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mercoledì 11 luglio 2012

«SPARITI I SOLDI PER LA BONIFICA DEI POLIGONI SARDI»

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 5 luglio 2012 alle ore 19.17 ·
 



PROTESTA IL PARLAMENTARE OLBIESE DEL PD, GIANPIERO SCANU, MA IL SUO PARTITO APPOGGIA IL GOVERNO MONTI.

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Tra le forbici del premier Mario Monti sono finiti di fatto anche i fondi che dovevano essere destinati alla bonifica dei poligoni sardi di Quirra, Teulada e Capo Frasca. Attraverso un comma della bozza delle revisione dei costi della spesa (spending rewiew) che lascia spazi a pochi fraintendimenti: «Spetta al Governo, con apposito decreto, stabilire se e quanto le aree siano inquinate».

E pazienza se a Quirra sono stati spesi due milioni di euro per le analisi ambientali, se un'inchiesta della Procura di Lanusei ha individuato tracce fuorilegge di sostanze radioattive nei territorio utilizzati dal 1950 a oggi per i test di armi. E se addirittura la Penisola di Capo Teulada è stata bollata come “interdetta”, recuperabile solo attraverso bonifiche «lunghe e costose» dal Cnr di Ancona.

E non è tutto: la bozza del Governo Monti prevede anche il taglio da 21 a 11 milioni dei fondi destinati al risarcimento di chi è ammalato di tumori dopo una missione all'Estero, il servizio nei poligoni sardi e per aver abitato o lavorato nei pressi delle basi militari.

A guidare la rivolta contro la bozza del Governo è il parlamentare olbiese del Pd, Gianpiero Scanu. Personaggio mica da poco nel panorama politico nazionale: è uno dei relatori del disegno di legge di riforma della Difesa che prevede la razionalizzazione delle forze armate e la riduzione da 170 a 140 mila dei graduati, oltre che componente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito.

Soprattutto Scanu è il padre di un disegno che punta a bonificare i poligoni sardi, chiudere Teulada e Capo Frasca e concentrare ogni attività a Quirra, vietando quelle pericolose per ambiente e salute. «Il tentativo del Governo di declinare le proprie responsabilità riservandosi il compito di stabilire per decreto il livello di tollerabilità degli agenti inquinanti nei territori dei poligoni rappresenta una scelta di inciviltà politica e di banditismo giuridico», dichiara Scanu. «Sono pronto a dimettermi dai miei incarichi nella commissione Difesa».

Si uniscono alla protesta il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, il presidente della commissione Politiche sociali della Provincia di Cagliari, Emanuele Armeni (Pd), e Falco Accame, il presidente Anavafaf: «È semplicemente ignobile la proposta di ridurre i fondi per i malati di tumore, vittime da uranio impoverito e delle nano particelle di metalli pesanti delle nostre stesse armi».  
Paolo Carta

Da L'Unione Sarda del 5 luglio 2012

giovedì 7 giugno 2012

Chiusura dei poligoni militari in Sardegna? E dove sta scritto?

La Commissione senatoriale d’inchiesta sull’uranio impoverito avrebbe sentenziato nei giorni scorsi la chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e di Capo Frasca, nonché la riconversione immediata di quello del Salto di Quirra, dove indaga la magistratura per ipotesi di reato ambientale e ai danni della salute pubblica.  Così raccontano i mass media e dichiara il sen. Gianpiero Scanu (P.D.), componente della Commissione e relatore. Il sindaco di Teulada Gianni Albai già auspica attività turistiche ricettive. E abbiamo già visto a Tuerredda e dintorni di che son capaci.
Ma è vero?  E dove sta scritto?
Qui la RELAZIONE DI MEDIO TERMINE SULLA SITUAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO, approvata il 30 maggio 2012.  Di seguito le conclusioni della “relazione”. Da nessuna parte c’è scritto che i poligoni militari di Teulada e Capo Frasca saranno chiusi.
“In sintesi, la Commissione formula le seguenti proposte ed indicazioni:
per quanto riguarda l’area di Salto di Quirra:
• procedere al definitivo divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all’ambiente;

