Pagine

Visualizzazione post con etichetta equitalia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta equitalia. Mostra tutti i post

giovedì 26 luglio 2012

L'AGENZIA DELLE ENTRATE HA UN NUOVO ALLEATO NELLA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE, IL SINDACO DI SASSARI, GIANFRANCO GANAU

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 14 luglio 2012 alle ore 1.45 ·



L'Agenzia delle Entrate della Sardegna ha un nuovo alleato nella lotta all'evasione fiscale: con il protocollo d'intesa triennale siglato oggi tra il Direttore Regionale, Gianni De Luca, e il Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, il Comune turritano parteciperà attivamente alle attività di accertamento fiscale, e vedrà accreditate nelle sue casse il 100% delle somme riscosse a seguito delle sue segnalazioni.

Il protocollo prevede che il Comune presti particolare attenzione ai casi di economia sommersa nel commercio e nelle professioni, potrà verificare gli interventi di ristrutturazione edilizia, segnalare i casi "sospetti" di compravendita di terreni o di immobili, le residenze fittizie all'estero e le situazioni sintomatiche di fenomeni evasivi, come la disponibilità di servizi e di beni di rilevante valore (case, auto, barche), a fronte di modeste dichiarazioni dei redditi.

Le segnalazioni saranno trasmesse, esclusivamente in modalità web, all'Ufficio Controlli della Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate, tramite il sistema telematico "Siatel". Le segnalazioni riguarderanno i fatti e le circostanze che evidenziano comportamenti evasivi o elusivi. Saranno poi i funzionari dell'Agenzia delle Entrate a valutare i casi e a procedere agli eventuali accertamenti.

Grazie al nuovo accordo, al Comune di Sassari sarà riconosciuto, fino al 2014, il 100% delle maggiori somme riscosse, in via provvisoria anche a titolo non definitivo, relative ai tributi statali. Dal suo canto, la Direzione Regionale presterà assistenza, consulenza e formazione per il personale dell'Ente locale che sarà destinato a questa nuova attività.

Da L.Q. it del 12 luglio 2012

venerdì 15 giugno 2012

EQUITALIA, incassi d’oro dai sardi

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno mercoledì 13 giugno 2012 alle ore 0.17 ·



Pagare le tasse è un dovere ma riscuoterle è un vero affare per Equitalia. E la situazione è stata amplificata dal decreto “salva Italia” che ha sostituito l’aggio con un rimborso dei costi fissi che risultano dal bilancio certificato; (Equitalia è una società per azioni). Ed è qui che nasce il problema: più la struttura è grande, più sarà destinata a incassare. Capita così che nemmeno il pagamento dei tributi sia uniformato nelle diverse regioni del Paese.

I sardi, ad esempio, sono inseriti in una delle tre “aziende”: Equitalia centro. Da uno studio effettuato dal presidente della commissione Autonomia del Consiglio regionale, Paolo Maninchedda, il costo totale degli organismi è di 3,5 milioni.

«Ogni amministratore delegato costa intorno ai 250 mila euro e ogni direttore generale duecentomila», afferma Maninchedda, «e tra l’altro risulta che un amministratore e un direttore siano stati reclutati tra i dirigenti in pensione e quindi altri dirigenti sono a spasso». E pesano sul bilancio, così come i consulenti. Il riflesso sulla Sardegna è particolarmente penalizzante perché Equitalia centro, alla fine, pratica condizioni davvero peggiorative rispetto a quelle di Equitalia nord e di Equitalia sud.

Accade che i contribuenti delle regiioni controllate da Equitalia centro siano sommersi da solleciti di pagamento per cartelle notificate nel 2000 e recanti trbibuti e sanzioni che risalgono addirittura al 1994. Tutte azioni che dovrebbero essere prescritte e che, invece, non solo portano il contribuente a pagare ma trasformano importi minimi in cifre importanti. Trattamento diverso nel Mezzogiorno d’Italia: Equitalia sud non torna indietro nelle sanzioni sino alla fine dlela prima repubblica ma si ferma al 2006.

Al Nord, Equitalia non ricorre nemmeno ai solleciti; (eppure anche se la situazione economica è migliore anche nelle regioni settentrionali c’è un discreto livello di pagamenti arretrati). Non è tutto. Spiega Maninchedda: «Ci sono regioni che applicano la normativa sulla cessione volontaria degli immobili ipotecati da Equitalia ed altre che non la applicano, ovvero ogni regione, se non ogni provincia, applica diversamente o addirittura non applica per niente le nuove norme sulla riprogrammazione delle rateazioni».

