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mercoledì 11 luglio 2012

QUALUNQUE PARTITO VINCA LE ELEZIONI, SARA' IL NOSTRO BOIA

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno venerdì 6 luglio 2012 alle ore 0.49 ·
 



"Dopo le elezioni coalizione PD-PDL". Allo studio la legge truffa elettorale

Per Berlusconi la partita è già chiusa in partenza: comunque vadano le elezioni, noi governeremo.
 Bisogna solo studiare una "legge elettorale truffa" che possa garantire questo esito e stabilire i rapporti di forza tra i due grandi partiti: una Grande coalizione PD-PDL che permetta alla casta di restare aggrappata alle poltrone di governo.

Non è altro che l'adozione dello schema politico greco, dove il PASOK (centro-sinistra) e Nuova Democrazia (Centro-destra) si presentano alle elezioni divise, fingono di litigare su alcune questioni, ma poi tutti già sanno che governeranno assieme.
Così come infatti è successo appena due settimane fa.

Siamo all'ultima frontiera estrema del teatrino della politica, quella che i politologi definiscono la "cartellizzazione della politica":  in sostanza, il cartel party differisce dai precedenti tipi di partito sia per una maggiore interpenetrazione con lo Stato, sia per la diffusione di un modello di relazioni interpartitiche di tipo collusivo: più in generale, perché alla prospettiva delle relazioni tra partiti e società, caratteristica del partito di massa, sostituisce la prospettiva delle relazioni tra partiti e Stato. Katz e Mair ci dicono che la «cartellizzazione» favorisce la comparsa di un sistema partitico scarsamente competitivo, basato sulla «collusione e cooperazione tra competitori apparenti, e su accordi che richiedono il consenso e la cooperazione di tutti, o quasi tutti, i partecipanti rilevanti».

La riforma della legge elettorale serve appunto a disegnare i confini di questo sistema cartellizzato, in modo da emarginare il più possibile quelli che stanno fuori e favorire i partiti che stanno dentro.  Ne vien fuori la discussione in corso in questi giorni tra gli sherpa del PD, PDL e UDC sul sistema cervellotico misto di 50% di collegi uninominali, con ripartizione provinciale, liste bloccate, preferenze triple e premio di maggioranza.
Notiamo l' assenza dello scorporo, del recupero dei resti e della scheda a scomparsa, ma siamo sulla buona strada.

E intanto la disoccupazione giovanile è al 36,2%, record storico assoluto. 

Da I segreti della Casta del 2 luglio 2012

venerdì 22 giugno 2012

ECCO I NEO CONSIGLIERI DELLA “REPUBRICA DE SARDIGNA”


iRS  -indipendèntzia Repùbrica de Sardigna- si congratula con i propri neo-consiglieri  votati nelle ultime elezioni amministrative: Alessandro Dongu candidato sindaco della lista ozierese “Insieme” che ha raggiunto l’11,1% delle preferenze; Marco Stincheddu a Chiaramonti; Pietro Mulargia a Bulzi; Omar Pani a Erula.
Complimenti anche a chi non è entrato nel proprio consiglio comunale ma ha lavorato incessantemente in questi ultimi mesi di campagna elettorale e continua a dare il suo contributo.
In tempi dove il bi-partitismo sembrava ormai passato non si può fare a meno di notare che l’isola in alcune sue regioni conserva lo status-quo politico che ha trascinato la Sardegna nella fase più buia della propria autonomia. Nonostante ciò dall’ombra emergono chiaramente sentimenti di rinnovo in quei comuni che hanno scelto di essere rappresentati da sindaci indipendentisti. Questo non può che essere un fattore positivo per il mondo indipendentista sardo che lavora fiducioso per la Repubblica.
http://www.irsonline.net/

ARTICOLO ORIGINALE

SOVRANITÀ, OPERA IN PROGRES Indipendentisti alla prova di governo delle realtà locali

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 16 giugno 2012 alle ore 20.45 ·
 



Gli indipendentisti volevano essere messi alla prova del governo locale: la prima occasione arriva dopo le elezioni amministrative. Specie per quelli di Progres-Progetu Republica, che piazzano alcuni eletti nei Comuni di seconda fascia (nelle grandi città l'appuntamento è ancora rimandato). E ora si candidano a ruoli di responsabilità nelle giunte.