• avviare, senza alcun ulteriore indugio, l’opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone emerse dai progetti di caratterizzazione condotti e dall’indagine della Procura della Repubblica di Lanusei;
• concludere in tempi brevi l’indagine epidemiologica ad hoc e al tempo stesso intraprendere le iniziative necessarie per il conseguimento della certificazione ISO 14001 del PISQ e l’attivazione del sistema informativo ambientale finalizzato al monitoraggio delle condizioni ambientali del territorio anche accessibili in tempo reale agli organi istituzionali di controllo;
• riqualificare l’intera area attualmente soggetta a servitù militare, pervenendo anche ad una suo ridimensionamento e destinando le aree non più soggette a vincolo ad usi civili o di tipo duale, con particolare riferimento allo sviluppo di attività attinenti alla protezione civile, alla ricerca scientifica e tecnologica in settori innovativi, ivi compresa l’elettronica, alla sperimentazione di aerei UAV, alla ricerca per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei militari impegnati nelle missioni internazionali, alla tutela delle iniziative imprenditoriali e delle competenze tecniche e professionali sviluppati nei territori interessati;
per quanto riguarda più in generale il sistema dei poligoni di tiro:
• ripensare il ruolo e la funzione strategica di un sistema progettato ed attuato oltre cinquant’anni fa, in un contesto geopolitico del tutto diverso da quello attuale, e, alla luce della generale esigenza di snellimento e razionalizzazione degli apparati pubblici, procedere alla ridimensionamento delle servitù militari in Sardegna, anche mediante la progressiva riduzione dei Poligoni di Capo Frasca e di Capo Teulada e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel Poligono Interforze di Salto di Quirra, secondo le modalità sopra indicate;
• individuare, nell’ambito dello Stato maggiore della Difesa ed eventualmente degli Stati Maggiori di Arma, le funzioni preposte alla programmazione, al coordinamento ed all’attuazione delle bonifiche dei poligoni di tiro, in tutta Italia, procedendo ad una ricognizione a carattere nazionale sulla situazione ambientale delle aree dove sono insediate tali installazioni, anche utilizzando il modello offerto dal progetto di caratterizzazione ambientale di Salto di Quirra;
• potenziare, soprattutto con riferimento ai poligoni, le funzioni centrali di indirizzo, coordinamento e programmazione presso l’amministrazione della Difesa rivolte a rafforzare le attività finalizzate a realizzare una completa ed aggiornata valutazione dei rischi e a rendere più efficienti i servizi di prevenzione e protezione, eventualmente attraverso la formulazione da parte del Ministero della difesa, di un piano nazionale di intervento;
• assicurare, anche attraverso il coordinamento con le altre amministrazioni, con le Regioni e con gli enti locali, il pieno mantenimento dei livelli occupazionali presenti nelle aree e nelle zone limitrofe ai poligoni interessati a forme di riconversione o di ristrutturazione;
• impegnare il Governo all’inserimento, a partire dalla prossima Legge di Stabilità 2013, di un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari;
Sull’attuazione delle predette indicazioni, il Governo riferisce, una prima volta, entro il 30 settembre 2012, e successivamente con periodicità annuale, mediante una relazione al Parlamento.”
Pie intenzioni, il resto è tutto da vedere.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

QUIRRA: Si studieranno nuovi sistemi di armi

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno martedì 5 giugno 2012 alle ore 12.36 ·
 



Approvata all’unanimità nella tarda serata di ieri la relazione del senatore Pd Scanu: il poligono verrà riconvertito in un polo di la ricerca “anche” per nuovi sistemi d’arma. Probabile, nei prossimi cinque anni, la chiusura di Capo Frasca e Capo Teulada

Dopo alcuni slittamenti, la decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito finalmente è arrivata e la Sardegna adesso spera di esultare. Nella tarda serata di ieri la Commissione del Senato ha approvato all’unanimità la relazione redatta dal democratico Gian Piero Scanu.

In sostanza, dice il testo i poligoni di Capo Teulada (CA) e di Capo Frasca (OR) vanno chiusi e quello di Perdasdefogu-Salto di Quirra (tra la Provincia di Ogliastra e quella di Cagliari) riconvertito.

Dieci giorni fa, come ultimo atto di approfondimento e conoscenza, l’audizione del generale Maurizio Lodovisi, comandante logistico dell’Aeronautica Militare, che sta coordinando le bonifiche nell’area oggetto dell’inchiesta della Procura di Lanusei e che nei mesi scorsi ha seguito il recupero dei rottami di missili rimasti nei fondali di capo San Lorenzo. Nel suo intervento davanti ai senatori però il militare, più che sulla questione dei veleni, si era “concentrato”sull’ottimo rapporto che legherebbe i militari al territorio; nonché sulle ripercussioni che la chiusura del poligono di Quirra avrebbe sull’economia dell’Isola, con una perdita fino a 150 milioni di euro.

Tutto vero, ma le domande rivoltegli dalla commissione erano altre: “Quali bonifiche sono state fatte? Quante se ne devono ancora fare? Quanti soldi verranno impiegati per farle?”.

Di diverso tono era stato l’intervento del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Quattro ore, durante le quali il magistrato aveva raccontato – carte, fotografie e grafici alla mano – ai commissari parlamentari cosa avviene in quelle zone. Dove si sperimentano armi e si esercitano forze armate della NATO, si smaltiscono bombe delle due guerre mondiali. Dove la popolazione (i pastori in primis) si ammalano di tumore e i bambini e gli agnelli nascono malformati.

La situazione è allarmante anche a Capo Teulada, dove le esercitazioni militari, iniziate nel ’56, non si sono mai fermate: i terreni del poligono Delta – una penisola di 400 ettari – e i fondali davanti sono tanto inquinati e colmi di proiettili (all’uranio?) da essere interdetti anche al personale della base e giudicati non bonificabili dalle autorità militari. Sul secondo poligono d’Italia – il primo d’Italia e d’Europa è Quirra – avevano indagato negli anni precedenti già altre due commissioni, ma le sentenze, grazie alle autocertificazioni prodotte dai militari, dissero che era tutto pulito.

Non è da meno Capo Frasca. Qui sono morti due giovani avieri impiegati nella raccolta a mani nude degli ordigni sganciati dagli aerei durante le esercitazioni militari. Uccisi secondo il presidente dell’Anavafaf, l’Associazione nazionale assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti, dall’U 238 (uranio impoverito).