«C’è più di un motivo per chiedere l’immediata chiusura delle tre società», afferma Paolo Maninchedda, «facendo confluire il coordinamento su un unico soggetto lasciando il governo del territorio alle direzioni regionali e provinciali così come avviene per l’Inps e per l’Agenzia delle entrate».
Ma attenzione: tutto questo deve avvenire al più presto: prima che il territorio sia ulteriormente lacerato.

Da La Nuova sardegna dell' 11 giugno 2012

giovedì 7 giugno 2012

Equitalia: la casta delle riscossioni e i nuovi fallimenti delle imprese sarde


2 giugno 2012  
pesciStavo preparando un dossier su Equitalia. Rinuncio al dossier e sintetizzo i risultati perché è urgente una questione che mi preoccupa molto.

Un’organizzazione mastodontica e costosissima

Una premessa: Equitalia Sardegna non ha centri decisori nell’isola. Tutto dipende da Equitalia Centro, una delle tre società in cui è stata organizzata Equitalia (Equitalia Nord, Equitalia Sud, Equitalia Centro che comprende la Sardegna). Qui cominciano i pasticci e i costi che vengono sostenuti con l’aggio al 9%, perché, ovviamente, oltre alle tre società di cui sopra, c’è la Holding Equitalia, quindi le società sono quattro.

La quadruplicazione dei costi

Le tre società, oltre la holding sono dotate di
• Consiglio di amministrazione composto di cinque membri
• Collegio sindacale
• Società di revisione
• Organismo di vigilanza
• Amministratore delegato
• Direttore generale
Ho fatto un po’ di conti: il costo totale di questi organismi è di circa 3,5 milioni di euro. Si pensi che ogni AD costa intorno ai 250.000 euro ed ogni DG circa 200.000. Peraltro risulta che un AD ed un DG siano stati reclutati tra dirigenti in pensione, quindi altri dirigenti sono a spasso. Ulteriormente risulta che numerosi consulenti siano stati reclutati dalle quattro società tra i dipendenti già pensionati per svolgere funzioni già attribuite ai dipendenti.
Ognuna delle tre società operative in fase di start up ha reclutato dall’esterno dirigenti (tra le società che avevano eseguito le revisioni contabili) per l’organizzazione. Tutto ciò per impostare un modello organizzativo similare a quello dell’Agenzia delle Entrate (nelle intenzioni) messo in mano ai consulenti/organizzatori che hanno fornito un modello per la cui definizione e divulgazione sono stati spesi milioni di euro. Ad oggi il modello non somiglia nemmeno da lontano all’Agenzia delle Entrate. E comunque avrebbe potuto e dovuto essere predisposto dalla società controllante in unica versione.
Ogni società, poi, è dotata di servizi generali:
• Informatica (ancorché questa sia stata appaltata a SOGEI)
• Organizzazione
• Personale (paghe e gestione)
• Contabilità
• Acquisti
• sicurezza
• Servizi ispettivi
In totale oltre millecinquecento persone che fanno le stesse cose, spesso con modalità diverse, di carattere generale, al servizio delle restanti 6.500 unità operative. Considerata una media di costo per addetto (e per difetto) di circa 40.000 euro annui si ha una spesa di oltre 60 milioni di euro per soggetti non operativi.
Aggi e costi
Con il Decreto Salva Italia del 6 dicembre 2011 l’aggio propriamente detto è stato sostituito con l’attribuzione a Equitalia, principale agente della ricossione, di un rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato. Si capisce dunque perché ho fatto i conti dei costi e degli sprechi: il nuovo ‘aggio’ è determinato dal costo della struttura e la struttura è un pachiderma burocratico costosissimo in cui si annida, qui sì, una vera casta.
Sultanati e fallimenti
Ognuna delle tre società di Equitalia è autonoma e si comporta come meglio crede. Peraltro ogni società è autoreferenziale poiché esercita il controllo ispettivo su se stessa (roba da pazzi!), non garantendo la necessaria trasparenza.
Si assiste così a comportamenti difformi sul territorio nazionale, con una gestione di Equitalia Centro fortemente indifferente alle situazioni contingenti, in particolare quelle della Sardegna. Infatti solo i contribuenti delle regioni rientranti nel perimetro di Equitalia Centro (come noi sardi) sono stati sommersi da solleciti di pagamento per cartelle notificate nel 2000 recanti tributi e sanzioni risalenti anche al 1994 e ormai prescritte e per importi risibili (anche 4 euro). Al contrario, nelle regioni ricadenti nella competenza di Equitalia Sud i solleciti non retroagiscono oltre il 2006, ed ugualmente si comporta Equitalia Nord (addirittura in Piemonte nemmeno si parla di solleciti). Insomma si va da un estremo all’altro senza omogeneità sul territorio nazionale.
Ed ancora (senza disposizioni interne) vi sono regioni che applicano la normativa sulla cessione volontaria degli immobili ipotecati da Equitalia, ed altre che non la applicano, ovvero ogni regione (se non ogni provincia) applica diversamente (o non applica per niente) le nuove norme sulla riprogrammazione delle rateazioni, per non parlare della confusione operativa su ogni singola procedura, a partire dalle notifiche, gestite in maniera difforme in tutto il territorio nazionale.
C’è più di un motivo per chiedere l’immediata chiusura delle tre società, facendo confluire il coordinamento su un unico soggetto (l’attuale holding) lasciando il governo del territorio alle direzioni regionali e provinciali, così come avviene per INPS ed Agenzia delle Entrate. Tutto ciò deve avvenire entro il 2012, diversamente gli aggi non potranno diminuire come richiesto a gran voce da tutti. Ma c’è di più. C’è una grande minaccia incombente.