GLI ELETTI Non sono grandi exploit, più che altro un'avanzata graduale. Progressiva, verrebbe da dire. Però riguarda un partito che fino a sedici mesi fa neppure esisteva.

Due consiglieri eletti a Lanusei, nella lista del nuovo sindaco: uno è il leader di Progres, Salvatore Acampora, l'altro è Nadir Congiu.

A Terralba c'è una performance personale clamorosa: Stefano Siddi, con 613 preferenze, è il più votato in assoluto tra i consiglieri eletti nei 62 Comuni che non andranno al ballottaggio.

Solo ad Alghero qualcuno ha superato quella soglia, neppure sfiorata invece in centri come Oristano e Selargius: e dire che Terralba non arriva a 10mila elettori.

Nel centro dell'Oristanese, Progres dovrebbe avere addirittura due assessorati su quattro: oltre a Siddi toccherà anche ad Alessandro Murtas, che ha ottenuto 174 preferenze. La buona prestazione degli indipendentisti, nella lista del sindaco Pietro Paolo Piras, è completata dai 63 voti di Federico Putzolu.

C'è il marchio Progres a Oniferi, con Maurizio Caddori e Daniela Daga, mentre in liste civiche sparse qua e là ci sono nomi vicini al partito ma non ancora ufficialmente tesserati.
E Frantziscu Sanna è il più votato di “Aristanis noa”, che a Oristano ha riunito le varie anime dell'indipendentismo fermandosi però poco oltre il 4 per cento.

LA RIVOLUZIONE È l'esito della svolta di un gruppo accusato, in passato, di essere troppo snob, non volendosi mescolare con altri partiti. Stavolta invece Progres non ha fatto liste in solitario, con propri candidati sindaci, ma ha disseminato i propri esponenti in progetti “civici” capaci di proporsi per amministrare le comunità locali.
In fondo è stata una presa d'atto di una realtà evidente: almeno per ora, l'indipendentismo di testimonianza da solo non vince.

Omar Onnis, presidente del partito, la spiega così: «Noi non facciamo politica per il partito, ma per i sardi. Abbiamo scelto, scientemente, di partecipare come cittadini a progetti condivisi a vantaggio delle nostre città e dei nostri paesi».
Onnis parla di «contaminazione», ed è chiaro che contaminarsi comporta anche qualche problema.

Per esempio le critiche per le intese con i partiti «italiani». «È proprio perché non crediamo all'indipendentismo settario», riflette il presidente di Progres: «Per cambiare la Sardegna bisogna partire dalle realtà locali. Vogliamo costruire pratiche di sovranità reale, per dimostrare che l'indipendentismo è in grado di assumersi responsabilità di governo e per creare la nuova classe dirigente che dovrà farsene carico».

LE PROPOSTE Aver partecipato «da cittadini» alle liste civiche non vuol dire, spiegano dal partito, che non si siano sviluppate linee comuni. «Tutti i candidati - precisa il segretario Acampora - hanno nei programmi gli incentivi per i prodotti a chilometri zero, a partire dalle mense scolastiche, in una filiera corta dell'agroalimentare; e poi l'esaltazione delle risorse storico-culturali dei territori, il turismo sostenibile, il plurilinguismo. Ora gli eletti, come primo atto concreto, proporranno il ritiro delle deleghe a Equitalia per il recupero dei crediti», altro impegno enunciato in campagna elettorale.
Ci sarà comunque un confronto continuo col partito tramite l'Istituzione nazionale sarda, cioè l'assemblea degli eletti di Progres. Che si affianca, nella non semplice articolazione interna, all'assemblea degli attivisti: questi ultimi sono 157 e a loro volta si distinguono dai circa 200 sostenitori perché hanno superato il percorso formativo che dà diritto a pagare i ben 60 euro dell'iscrizione («un modo per evitare che qualcuno compri pacchetti di tessere», spiega Acampora).