Questo in parte il contenuto del documento redatto dal senatore Scanu – già primo firmatario di una mozione presentata più di due mesi fa – su incarico conferitogli dal presidente della stessa Commissione, Giorgio Rosario Costa, e votato ieri sera. Un’approvazione all’unanimità che per il senatore sardo ha un “valore storico”. E’ la prima volta infatti che il Senato “ammette” la pericolosità di certe attività militari. “Le commissioni d’inchiesta – ricorda Scanu – hanno gli stessi poteri della magistratura. Il Governo e gli enti preposti dovranno dunque prendere atto del voto espresso e attenersi a quanto prescritto nella relazione”.

Di certo una decisione importante per la Sardegna, che da sola ospita l’80 per cento delle aree di tutta Italia sottoposte a servitù militari, ma non si può parlare comunque di uno smantellamento immediato.

“Le basi di Capo Frasca e Capo Teulada – come spiega Scanu al fattoquotidiano.it – verranno progressivamente ridotte. La relazione intermedia, cioè l’atto deliberativo della commissione – prosegue l’esponente del Pd – prevede che il Governo ci proponga, entro i prossimi quattro mesi, la propria tempistica, per le procedure di bonifica e la definitiva chiusura. Secondo me – conclude – se facessimo questa operazione nei prossimi cinque anni sarebbe un eccellente risultato”. Né può essere considerato un smantellamento totale. Perché è vero che Quirra cesserà di essere un poligono, ma verrà convertito in un polo di ricerca scientifica e tecnologica, “anche di interesse della Difesa”, ammette Scanu.

Si studieranno insomma “anche” nuovi sistemi d’arma. E comunque nella terra dei quattro mori, rimarranno altre servitù militari (Decimomannu, Torre Poglina, La Maddalena, Sella del diavolo, S’ Ena Ruggia, Cala Andreani ecc..).
Gabriele Paglino

Da ilFatto del 31 maggio 2012

Quirra, il poligono della morte non chiuderà

Il poligono militare sardo verrà bonificato, ma i test proseguiranno. E i soldi per la riqualificazione dell'area non ci sono

Scritto da il 1 giugno 2012 
quirra 2 500x333 Quirra, il poligono della morte non chiuderà
Il poligono militare di Salto di Quirra, in Sardegna, non chiuderà. Lo ha deciso la Commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito, che da vent’anni uccide di tumore ai polmoni i militari e i cittadini che lavorano e vivono nei pressi della base. Il relatore Scanu (Pdl) annuncia una “radicale riconversione, ben più di una grattatina del terreno”, per “tutelare i posti di lavoro della base”. Ma non si parla di scadenze o di cifre.
Quirra non s’ha da chiudere. A differenza di Capo Teulada e Capo Frasca, gli altri due poligoni militari del sud-est sardo, che “verranno smantellati”. La decisione della Commissione del Senato, presieduta da Giampiero Scanu (Pdl) , sarà anche storica, ma non è completa. Lasciare i poligoni in funzione, nelle stesse zone dove per vent’anni hanno macinato vittime e causato deformazioni a uomini e animali, significa nascondere il problema. La bonifica partirà, assicura Scanu, e sarà radicale: ma i soldi dovrà metterli lo Stato e la Regione, ed entrambe piangono miseria. Nessun vincolo temporale impegna il Governo a tirarli
fuori.
Tanto più che, lasciando in funzione il Salto di Quirra, l’inquinamento continuerà anche dopo la bonifica. I missili all’uranio impoverito continuano ad essere utilizzati nei test della base, e sulla relazione della Commissione non c’è alcun obbligo di interruzione di questi test. Nei prossimi anni, potremo tornare a vedere i caccia israeliani in volo sulla Sardegna, impegnati a testare i missili terra-aria all’uranio impoverito sull’isola. O forse prima, se altri paesi offriranno denaro a Roma per usufruire di un così comodo – e discreto – parco giochi militare.

http://www.dirittodicritica.com/2012/06/01/quirra-uranio-vittime-98112/

LIBERTÀ DI LICENZIARE: Questi senatori sardi hanno votato per la demolizione dell’Articolo 18 – Ecco i nomi


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 2 giugno 2012 alle ore 2.32 ·
In poco meno di due minuti, tanto è durata la votazione elettronica, ieri al Senato hanno demolito il più importante baluardo di civiltà del lavoro, frutto di decenni di lotte e conquiste: l’articolo 18.

Antonello Cabras (PD) - Francesco Sanna (PD) - Gian Piero Scanu (PD) - Silvestro Ladu (PDL) - Beppe Pisanu (PDL) - Fedele Sanciu (PDL) - Mariano Delogu (PDL)


ANTONELLO CABRAS PD

SILVESTRO LADU PDL

BEPPE PISANU PDL

FEDELE SANCIU PDL

FRANCESCO SANNA PD

GIAN PIERO SCANU PD

MARIANO DELOGU PDL


 244 senatori (Pd, Pdl, Terzo Polo) hanno approvato la cosiddetta  riforma del lavoro di Elsa Fornero che introduce, di fatto, la libertà di licenziare per motivi economici, salvo casi di “manifesta insussistenza” (cioè mai) a fronte di un modesto indennizzo al lavoratore; il più grande regalo alla Banca Centrale Europea e al Fondo Monetario che da tempo chiedono al governo Monti (e prima a Berlusconi) di intervenire in tal senso.