Un nuovo incubo

Oltre dieci anni fa l’INPS ha concesso sgravi contributivi a fronte dell’assunzione di personale: si tratta dei celebri contratti di formazione-lavoro (al suo posto, dopo la legge Biasi, entrò in vigore il contratto di inserimento). Cito dal sito dell’Inps: «La Commissione dell’U.E., con decisione del 11/5/1999, ha dichiarato illegittimi i benefici superiori al 25% se non sono destinati a favorire l’occupazione giovanile, il reinserimento lavorativo o a creare nuova occupazione». Per queste aziende, adesso, inizia un incubo simile a quello della legge 44 per le aziende agricole. Infatti «La Commissione Europea ha sancito l’obbligo per lo Stato italiano di adeguarsi alle nuove disposizioni e di provvedere a recuperare gli importi conguagliati dai datori di lavoro secondo i vecchi parametri. Per quanto sopra le aziende che risultano aver fruito di agevolazioni contributive non rispondenti agli orientamenti comunitari per un importo superiore a € 250.000,00 hanno ricevuto di recente apposita lettera di richiesta di pagamento dei contributi conguagliati indebitamente Come per la famigerata 44 regionale, ad un certo punto l’UE determinò che trattavasi di aiuti di stato non consentiti. Di conseguenza ha ordinato all’Italia il recupero».
Che cosa è successo dopo? L’INPS, con qualche ritardo, ha proceduto ai recuperi, generando contenziosi con le imprese che, sententosi prese in giro, quantomeno, hanno chiesto l’abbuono delle sanzioni (o delle somme aggiuntive). I recuperi, peraltro, erano inficiati anche da errori di calcolo, ovvero, in alcuni casi si interveniva sulla quota consentita  de minimis sulla quale, invece, non era necessario né legale intervenire. Nel corso dei contenziosi (e con molto ritardo) l’INPS ha proceduto a recuperi coattivi a mezzo Equitalia, che in ragione dei numerosi contenziosi, ovvero per insussistenza patrimoniale non ha potuto procedere.
bisogna sapere che, comunque e drammaticamente, l’UE pretende che:
1. Il recupero sia eseguito in unica soluzione (quindi nessuna rateazione a fronte di somme ingenti)
2. le imprese insolventi siano eliminate dal sistema produttivo. Ciò significa (in Italia) fallimento (per le imprese soggette a questa procedura)
Ebbene, spaventati dalle sanzioni già irrogate dalla UE all’Italia (si parla già di 30 milioni) e quindi di esserne ritenuti responsabili, i burocrati del ministero delle Finanze e dell’INPS hanno premuto sui vertici di Equitalia affinchè si eseguissero i recuperi e per gli insolventi si dichiarasse fallimento.
Ora, nella situazione delineata, (contenziosi e difficoltà di rientro in unica soluzione) è arrivato il diktat romano di chiedere il fallimento di queste imprese, la maggior parte delle quali ancora attive e con dipendenti. Mentre al Nord e al Sud si ragiona, Equitalia Centro ha proceduto anche ad arrivare alla richiesta del fallimento di alcune imprese sarde.
Manca, evidentemente, la possibilità di poter incidere sul centro decisionale di Roma (a causa del filtro opposto da Equitalia Centro alle Regioni), quindi non solo nessuno ascolta i sardi che peraltro sono muti a livello istituzionale (giacché nessuna istituzione sta seguendo questi eventi, tantomeno la Regione Dormiente), ma addirittura si incentiva  l’azione irresponsabile di Equitalia perché si dà la sensazione di subirla passivamente.
L’unico vero modo di opporsi a questa incoscienza burocratica, dissipatrice e dannosa, non ostacolata in alcun modo da alcuna istituzione, tanto meno da una Regione distratta, inconcludente e incapace, è far girare le informazioni, aumentare la censura morale della vergogna Equitalia, censurare il Governo Monti che difende questa società senza controllarne i comportamenti col dovuto rigore.