Regole bizzarre? Può darsi, ma Progres è un esperimento molto originale, quasi una democrazia diretta interna. Un po' la trasposizione politica dell'opera prima di un romanziere americano, Joshua Ferris, “E poi siamo arrivati alla fine”: scritta tutta alla prima persona plurale, con un “noi narrante” anziché un “io”.

Anche Progres punta sul collettivo, in rifiuto del leaderismo: scommessa non facile da vincere, nel terzo millennio, e forse ancora più complicata da gestire dopo i successi elettorali. Ma hanno fortemente voluto la bicicletta, e sanno di dover pedalare assai.
Giuseppe Meloni

Da L'Unione Sarda del 16 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

PERDASDEFOGU: Piace il poligono della morte - VILLAPUTZU: Il poligono deve dare più lavoro


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 14 giugno 2012 alle ore 23.25 ·
 


Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu: «La mia posizione era identica a quella del mio rivale». Fernando Codonesu: «La gente di Villaputzu ha dato tanto e ha ottenuto molto poco».
Un caso o una scelta ponderata? Impossibile avere una risposta dai diretti interessati, cioè dai nuovi sindaci di Perdasdefogu e Villaputzu, i Comuni sui quali insiste il poligono di Quirra. Il dato certo è che nei due paesi sono cambiate le amministrazioni “storiche”. Amministrazioni che avevano “sposato” la presenza dei militari sui loro territori. Il cambiamento dei sindaci corrisponde a un cambiamento di visione di parte dei cittadini? Impossibile avere una risposta univoca. Anche perché i due neo sindaci, Mariano Carta e Fernando Codonesu la vedono in maniera differente.

VISTO DA PERDASDEFOGU Anche se, durante la campagna elettorale, era girata la voce che Mariano Carta fosse un anti poligono. «È una cosa», interviene il neo sindaco di Perdasdefogu, «sulla quale si è giocato molto in campagna elettorale. Hanno cercato di disegnarmi in quel modo per condizionare il risultato». Perché, alla fine, tutto il paese la vede allo stesso modo. «Attorno al poligono ruota tutta l'economia di Perdas. Come si può essere contro». La scelta degli elettori non è stata influenzata dall'atteggiamento nei confronti dei militari. «Le posizioni dei candidati erano identiche: visti i problemi legati all'occupazione, non possiamo fare a meno del poligono». E i rischi legati a quello che accade oltre i cancelli? «In paese, non c'è la stessa percezione che si ha dal di fuori.

Qui, nessuno ha la sensazione che il tasso di mortalità sia superiore rispetto ad altri luoghi». Luoghi “normali” e altri degradati. «Mi piacerebbe vedere uno studio comparato tra la situazione del nostro territorio e quello di posti come Macchiareddu o Sarroch dove c'è la Saras». L'inquinamento, comunque, esiste anche per lui. Anche se Carta non vuole allarmismi. «Il senatore Scanu afferma che la situazione di Quirra è peggiore di quella descritta da Fiordalisi. Penso che si sia spinto oltre: su quali dati fa queste affermazioni?».

VISTO DA VILLAPUTZU Affermazione che non piace al collega di Villaputzu Fernando Codonesu. D'altronde, il neo sindaco ha partecipato alla stesura del documento approvato dalla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata proprio dal senatore gallurese. «Proprio questo documento, alla base del nostro programma», afferma Codonesu, «ha rappresentato un elemento di svolta anche nel corso di questa campagna elettorale».