Con questo provvedimento, l’Italia diventa il primo Paese europeo a non disporre di una tutela (né reintegro, né forti risarcimenti) in caso di licenziamento senza giusta causa. Per fare un esempio, nel modello tedesco, il reintegro è previsto persino nelle aziende con 10 dipendenti.


Ovviamente, dopo l’approvazione del testo, esulta la Fornero che non sta più nella pelle dalla gioia (foto a destra).

A votare contro soltanto Idv e Lega. Adesso l’iter parlamentare prevede che il testo passi alla Camera per la definitiva approvazione. Da Anna Finocchiaro a Rutelli, da Gasparri a Giovanardi fino all’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, ecco i nomi dei senatori sardi chi hanno votato per la demolizione dell’articolo 18:


Antonello Cabras (PD) - Silvestro Ladu (PDL) - Beppe Pisanu (PDL) - Fedele Sanciu (PDL)
Francesco Sanna (PD) - Gian Piero Scanu (PD) - Mariano Delogu (PDL)

Tratto da ilpostviola del 1 luglio 2012 

PS: alla lista ho inserito il senatore Mariano Delogu (Pdl) 4 giugno 2012

sabato 2 giugno 2012

QUIRRA, la commissione decide, ma da domani le esercitazioni ripartono

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno venerdì 1 giugno 2012 alle ore 0.18 ·
 



A Roma si vota, in Sardegna si lanciano razzi e missili e si spara con l’artiglieria.

Proprio mentre la Commissione uranio impoverito al Senato si pronuncia all’unanimità per la chiusura delle basi militari di Teulada, al sud, di Capo Frasca (Oristano) e per la conversione in centro tecnologico del Poligono di Quirra, nel triangolo a sud-est dell’Isola tra Perdasdefogu e Villaputzu, tra Ogliastra e Sarrabus, tutto è di nuovo pronto per la nuova stagione di esercitazioni militari.

Secondo il calendario diramato il 28 marzo dal Comando militare si inizia il primo giugno, e poi si avanti così: da lunedì al venerdì per quasi tre settimane, fino al 20. Nelle aree interessate dei dieci comuni è disposto lo “sgombero di animali e persone” dalle 7 di mattina all’una. Lì dove ci sarà “l’esercitazione a fuoco”, si legge nell’ordinanza, “le aree saranno segnalate da appositi bandieroni rossi”. Continuano insomma le prove di guerra simulata, come dalla fine degli anni ‘50, nonostante le polemiche, nonostante la clamorosa inchiesta della magistratura di Lanusei (Ogliastra), per disastro ambientale con venti indagati (tra generali, professori universitari e periti) con varie ipotesi di reato da omissioni colpose a falso ideologico che ha coinvolto anche il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura (Pd), ora ricandidato.

Quelle esercitazioni militari e civili ma, soprattutto i brillamenti e l’interramento di materiale bellico della seconda guerra mondiale arrivato da tutta Italia e poi concentrato nella nota discarica “Is Pibiris”, secondo il pm, Domenico Fiordalisi, hanno prodotto un inquinamento devastante nei 13mila ettari della base, Ma non solo, avrebbero contaminato le faglie acquifere. Non solo prove ed esperimenti di armi, dunque, ma nel territorio si sarebbe praticato, con la complicità dei vertici militari “lo smaltimento illecito di rifiuti”. Anche a mare, dove al largo delle spiagge di Murtas si sparavano le bombe, poi lasciate lì. Questa è l’ipotesi del magistrato ripetuta durante l’audizione choc ai membri della commissione che si sono poi espressi ieri.

L’audio dell’audizione

Proprio l’attività della base, la più grande d’Europa, insomma, secondo la Procura di Lanusei, sarebbe la causa dell’alto numero di tumori e leucemie, nonché malformazioni di animali e bambini, nei paesi della zona. E soprattutto a Quirra, piccola frazione del comune di Villaputzu, praticamente di fronte al distaccamento a mare di San Lorenzo dove si conta un’alta percentuale di morti e ammalati di linfomi. Anche di Hodgkin, la stessa contratta dai militari in missione nei Balcani. Con concentrazioni sospette nelle famiglie di pastori. E proprio da un’indagine di due veterinari della Asl è partito Fiordalisi a gennaio 2011, secondo la mappatura fatta ovile per ovile, secondo cui il 65 per cento degli allevatori che lavoravano attorno al poligono erano ammalati di tumore.

Un’indagine contestata dalla controperizie della Difesa e anche da una parte degli abitanti, con i paesi divisi tra favorevoli e contrari alla base, considerata unica realtà economica a cui appigliarsi. Lì ci lavorano i militari e un centinaio di civili: oltre a quelli della multinazionale Vitrociset (che gestisce i radar e la parte tecnologica) anche gli addetti alle pulizie che proprio in questi mesi protestavano perché non pagati.