http://www.sardegnaeliberta.it/?p=4456

EQUITALIA: IL GIUDICE DICHIARA NULLE LE CARTELLE ESATTORIALI NOTIFICATE CON RACCOMANDATA


Società(04/06/2012) - Forse questa notizia avrebbe potuto evitare alcuni dei tanti drammi degli ultimi tempi, fra i quali decine e decine di atti estremi di persone disperate perché messe alle strette da un fisco e da un sistema di riscossione fondato su regole eccessivamente rigide e troppo avulse dalla realtà del tempo in cui viviamo. Regole che evidentemente non sono sempre correttamente applicate neanche dal principale riscossore dello Stato, la temibile Equitalia che soventemente viene bacchettata da sentenze delle varie commissioni tributarie sparse sul territorio nazionale.
A tal proposito, Giovanni D'Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, segnala i significativi precedenti creati da due recentissime sentenze della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (33/07/2012 e 37/07/12) che si dimostrano in linea con altre pronunce ultimamente apparse sulle cronache, non solo giuridiche. La Commissione tributaria del capoluogo veneto con le decisioni in questione ha ripercorso la giurisprudenza sulla legittimazione dell'agente della riscossione di notificare direttamente la cartella a mezzo posta ed è arrivata alla conclusione che tutte le multe spedite da Equitalia tramite posta, inclusa raccomandata A/R, e non notificate di persona dall’ufficiale dell’Ente di riscossione sono nulle. Conseguenza chiara per un atto non ritualmente notificato e quindi di fatto giuridicamente inesistente sarebbe il diritto per il presunto debitore di non pagarlo.
In buona sostanza, la semplice consegna via posta è da considerare illegittima poiché effettuata da un soggetto non autorizzato, con ciò palesandosi un vizio radicale. Ciò significa che Equitalia è obbligata ad adempiere alla notifica mediante i soggetti ad esso abilitati per legge, ovvero ufficiali della riscossione, agenti di polizia municipale, messi di notificazione abilitati e messi comunali e non i postini. La prima sentenza della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (n. 3/07/2012) fa riferimento ad un caso in cui la cartella era stata emessa dopo la notifica di due precedenti accertamenti. Nel secondo caso invece (sentenza n. 37/07/12) la cartella è stata emessa sulla base di un controllo automatizzato. In entrambi i casi l’impugnazione dei ricorrenti si basava sull’illegittimità del mezzo di notifica a mezzo posta, a cui si aggiungeva peraltro la mancata compilazione della relazione di notifica. Per quanto riguarda la giurisprudenza della Corte di Cassazione, invece, la sentenza 14327/09, l'ordinanza 15948/10 e la sentenza 11708/11 - a parere dei giudici vicentini - non hanno mai ammesso che ciò sia possibile. In particolare, se letta bene, la prima sentenza lo ritiene ammissibile, ma si riferisce a una vicenda del 1984: la norma applicabile all'epoca conteneva l'inciso «da parte dell'esattore» poi successivamente eliminato. La seconda ordinanza affronta solo il problema della relazione di notifica ma non risponde al quesito relativo al potere di notifica diretta dell'agente della riscossione. La terza ha ritenuto legittima la notifica della cartella con raccomandata con avviso di ricezione ma non ha affrontato direttamente il problema se il concessionario sia, o meno, legittimato a eseguire tale tipo di notifica dopo l'ultima modifica (operata nel 1999) dell'articolo 26 del Dpr 602/73. I giudici tributari hanno inoltre specificato che la cancellazione dell'inciso «da parte del l'esattore» rileva come il legislatore abbia voluto escludere il concessionario dal novero dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricezione. Pertanto, spetta ad Equitalia accertare che l’ufficiale addetto alla riscossione riceva la cartella e adempia alla compilazione della notifica, specificando l’ufficio postale di partenza.
Nei casi affrontati dalla commissione tributaria di Vicenza sono stati accolti i ricorsi attraverso un’interpretazione letteraria e sistematica della norma: si potrebbe semplificativamente dire che le somme dovute non siano mai state richieste da Equitalia. Va da sé che nel caso di sanzioni, tributi e multe assai datate, una delle ovvie conseguenze potrebbe essere quella della prescrizione del debito e quindi l’impossibilità definitiva per la PA di richiedere le relative somme. 