Agli abitanti di Villaputzu, evidentemente, è piaciuta la proposta del neo sindaco: rinunciare al poligono, per ora, non si può. Ma, certamente, si può rivedere la sua funzione. «In fondo, noi abbiamo proposto di riqualificare il sito, con la partecipazione di tutti i soggetti che hanno interessi». I militari, dunque, ma anche la stessa popolazione di Villaputzu. «Anche perché il territorio del paese è occupato per il 41% da servitù militari. Non solo: il 58% del poligono è proprio nel nostro Comune. Mi sembra che il rapporto tra quello che abbiamo dato e quello che abbiamo ricevuto non sia paritario. Ecco, l'idea è proprio questa: rivedere il ruolo del poligono, facendo in modo che la sua presenza rappresenti qualcosa di vantaggioso per i giovani».

LA PROPOSTA Durante la campagna elettorale, si sosteneva che il paese fosse spaccato a metà tra i sostenitori delle installazioni militari e chi, invece, è contrario. I risultati, con Codonesu che ha sfiorato il 50 per cento dei voti, dice che, forse, le stellette piacciono sempre meno. «Ma, appunto, si può pensare alla riqualificazione, puntando sulle nuove tecnologie». Meno missili, più microchip. «Non solo: il poligono può diventare un luogo dove studiare la green economy, dalle nuove celle solari a tutte le energie rinnovabili. Una trasformazione che finirebbe con il creare occupazione».
Marcello Cocco

Da L'Unione Sarda del 14 giugno 2012

SNI SOSTIENE LA LISTA ARISTANIS NOA

SNI SUSTENIT SA LISTA ARISTANIS NOA IN SAS ELETZIONES DE ARISTANIS

pubblicata da Sardigna Natzione Indipendentzia (Ufitziale/Official) il giorno giovedì 7 giugno 2012 alle ore 20.22 ·
COMUNICATO STAMPA                             

NELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI ORISTANO

SNI SOSTIENE SENZA RISERVE
LA LISTA ARISTANIS NOA
E IL CANDIDATO A SINDACO PIERLUIGI ANNIS


Sostegno senza riserve alla lista Aristanis Noa , che rientra pienamente nel progetto politico di Sardigna Natzione Indipendentzia perché unisce nel fare e nello stare assieme tutto l’indipendentismo sardo senza mettere in evidenza primogeniture o leadership liederistiche o di partito..

Sostegno al candidato a sindaco Pierluigi Annis , che si è assunto l’onere di rappresentare una sintesi della galassia indipendentista impegnandosi a rappresentarla in consiglio comunale, insieme agli altri consiglieri che verranno eletti nella lista Aristanis Noa.

SNI sosterrà invita i propri militanti e simpatizzanti a votare e far votare la lista, e a continuare nella propaganda elettorale per sensibilizzare gli oristanesi e far capire loro che la vera alternativa non è tra poli di centrodestra e centrosinistra ma tra chi è asservito alle centrali romane o arcorensi e chi è figlio diretto della collettività oristanese.

Da Oristano può partire l’avvio della nuova fase indipendentista, quella che porterà l’indipendentismo dall’essere credibile all’essere delegabile.

Nugoro 07/06/12    anno 151°   D.I.               COORDINATORE NATZIONALE
                                                                                    Bustianu Cumpostu  


sabato 2 giugno 2012

Dal programma "Foghesu Prima di tutto" lista del sindaco uscente Walter Mura (Pd) ...al primo posto, lo sviluppo del Poligono

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 31 maggio 2012 alle ore 0.31 ·
 



L’ECONOMIA E LO SVILUPPO.

Premessa
Per poter promuovere uno sviluppo economico e sociale del nostro paese è necessario individuare le sue potenzialità e le sue vocazioni ed gli eventuali snodi che lo hanno frenato. Tutti sappiamo che il nostro è un territorio debole, sia per la natura dei terreni sia per la loro estensione limitata e che il nostro sviluppo è stato ed è, per il momento, legato alla presenza del Poligono militare.
Allo scopo di meglio elaborare la proposta di programma la abbiamo divisa in 6 settori d’intervento:

1 un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono;
2 turismo e sviluppo sostenibile;
3 attività artigianali, industriali e commercio;
4 agricoltura-pastorizia e gestione del territorio;
5 organizzazione amministrazione comunale;
6 eolico e fotovoltaico.