Da Perdas a Villaputzu lungo l’orientale sarda si ricordano un anno fa le manifestazioni affollate guidate da Coldiretti e amministratori locali contro chi “vuole distruggere l’immagine del territorio”. E il riferimento è sempre alla magistratura che aveva imposto lo sgombero, il divieto di vendita dei prodotti ai pastori dalle zone di co-uso insieme al Demanio militare, nonché la chiusura di alcune spiagge e il sequestro dei radar.

E proprio sugli allevatori e le presunte vittime dell’inquinamento si è concentrata l’attenzione di Fiordalisi fino al provvedimento di riesumazione delle salme. Corpi analizzati dal professor Evandro Lodi Rizzini del Cern di Ginevra a metà dicembre. Il torio, rintracciabile nei missili Milan, sarebbe responsabile di alterazioni del dna tali da provocare malattie letali. Nei corpi, si legge nel provvedimento di chiusura indagine “veniva misurata un’anomala quantità di torio (radioattivo) superiore a chi non aveva lavorato in quelle aree”. Un dolore collettivo e una guerra tra relazioni scientifiche in un territorio che, ancora, non ha un registro dei tumori. E si procede a tentoni.

Anche con il censimento casa per casa, conoscente per conoscente, che ha visto in prima linea il Comitato gettiamo le basi, e l’attivista Mariella Cao, nonché l’ex sindaco Antonio Pili, medico ed ex primario che anni fa aveva sollevato il caso.
E nel frattempo nascono altri comitati tra il sostegno dei parlamentari sardi del Pd e di alcuni consiglieri regionali, come l’indipendentista Claudia Zuncheddu. Tra silenzi, omissioni e proteste su cui pesa come uno spettro la questione dei risarcimenti. La leva, terribile, del presunto interesse economico su cui i favorevoli alla base condannano la controparte di padri, fratelli e sorelle che hanno perso qualcuno. E le bonifiche e i milioni di euro necessari sembrano un miraggio lontanissimo. È invece imminente, il 20 giugno, l’appuntamento del filone giudiziario: prima udienza preliminare sui rinvii a giudizio per l’inchiesta sul disastro ambientale a Quirra davanti al gup di Lanusei.

Da Il Fatto del 31 maggio 2012

STOP ALLE BASI MILITARI IN SARDEGNA

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 31 maggio 2012 alle ore 23.33 ·
 



Dal Senato arriva la sentenza per le basi militari della Sardegna: chiusura per i dei poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca e la riconversione del poligono interforze sperimentale di Quirra. Così ha deciso all’unanimità la Commissione parlamentare d’inchiesta sull'uranio impoverito, che ieri a tarda sera ha approvato con il voto favorevole di tutti i presenti la relazione preparata dal senatore sardo Gian Piero Scanu (Pd), già primo firmatario di una mozione sostenuta da 120 parlamentari con cui si chiede appunto la chiusura dei poligoni militari sardi.

ADDIO STELLETTE E ALTERAZIONI
La relazione Scanu prevede la cessazione di ogni possibile fonte di inquinamento o danni all’ambiente alla popolazione di Quirra, con la riconversione del poligono in un centro polivalente internazionale tecnologico- scientifico. é stata presentata ieri nel primo pomeriggio alla Commissione parlamentare d’inchiesta, nel corso di una prima seduta di lavori. La commissione è stata poi riconvocata alle 20 per una seconda riunione e per la votazione del documento. «Questa approvazione ha un valore storico», ha commentato Scanu, «Le commissioni d’inchiesta hanno gli stessi poteri della magistratura.

Ora il Governo e gli enti preposti dovranno prendere atto del voto espresso e attenersi a quanto prescritto nella relazione». Chiusura delle basi, e mai più marcia indietro, quindi. A sollecitare la risoluzione votata ieri dalla Commissione d’inchiesta, era stato lo stesso presidente dell’organismo parlamentare, Giorgio Rosario Costa, dopo l’audizione del generale Maurizio Lodovisi, responsabile logistico dell’Aeronautica Militare, sulle bonifiche svolte o ancora da svolgere nell’area oggetto dell’inchiesta della Procura di Lanusei per le morti sospette di militari e pastori. In precedenza era stato il procuratore, Domenico Fiordalisi, a raccontare ai senatori della Commissione quanto accaduto in questi anni nella zona del salto di Quirra, dove si sono registrati diversi casi di tumore tra la popolazione e di malformazione negli animali.

LE RIVELAZIONI CHOC
Nel corso della sua audizione, Fiordalisi aveva descritto nei dettagli ai parlamentari le inquietanti scoperte della inchiesta da lui condotta sull’inquinamento ambientale nei terreni del poligono e nelle aree circostanti. Il procuratore aveva esibito dati, tabelle, analisi scientifiche e filmati che documentano un disastro ambientale senza precedenti.

Secondo la deposizione del procuratore del tribunale di Lanusei, a Quirra, in 24 anni di esplosioni di bombe e munizioni residuate dagli arsenali dell’Aeronautica militare di tutta Italia, si sarebbero liberate nell’ambiente sostanze killer sia per la salute umana e animale, sia per il delicato ecosistema della zona.

