libera.
Da notare, Sardigna Libera è l’ottava sigla di orientamento progressista.
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Partito Sardo d’Azione, Sardigna Natzione, UDS, Riformatori Sardi, Fortza Paris, IRS, A Manca pro s’Indipendentzia, Rossomori, PAR.I.S. – Malu Entu, Manca Democràtica, ProgReS e la neonata Sardigna Libera.
Da notare, Sardigna Libera è l’ottava sigla di orientamento progressista.
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