UN PROGETTO CONDIVISO PER LO SVILUPPO DEL POLIGONO.

La nuova organizzazione delle forze armate con la eliminazione della leva obbligatoria ha comportato una riduzione della presenza in pianta stabile di personale del Poligono e nella riduzione delle attività di addestramento dei reparti. Ciò è anche avvenuto per la riduzione costante dei fondi per le forze armate. Le campagne stampa sulla presenza dell’uranio impoverito e sulle morti sospette nei poligoni e nelle aree limitrofi hanno creato un’opinione pubblica contraria alla presenza dei Poligoni nel territorio della Sardegna. Ciò nonostante, l’azione politica dell’Amministrazione uscente, è riuscita a creare le condizioni per la condivisione della presenza del Poligono.

Tale azione ha portato alla stesura di documenti da parte della Provincia e del territorio dove si dichiara che la presenza del Poligono è strategica per l’economia del territorio. La consapevolezza delle difficoltà del mantenimento delle maestranze impiegate senza una nuova idea progettuale e senza l’allargamento della offerta di servizi ci impone la elaborazione di un progetto condiviso per lo sviluppo del Poligono. Pur non essendo esperti del settore abbiamo maturato adeguate conoscenze che ci possono permettere di individuare alcune linee perseguibili in grado di assicurare uno sviluppo qualificato:

-realizzazione di un unico centro per la sperimentazione dell’Aeronautica Italiana con la partecipazione del Ministero della Difesa e le principali industrie del settore (Alenia, Agusta, Cira etc..). Il centro sarebbe in grado di realizzare enormi economie di gestione sia per la Difesa che per le industrie del settore;

-realizzazione della pista tattica polifunzionale presso il Cardiga progettata e articolata per un utilizzo misto di tipo militare e civile dove potranno essere svolte le attività di sperimentazione dei velivoli senza pilota che costituisce la nuova frontiera dell’aeronautica;

-realizzare il Distretto delle Alte Tecnologie con la partecipazione del Comune di Perdasdefogu, Villaputzu, Provincia dell’Ogliastra, Università, Vitrociset, Finmeccanica con un ruolo importante dell’Ipsia per corsi di specializzazione post-diploma;

-realizzazione di una Alta scuola di specializzazione delle forze armate per la sicurezza fisica del personale civile e militare che operano nei poligoni e nelle missioni all’estero e delle popolazioni contermini;

-trasferimento in pianta stabile di reparti dell’aeronautica o dell’esercito anche di tipo speciale in modo da compensare la graduale perdita di personale impiegato. Tale operazione potrà essere realizzata a costo zero in quanto le strutture sono già presenti ed inoltre costituirebbero economie notevoli di gestione: risparmio di costi per il trasferimento addestrativo dei reparti, ottimizzazione dei costi di gestione delle mense, ottimizzazione dell’utilizzo delle strutture nell’arco dell’anno senza periodi di non attività.

-l’amministrazione chiederà la possibilità di avere in uso alcune parti del territorio espropriato e non strategico alle attività militari per l’impianto di forestazione produttiva, o per l’impianto di altre attività compatibili con la presenza del poligono stesso;

-si chiederà la possibilità di effettuare il taglio della legna;

-si verificherà la possibilità, compatibilmente con le leggi, di favorire l’acquisto di generi alimentari od altro dagli operatori di Perdasdefogu.

http://www.facebook.com/pages/Foghesu-Prima-di-tutto/363441093704637

sabato 26 maggio 2012

Comunali 2012 a Oristano: Dialogo con il candidato sindaco Pierluigi Annis (Aristanis Noa)


 