http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=68502&idSezione=1 

EQUITALIA TI TARTASSA ? ....lo Stato italiano per la parata militare del 2 giugno spende 3milioni di euro (5,8miliardi di lire)

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno lunedì 28 maggio 2012 alle ore 12.58 ·
 



A Roma, dovrebbero sfilare 2.584 militari e 738 unità di altre amministrazioni. Inoltre: 10 bande, 93 mezzi e 98 cavalli.
Velivoli che sicuramente, per il sollazzo della casta in passerella, sorvolerà i Fori Romani lasciando scie tricolori.

Il costo stimato di questo è di circa tre milioni di euro, (5 miliardi e 808 milioni di lire) con un risparmio rispetto al 2011, di circa 1,7 milioni di euro.

Tratto da ilpostviola del 28 maggio 2012

sabato 2 giugno 2012

IN ITALIA LA PRESSIONE FISCALE SUGLI UTILI DI IMPRESA E' DEL 68,5 % IN CALALOGNA E' DEL 38,7%, A CIPRO E' DEL 23,1%

Artigiani: «Il fisco ci soffoca»

LA DENUNCIA. Per le imprese manifatturiere venete la tassazione arriva al 68,5%, record negativo a livello europeo

26/05/2012
Zoom Foto
Artigiani: «Il fisco ci soffoca»
Una tassazione da record europeo. Ma qui in gioco non c'è nessuna medaglia d'oro per la virtuosità. Anzi, è un'altra dimostrazione (fornita in questo caso da Confartigianato Veneto) di come la pressione fiscale sulle imprese manifatturiere della nostra Regione rappresenti ormai una stretta sempre più asfissiante. Secondo i dati dell'Associazione confartigianale veneta, con il 68,5% di "Total tax" (parametro che misura il rapporto tra la somma di tutte le tasse pagate dall'impresa e i profitti al lordo di tutte le imposte considerate), il Veneto è ai vertici del carico fiscale complessivo tra le prime 10 maggiori regioni europee per occupazione nel settore manifatturiero. Un primato condiviso assieme a Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Il dato, filtrato da Confartigianto, proviene dal rapporto "Paying Taxes 2012" della Banca Mondiale che ogni anno analizza i sistemi di tassazione della quasi totalità delle economie mondiali. Il "Total tax rate" è determinato dalla somma delle tasse sui profitti, quelle sul lavoro e altri tributi per un valore di 2,3 punti. «Siamo al quarto posto nella classifica delle regioni europee con la maggiore incidenza di occupati nel manifatturiero e tra le prime dieci regioni produttive d'Europa - fa notare il presidente degli artigiani veneti, Giuseppe Sbalchiero - ma siamo appesantiti da un carico fiscale complessivo assolutamente spropositato e non paragonabile con quello delle altre maggiori realtà produttive europee». Che infatti fanno registrare parametri di incidenza fiscali molto più bassi rispetto a quelli della nostra Regione.