Uranio impoverito, torio 232, altre polveri di metalli pesanti, e perfino il sospetto che negli oltre 12 mila ettari che si estendono sul territorio di una dozzina di Comuni possano essere stati sepolti negli anni chissà quanti fusti pieni di napalm. «Ho letto documenti dell’amministrazione militare che indicano il Poligono, quest’area di terra, come luogo ove sotterrare dei fusti al napalm, che l’amministrazione militare non sapeva come smaltire, e vista la loro pericolosità nel caso si fosse incendiato, era stata data l’indicazione di metterlo nei fusti e sotterrarlo nel poligono di Perdasdefogu », aveva spiegato Fiordalsi ai senatori. «Che sia stato fatto, non ne ho la prova, non sono state fatte ricerche apposite, perché ci sono solo questi documenti.

Questi sono dati che si aggiungono per valutare la pericolosità del sito». Se la presenza del napalm resta un sospetto, Fiordalisi aveva parlato invece con certezza delle esercitazioni militari fasulle. Esplosioni su esplosioni fatte con il solo scopo di smaltire gli ordigni e le munizioni non più utili all’Aeronautica. Quelle operazioni provocavano delle colonne di fumo e polveri che hanno avvelenato i campi, le sorgenti di acqua che servono Quirra ed Escalaplano, e secondo la tesi della Procura anche le vite di decine di pastori morti per tumore.

Da Sardegna Quotidiano del 31 maggio 2012

L'IMBARAZZANTE TRASFORMISMO DEL PARTITO DEMOCRATICO SULLA SMILITARIZZAZIONE

DAL BLOG "IN LIBERTADE" di Enrico Piras

Oggi il Partito Democratico, per voce dei suoi membri nel Parlamento italiano, soprattutto del Senatore Giampiero Scanu, primo firmatario della mozione sostenuta da 120 parlamentari per chiedere la chiusura dei poligoni sardi,  vorrebbe ergersi a paladino della smilitarizzazione della Sardegna. 
Argomento che, tra le altre cose,  noi indipendentisti trattiamo da sempre. Fa piacere sapere che anche il Partito Democratico è capace di svegliarsi e trasformarsi a seconda del volere popolare. 

Infatti lo stesso Partito Democratico  il 26 settembre 2008 per firma dei suoi parlamentari sardi Paolo Fadda, Sirio Marroccu, Guido Melis, Amalia Schirru, Giulio Calvisi, Andrea Lulli e Caterina Pes presentò al Ministro della Difesa e dello Sviluppo Economico un'interrogazione che premeva per l'ampliamento del Poligono Interforze del Salto di Quirra.

Qui il testo dell’interrogazione di quel giorno:

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00372
presentata da
AMALIA SCHIRRU
lunedì 29 settembre 2008, seduta n.056

SCHIRRU, LULLI, MELIS, MARROCU, FADDA, PES e CALVISI. - Al Ministro della difesa, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
la notizia appresa sui quotidiani regionali sardi nei giorni scorsi, che le sperimentazioni sull'aereo senza pilota Sky X avrebbero lasciato l'Ogliastra e la Sardegna a favore della Puglia ha registrato notevoli preoccupazioni;

la realizzazione di una pista di volo a Monte Cardiga è la pregiudiziale, insieme all'autorizzazione di un corridoio di volo con Decimomannu, per la messa in rete dei quattro poligoni sperimentali della Sardegna. Una struttura unica in Italia, adatta per le sperimentazioni sia militari che civili di grande rilevanza, possibili grazie alla disponibilità di un territorio esteso per dodicimila ettari, più un ampio braccio di mare sulla costa orientale. Il «quadrilatero sardo» sarebbe l'unico in grado di contrastare le mire egemoniche del Metadistretto dell'Aerospazio recentemente costituito da Alenia-Finmeccanica con le Regioni di Piemonte, Campania e Puglia, le Università e 300 imprese locali. Alla realizzazione della pista di volo a Monte Cardiga è collegato anche il progetto di un Centro per la sperimentazione ambientale di rilevanza europea. La nascita del Polo Aerospaziale rappresenta, quindi, per alcuni territori sardi, l'unica possibilità di un futuro industriale;

il Ministero della difesa ha ribadito il via libera alla nuova pista di volo del Poligono. Ma le sperimentazioni sui velivoli Sky e Neuron dipendono dall'accordo fra vertici militari e Finmeccanica;

la realizzazione dell'opera, fondamentale per le sperimentazioni aerospaziali, sia militari che civili, è appunto legata all'esito delle trattative in corso con Finmeccanica riguardo alla ripartizione dei costi e delle modalità di utilizzo della pista sperimentale da parte di entrambi i contraenti;
le modalità dell'accordo prefigurerebbero, su scala ridotta, le caratteristiche di quella new company tra soggetto pubblico e industrie private auspicata dalla Nato per il potenziamento del Poligono;

anche la sperimentazione sui due prototipi di aereo senza pilota (Sky X e Neuron), che vede in primo piano il gruppo italiano Alenia-Finmeccanica, è frutto di una collaborazione europea. Solo che l'Italia investe appena il 4 per cento nel settore della ricerca aerospaziale, a fronte del 13 per cento della Francia e all'11 per cento di Germania e Gran Bretagna. Per colmare questo divario è stato costituito recentemente il Metadistretto italiano dell'Aerospazio tra le Regioni Piemonte, Puglia e Calabria;