Tradizionalmente vicina a tutti i movimenti Sardi, per le Comunali 2012 U.R.N. Sardinnya dialoga con il dott. Pierluigi Annis, 42 anni, farmacista ed esponente di Federfarma, è il candidato sindaco di Oristano per la lista Aristanis Noa – Di Adriano Bomboi.
Il 10 e 11 giugno gli elettori saranno chiamati alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Il vostro slogan supera la vecchia Oristano per fare spazio alla nuova Aristanis, che cosa significa?
“Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia”.
In questa frase, che è l’incipit del nostro programma, è racchiuso il significato del nostro slogan.
Oristano, è una città morta, lasciata morire in anni di mala amministrazione e incuria, utilizzata solo come trampolino di lancio per altri incarichi e ormai ignara della sua gloriosa storia. Solo dal ricordo di cosa siamo stati e cosa abbiamo rappresentato per tutta la Nazione Sarda, possiamo ripartire per costruire una città fondata su nuovi principi di cittadinanza.
Questa nuova città è Aristanis.
La storia e la cultura di un territorio stanno alla base dell’identità ma anche dell’industria turistica e commerciale di una comunità, cosa proponete per rilanciare il settore?
Noi di Aristanis Noa crediamo che oltre a provvedimenti spot per questa o quella categoria ci sia bisogno di una visione d’insieme che racchiuda i provvedimenti, una visione di cosa questa città debba diventare.
L’industria turistica si può sviluppare solo con una rete solida e basata su reciproca fiducia con i comuni del nostro territorio e ancora di più con tutti quelli che si affacciano sul mare, da Bosa a Terralba.
Il commercio di Aristanis è un settore che si svilupperà solo e soltanto quando la città verrà resa un luogo dove sarà bello abitare e far crescere i propri figli, e oltre allo sviluppo turistico si sarà dato un freno allo spopolamento del territorio.
Una delle idee forti del nostro programma è quella di dare nuova centralità istituzionale alla città con la previsione di un polo universitario moderno di eccellenza e non una mera succursale di altri atenei, anch’essi oramai carrozzoni politici che costano alla collettività più di quanto producano.
Prevediamo anche un Parco archeologico e l’apertura dei monumenti. La riqualificazione del giardino pubblico di via Solferino (dedicato alla Brigata Sassari) in un parco archeologico con la ricostruzione in scala dei maggiori siti nuragici della Sardegna; allo scopo di creare un nuovo centro educativo, che valorizzi la cultura sarda e avvicini i giovani alla storia e alla propria identità Sarda.
La nostra città porta in eredità la generosa dote di una Capitale Giudicale. A differenza delle ultime amministrazioni, che hanno ritenuto opportuno aprire i monumenti della città per un solo weekend all’anno, siamo fortemente convinti che questo tesoro debba essere reso accessibile tutto l’anno per mantenere vivo nei cittadini l’amore per la propria storia e arricchire l’offerta turistica della città.
Quali interventi per rilanciare Torregrande?
Torregrande è la più grande ed evidente incompiuta di Oristano, noi di Aristanis Noa valuteremo i progetti che sembra siano in fase di partenza e cercheremo di improntare lo sviluppo della marina tenendo conto delle varie esigenze abitative, di residenti, di abitanti di seconde case e vacanzieri giovani e famiglie.
Bisogna ripensare un piano particolareggiato che risponda a tutte queste esigenze, non credo sia una cosa estremamente complicata data l’estensione che Torregrande ha, dal porticciolo alla foce del fiume.
E’ più una questione di volontà politica.
Certo, ripeto ancora una volta, non si può pensare Torregrande avulsa dalla costa del Sinis e da tutto il territorio che la circonda.
Nel vostro programma avete sottolineato un aspetto fondamentale dell’economia oristanese: la logistica. Quanto può essere importante lo sviluppo di questo settore per le ricadute occupazionali del territorio?
Noi di Aristanis Noa pensiamo che la centralità territoriale di Oristano non sia solo uno slogan elettorale e che il porto industriale collegato attraverso le rotaie all’aeroporto sarà la chiave di volta per incentivare la logistica utilizzando anche la leva fiscale per rendere più veloce questo processo.
Certo è che se carrozzoni come il consorzio industriale e i politici del territorio eletti in Regione continueranno a non lavorare o a lavorare contro, ci vorrà una presa di posizione forte come mai lo è stata per ottenere quei diritti che una legge del 1998 sanciva, l’indicazione del porto di Oristano come una delle zone franche portuali.
Se volete farvi due risate andate sul sito del consorzio industriale di Oristano e gustatevi l’home page, una favola raccontata senza imbarazzi.