Nella spagnola Catalogna l'aggravio fiscale è del 38,7%, la teutonica Dusseldorf blocca l'asticella del fisco al 46,7%. A Siskie, in Polonia, le tasse pesano per il 43,3%. Vicine alle nostre regioni ci sono solo le aree francesi dell'Ile de France (65,7%) e del Rhone Alpes (65,7%). «Questa enorme pressione fiscale e il peso della burocrazia determinerà nel medio periodo il nostro declino economico - osserva Sbalchiero - perché questi due fattori si mangiano ogni possibilità di sviluppo e di crescita della nostra competitività». Secondo le stime di Confartigianato le imprese dedicano agli adempimenti burocratici una media di 285 ore all'anno, superiore a quella mondiale che si ferma a 277. «Tra aumenti di pressione fiscale e mancate semplificazioni burocratiche e istituzionali l'Italia sta segando il ramo sul quale è seduta - riprende il presidente di Confartigianato del Veneto -

Qui non si tratta di chiedere l'impossibile. Non aspiriamo infatti ad arrivare al carico fiscale di paradisi quali Lussemburgo (20,8%) o Cipro (23,1%), ma almeno a quelli di Germania (46,7%) e Spagna (38,7%). E questo si ottiene avviando, subito, un percorso virtuoso invece siamo alle prese con ulteriori aumenti del prelievo fiscale ai quali corrisponde una diminuzione del credito».
Matteo Bernardini



EQUITALIA TI TARTASSA ? ....lo Stato italiano per la parata militare del 2 giugno spende 3milioni di euro (5,8miliardi di lire)

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno lunedì 28 maggio 2012 alle ore 12.58 ·



A Roma, dovrebbero sfilare 2.584 militari e 738 unità di altre amministrazioni. Inoltre: 10 bande, 93 mezzi e 98 cavalli.
Velivoli che sicuramente, per il sollazzo della casta in passerella, sorvolerà i Fori Romani lasciando scie tricolori.

Il costo stimato di questo è di circa tre milioni di euro, (5 miliardi e 808 milioni di lire) con un risparmio rispetto al 2011, di circa 1,7 milioni di euro.

Tratto da ilpostviola del 28 maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

ECCO PERCHÈ MONTI IMPONE UN CONTO CORRENTE PER I PENSIONATI ...

EQUITALIA COSÌ PUÒ PIGNORARE L'INTERA PENSIONE
Dall'Ottobre scorso, il governo italiano ha concesso nuovi poteri ad Equitalia, tra cui quello di prelevare direttamente dai conti correnti dei debitori. Se un cittadino ha un debito, Equitalia può svuotargli il conto corrente per recuperare l'insoluto: indipendentemente dalla provenienza di tali soldi, e se ci trova 1.000€ preleva quelli.
http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/05/ecco-perche-monti-impone-un-conto.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FBOqVu+%28I+segreti+della+casta+di+Montecitorio%29

giovedì 17 maggio 2012

L'Associazione Nazionale Comuni Italiani: "dal 2013 nuovo ente" ...ma con gli stessi poteri di cui dispone Equitalia




DAL GENNAIO PROSSIMO EQUITALIA NON RISCUOTERÀ PIÙ I TRIBUTI COMUNALI. E questa è una prima buona notizia.

La conseguenza è che però sarà sostituita da un nuovo ente che non si sa come opererà. L'Anci, l'associazione dei Comuni, ha proposto di creare una propria società partecipata per il 49% da soci da selezionare attraverso una gara pubblica tra «soggetti patrimonialmente solidi che abbiano già dimostrato di operare con efficienza nella riscossione», dice il segretario.

Questo nuovo ente dovrà essere più comprensivo con i debitori e soprattutto non dovrà chiedere più interessi vicino al tasso di usura. «Perché la società possa funzionare - dice l'Anci - con efficienza è necessario che il legislatore ci dia gli stessi poteri e le stesse procedure di cui dispone Equitalia, che iscrive subito a ruolo le somme da recuperare mentre noi dovremmo mandare una prima ingiunzione, una seconda e poi andare dal giudice per ottenere il decreto esecutivo. Insomma, passerebbero anni».

Da il puntontc del 5 maggio 2012 


SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE

lunedì 14 maggio 2012

L'Associazione Nazionale Comuni Italiani: "dal 2013 nuovo ente" ...ma con gli stessi poteri di cui dispone Equitalia

DAL GENNAIO PROSSIMO EQUITALIA NON RISCUOTERÀ PIÙ I TRIBUTI COMUNALI. E questa è una prima buona notizia.