la Sardegna è stata tagliata fuori, nonostante rappresenti con il Poligono del Salto di Quirra (da collegare all'aeroporto militare di Decimo tramite un corridoio aereo) il quarto vertice naturale del sistema, indispensabile per chiudere il quadrilatero delle sperimentazioni più impegnative made in Italy. Salvo ricorrere a costose trasferte presso i poligoni del Nord Europa. Sindacato, forze politiche e amministratori dell'Ogliastra sono ora impegnati per recuperare al territorio un ruolo adeguato in un contesto di tecnologia avanzata del valore prossimo ai 5 miliardi di euro;

per quanto riguarda la realizzazione della pista di volo a Monte Cardiga, si sta lavorando ad una bozza d'accordo con Finmeccanica che prevede a carico del Poligono l'esecuzione dei lavori di movimento terra affidato a uomini e mezzi del Genio Militare. Il Ministero della difesa ha ribadito per due volte quest'anno l'importanza primaria della striscia tattica polifunzionale a Monte Cardiga, respingendo le motivazioni del parere negativo pronunciato dal Comitato Paritetico. Il 24 aprile Arturo Parisi, Ministro della difesa del Governo Prodi, aveva dato il primo via libera alla realizzazione della pista. La decisione è stata ribadita il 25 luglio dal successore Ignazio La Russa con l'avvento del Governo Berlusconi -:

per saper se le notizie sopra riportate siano fondate e per conoscere la posizione del governo in ordine all'opportunità che il progetto possa comprendere anche la Regione Sardegna.(5-00372)

fonte:  http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.asp?highLight=0&idAtto=3928&stile=7

 giovedì 31 maggio 2012


mercoledì 23 maggio 2012

Senato, slitta il voto sui poligoni sardi Su proposta Scanu decisione il 29 maggio

E' prevista martedì prossimo, 29 maggio, la decisione della Commissione d'inchiesta del Senato sull'uranio impoverito e sulla chiusura dei poligoni militari di Capo Teulada e Capo Frasca, oltre la riconversione del poligono interforze sperimentale di Quirra.
In quell'occasione verrà votata, a maggioranza qualificata, la relazione intermedia affidata al senatore sardo del Pd, Giampiero Scanu, già primo firmatario della mozione sostenuta da 120 parlamentari per chiedere la chiusura dei poligoni nell'Isola. La relazione era stata sollecitata dal presidente della Commissione, Giorgio Rosario Costa, dopo l'audizione del generale Maurizio Lodovisi, responsabile logistico dell'Aeronautica Militare, sulle bonifiche svolte o ancora da svolgere nell'area oggetto dell'inchiesta della Procura di Lanusei per le morti sospette di militari e pastori. In precedenza era stato il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi a raccontare ai senatori della Commissione quanto accaduto in questi anni nella zona del salto di Quirra, dove si sono registrati diversi casi di tumore tra la popolazione e di malformazione negli animali.
La proposta del senatore Scanu prevede la chiusura dei poligoni di Teulada e di Capo Frasca e la cessazione di ogni possibile fonte di inquinamento o danni all'ambiente alla popolazione di Quirra, con la riconversione del poligono in un centro polivalente internazionale tecnologico-scientifico.



Quirra, il senatore Scanu sfida il generale

"Fa i conti: così prende i sardi per fame"

Quirra, il senatore Scanu sfida il generale "Fa i conti: così prende i sardi per fame"
Il generale fa i conti al senatore, ma non parla dei veleni di Quirra. Botta e risposta sui soldi che voleranno via col Poligono.

«L'arma della fame in una regione affamata», è questa la definzione usata dal senatore del Pd, Gian Piero Scanu, per leggere le dichiarazioni dell'ufficiale. Maurizio Lodovisi davanti alla commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito presenta il conto: il generale fa la stima del giro d'affari che la Sardegna potrebbe perdere se si decidesse di chiudere l'area militare: 150 milioni di euro.

QUIRRA: SCONTRO TRA IL SENATORE GIAN PIERO SCANU E IL GENERALE MAURIZIO LODOVISI

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 17 maggio 2012 alle ore 22.43 ·



L'ufficiale indispettisce la commissione.
Maurizio Lodovisi, generale dell'Aeronautica e responsabile del capitolo bonifica al Poligono di Perdasdefogu, ai senatori ha raccontato di strade e acquedotti costruiti grazie ai militari, di aiuti ai civili arrivati da terra e da mare e dei soldi che volerebbero via dall'Isola se il Poligono chiudesse.

BOTTA E RISPOSTA La risposta del senatore Pd, Gian Piero Scanu, unico sardo a far parte della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito, arriva un istante dopo. «Di certo non è per brandire l'arma della fame in una Regione che è già abbastanza affamata, che il generale ha voluto farci sapere quello che i sardi perderebbero se loro andassero via. Ma possibile che non abbia avuto una parola per ammettere che a Quirra ci siano state delle vergogne? Possibile che non ci sia stata una parola per ammettere che lo Stato debba chiedere scusa?».