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mercoledì 23 maggio 2012

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL PROGRAMMA DI ARISTANIS NOA



ORISTANO: Una città muore quando non ricorda, cancella o confonde la propria storia.
http://www.aristanis.org/sites/default/files/Programma%203.1a.pdf

Diverse sigle indipendentiste si candidano in liste riconducibili al centro destra o al centro sinistra italiano.

Mercoledì 16 Maggio 2012 

Analisi sulle prossime elezioni amministrative in Sardigna


Sulle prossime amministrative in Sardigna


La sinistra indipendentista valuta con molta attenzione la fase attuale in cui si trova la società sarda. Soltanto partendo da una considerazione a tutto tondo delle condizioni obiettive economiche e sociali è possibile dare una lettura chiara delle imminenti amministrative.
In breve possiamo affermare con certezza che la Sardigna è una pentola a pressione. I settori da sempre strategici dell’economia sarda sono in ginocchio e ciò non solo a causa della crisi internazionale dovuta alla dittatura del capitale finanziario sull’economia reale, bensì soprattutto per colpa dell’economia di dipendenza che si regge  sulla piena collaborazione di banche, partiti e sindacati italiani.


Trasversalmente, la società sarda, viene attraversata da scosse di dissenso e indignazione, a volte spontaneistiche e aggregative, a volte organizzate. Finora però questi movimenti sociali hanno avuto carattere settoriale ed è mancata una prospettiva comune e una direzione verso cui incanalare il dissenso. Ciò è avvenuto perché l’indipendentismo non ha saputo esprimere una progettualità unitaria capace di portare questi movimenti dal terreno della rivendicazione fine a se stessa al piano dell’alternativa al colonialismo.


Questo è il contesto in cui si svolgeranno le prossime amministrative in diversi paesi della Sardigna e ci sembra necessario fare un’analisi politica di ampio respiro sul ruolo che queste amministrative potranno rivestire nella crescita della proposta politica del movimento di liberazione nazionale nell’immediato futuro.
In quasi tutti i paesi si presentano liste civiche, spesso liste civetta dei partiti italiani capeggiate da capi bastone locali e dalle loro clientele. Siamo al corrente di casi in cui alcuni dirigenti indipendentisti infiltrano loro esponenti in queste liste perché forse pensano che gli ideali e i progetti indipendentisti si possano spargere per contagio, influenzando positivamente anche quegli individui che da sempre lavorano per distruggerli.


Così diverse sigle indipendentiste si candidano in liste riconducibili al centro destra o al centro sinistra italiano. Oppure ne propongono di nuove in coalizione con partiti e movimenti che in questa fase non trovano collocazione nei due schieramenti. Ciò accadrà con  l’UDC,  con l’associazione I Pratici (vetrina culturale dell’ex assessore all’agricoltura Andrea Prato), con i Riformatori, con SEL e con altre formazioni minori o riconducibili a personaggi in cerca d’investitura che utilizzano le civiche per contare di più alle prossime regionali.
In questo modo ci sono indipendentisti che si propongono agli elettori con il PD, con il Psd’az, con SEL, con i Pratici e  anche indipendentisti che in piccoli paesi piazzano candidati in ambedue le coalizioni per avere la sicurezza di piazzare qualche consigliere o assessore.



La risultante è una frammentazione di base e l’assenza di qualunque strategia elettorale dell’indipendentismo che si manifesta come una forza coerente politicamente ma schizofrenica elettoralmente. Il danno è grave, perché in un momento in cui cresce la sfiducia dei lavoratori e dei cittadini sardi verso lo stato coloniale e le sue appendici politiche, l’indipendentismo a livello amministrativo funziona da stampella ai partiti italiani e riproduce le logiche da “furbetti del quartierino” tipiche della peggiore politica vetero-colonialista italiana.
Ciò arreca due danni abbastanza rilevanti. Come prima cosa si semina confusione nell’opinione pubblica indipendentista in crescita, dilapidando energie preziose. In secondo luogo il crescente voto di protesta, (in assenza di liste apertamente indipendentiste, che potrebbero certamente diventare luogo d’espressione del sentimento di rancore popolare verso i soprusi italiani), viene canalizzato da movimenti come quello di Grillo, assolutamente lontani da ogni prospettiva indipendentista. Perché gli indipendentisti pensano bene di giocare a mimetizzarsi tra le fila dei partiti coloniali! Che triste corrispondenza tra parole e fatti!

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giovedì 17 maggio 2012

Amministrative, in Sardegna attesi Bersani, Bindi e Franceschini ...per addestrare i sardi servi di Roma.





I "big" del Pd saranno in Sardegna durante la campagna elettorale per le amministrative del 10-11 giugno prossimo per sostenere i candidati del centrosinistra nelle tre citta' principali, Oristano, Alghero e Selargius. Il segretario regionale Silvio Lai ha annunciato la presenza del leader Pierluigi Bersani, di Rosi Bindi, Dario Franceschini e del responsabile Enti locali della segreteria nazionale Davide Zoggia.

Secondo Lai, quelle presentate dal suo partito sono liste "di grande rinnovamento, attente al lavoro e all'impresa, alla cultura e all'ambiente, al ricambio generazionale e alla rappresentanza di genere".

"Consentiranno ai candidati a sindaco di Oristano, Alghero e Selargius, dove ci presentiamo con le liste e il simbolo Pd Sardegna, di lavorare serenamente durante la fase finale della campagna", aggiunge il segretario. "Guardiamo con grande attenzione a Lanusei, Ozieri, Arzachena e Quartucciu, altre sfide importanti per il centrosinistra e il governo locale".

Lai si e' soffermato anche sul vuoto legislativo aperto dai risultati dei referendum abrogativi delle nuove quattro province. "Bisogna favorire un grande processo di partecipazione popolare, con assemblee nel territorio che consentano una decisione partecipata e consapevole.

Bisogna evitare anche un secondo possibile errore. Non si deve cadere nella trappola di un presunto caos istituzionale che esiste solo se si vuole tenere tutto cosi' com'e'. Siamo per una fase di transizione definita nel tempo che si basi sugli organismi democratici scelti dai cittadini per trasferire le competenze senza incertezze e dubbi, agli enti locali rideterminati", conclude Lai. "Non sono le vecchie province il futuro"

Da L. a S. del 13 maggio 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK

lunedì 14 maggio 2012

Cambiando l'ordine dei partiti il risultato non cambia

Tizio lascia la sinistra per approdare al centro, poi a destra e di nuovo a sinistra. Se fosse a bordo di una macchina avrebbe già causato un incidente, invece siamo in politica e qui tutto è concesso.
Questo identikit spesso corrisponde con chi organizza il buffet per "ricordare" agli amici (e agli amici degli amici) che anche in queste elezioni quel voto sarà gradito perchè stavolta, grazie anche all'esperienza maturata, si impegnerà maggiormente (se fosse addirittura possibile!) per la sua città.Poi c'è chi inventa fantastici(o fantasiosi) progetti per giovani e meno giovani, per i bambini come per gli anziani. E alla fine ci si gioca l'ultima carta: "Creare occupazione"! Se fosse allo stadio partirebbe anche la ola.

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 published by Roberto Deligios on Sab, 05/12/2012 - 15:46