IL RAPPORTO No, nella relazione dell'ufficiale non c'è nemmeno un parola sui veleni denunciati sette giorni prima dal procuratore capo della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Maurizio Lodovisi, prima ha spiegato cosa si fa nell'area militare, sottolineando che «tutte le attività sono note al Ministero», una chiara replica alla «bugia di Stato», di cui aveva parlato il pm. Il generale ha proseguito con una dissertazione sull'ottimo rapporto che lega i militari al territorio con «16 interventi di elitrasporto, 1.800 soccorsi a terra e a mare e 67 operazioni a sostegno dell'antincendio». Per concludere con le ripercussioni che la chiusura del Poligono avrebbe sull'economia dell'Isola. «La stima di massima è di 150 milioni di euro».

Pochi riferimenti alla bonifica per la quale assicura «è impossibile azzardare ipotesi sugli oneri per la messa in sicurezza. La caratterizzazione darà tempi e costi». Nessun preventivo, dunque, sul denaro che servirà a strappare via dalle terre di Escalaplano, Perdasdefogu e Quirra, il cadmio, il torio, l'amianto e tutti gli altri veleni disseminati, secondo la Procura di Lanusei, dalle guerre simulate, dai brillamenti e dalle esercitazioni militari.

LA CHIUSURA Il colloquio con l'ufficiale sembra non aver convinto neppure il presidente della commissione, Giorgio Costa, che con mille cortesie ha reso tutto più semplice, mettendo a fuoco il punto chiave della questione. «Servono ancora dei poligoni così grandi o bastano anche delle aree più piccine?». Lo spettro della chiusura del Poligono, insomma, non abbandona i lavori della commissione che ieri si è riunita ancora una volta. I senatori hanno discusso degli ultimi dati acquisiti e il presidente ha conferito ufficialmente l'incarico a Gian Piero Scanu di redigere una relazione intermedia che verrà esaminata durante gli incontri previsti per martedì e mercoledì prossimo.

IL FUTURO Già chiari gli aspetti sui quali si baserà la tesi del senatore del Pd. «Si partirà dall'interruzione di qualsiasi attività che possa recare un danno alle persone o all'ambiente. Verranno attivate immediatamente le procedure per una bonifica effettiva, radicale e completa e, solo quando l'area sarà del tutto sterilizzata e il territorio sarà tornato alla normalità, inizierà la riconversione del Poligono». Insomma, un piano che potrebbe cambiare il volto di quel quadrato da dodici mila ettari che per lunghissimi anni ha ospitato pastori e greggi. Pecore e vacche pascolavano lungo le sorgenti infestate di sostanze tossiche, nei formaggi prodotti con il loro latte, i periti della Procura hanno trovato i veleni di Quirra. Il futuro, però, sembra promettere tutt'altro. «La riconversione dell'area porterà allo sviluppo di attività di ricerca scientifica, di approfondimenti tecnologici e della strumentazione della protezione civile». La relazione sembra a buon punto, martedì prossimo i senatori si riuniranno di nuovo per il verdetto finale. Sul tavolo le due verità, quella del pm e quella del generale. In mezzo c'è il destino di un Poligono avvelenato nel quale lavorano centinaia di persone.
Mariella Careddu

Da L'Unione Sarda del 17 maggio 2012

giovedì 17 maggio 2012

QUIRRA: Dopo la relazione del sen. Scanu (Pd) la Commissione parlamentare deciderà se chiudere o meno il poligono militare




Un’ora e mezza di audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, ma l’argomento scottante, quello delle bonifiche del poligono di Quirra, è stato appena sfiorato e a quanto sembra non ha convinto i presenti.

Si è conclusa intorno alle 22.30 di ieri, l’audizione del generale di squadra aerea, Maurizio Lodovisi, responsabile della logistica dell’Aeronautica militare e delle bonifiche nel poligono di Quirra, ma a quanto pare non è servita a fugare tutti i dubbi che i senatori avevano sull’intera vicenda. E ha lasciato scoperti molti interrogativi sulle attuali condizioni di inquinamento o meno del poligono.

I componenti della commissione, probabilmente, si aspettavano risposte più precise, e un cronoprogramma delle bonifiche da fare, invece, sembra che dall’alto ufficiale abbiano avuto risposte solo su quanto era stato già fatto. Per questo, sin da ieri notte, la commissione ha deciso di cambiare il programma dei lavori previsti intorno alla vicenda. La scorsa settimana si era lasciato intendere che nelle due sedute di oggi la commissione in seduta plenaria avrebbe preso una decisione. Dopo l’audizione di ieri, invece, è stato deciso di cambiare la scaletta, tenere comunque le due sedute previste per oggi, ma rinviare ogni decisione attorno alle sorti del poligono alla prossima settimana.

La commissione, infatti, ha deciso di affidare all’unico suo componente sardo, il senatore Pd, Giampiero Scanu, nonché responsabile nazionale del gruppo di lavoro sui poligoni, il delicato compito di redigere una relazione intermedia sul caso Quirra. Una relazione che Scanu presenterà tra sette giorni durante una seduta plenaria. Solo dopo questo atto, la commissione deciderà se chiudere o meno la base, se sospenderne temporaneamente le attività, oppure se prendere un’altra decisione. È tutto, dunque, rinviato di sette giorni.

Da La Nuova Sardegna del 16 maggio 2012




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