La conseguenza è che però sarà sostituita da un nuovo ente che non si sa come opererà. L'Anci, l'associazione dei Comuni, ha proposto di creare una propria società partecipata per il 49% da soci da selezionare attraverso una gara pubblica tra «soggetti patrimonialmente solidi che abbiano già dimostrato di operare con efficienza nella riscossione», dice il segretario.

Questo nuovo ente dovrà essere più comprensivo con i debitori e soprattutto non dovrà chiedere più interessi vicino al tasso di usura. «Perché la società possa funzionare - dice l'Anci - con efficienza è necessario che il legislatore ci dia gli stessi poteri e le stesse procedure di cui dispone Equitalia, che iscrive subito a ruolo le somme da recuperare mentre noi dovremmo mandare una prima ingiunzione, una seconda e poi andare dal giudice per ottenere il decreto esecutivo. Insomma, passerebbero anni».

Da il puntontc del 5 maggio 2012 


SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK

sabato 12 maggio 2012

EQUITALIA: DA LUGLIO 270 ATTENTATI

EQUITALIA: DA LUGLIO 270 ATTENTATI ...GUARDA IL VIDEO


.

IL GOVERNO MONTI, (APPOGIATO DA PDL, PD E UDC) HA IMPOSTO AI PENSIONATI DI APRIRE UN CONTO CORRENTE ...

 ...PER POTER RISCUOTERE LE PENSIONI CON IMPORTO SUPERIORE A MILLE EURO, ECCO IL VERO MOTIVO:

Adesso Equitalia pignora anche le pensioni
Non sapendo più come dissanguare i cittadini, quelli di Equitalia ne hanno pensata un’altra e stavolta è davvero geniale: pignorare (ai sensi dell’art. 72 bis del D.P.R .n 602/73) direttamente le pensioni e gli stipendi congelando i conti correnti dei cittadini morosi.

Sta accadendo in queste ore a Catanzaro dove la società di riscossione sta procedendo all’espropriazione delle somme depositate in banca, anche di quelle accreditate a titolo di pensioni e assegni sociali al minimo erogati dall’ Inps. Insomma, con questa operazione Equitalia nega l’unica forma di sostentamento a molti anziani e a molte famiglie cadute disgraziatamente nel vortice della morosità a causa dell’eccessivo accanimento fiscale del governo (e di conseguenza degli enti locali) sulle categorie più deboli.

A nulla è valsa la protesta dei pensionati che hanno informato la società che le pensioni erogate rappresentano l’unico mezzo di sostentamento per i propri nuclei familiari. “La particolarità della vicenda -denuncia l’Associazione Codici che sta seguendo il caso- sta nel fatto che né l’Agente della riscossione né le banche hanno inteso disporre lo svincolo delle somme canalizzate a titolo di pensione (spesso sociale) malgrado la disperata e reiterata richiesta degli interessati che, proprio a causa di tale indisponibilità, non sono neanche nelle condizioni di poter fare fronte alle spese legali per adire l’ autorità giudiziaria non ricorrendo le condizioni per l’ assistenza con il gratuito patrocinio a causa del reddito da pensione percepito l’anno precedente”.

Da Adesso Equitalia pignora anche le pensioni del 11 maggio 2012

CGIL (SERVI DI ROMA) SI DIMENTICA E FORSE APPROVA I PIGNORAMENTI E I SUICIDI ISTIGATI DALLO STATO ITALIANO PER MEZZO DI EQUITALIA

Comunicato stampa
Equitalia: Cgil, solidarietà verso i lavoratori, veri servitori dello Stato

11/05/2012 | Varie
 
Roma, 11 maggio . “Un'ennesima e gravissima aggressione nei confronti di lavoratori di Equitalia verso i quali vogliamo esprimere la nostra assoluta solidarietà. Difenderemo sempre il loro lavoro e la loro dignità contro un clima pericoloso, alimentato da una crisi drammatica, e da una inquietante demagogia sui temi del fisco”. E' quanto affermano in una nota il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, e il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari.

“Si punta con troppa facilità - proseguono - il dito contro questi lavoratori che non solo operano in condizioni difficili, con salari modesti e circondati da un clima di odio e sospetto, ma che devono spesso applicare regole e imposizioni vessatorie che altri hanno voluto e che adesso, troppo facilmente, condannano”. I lavoratori di Equitalia, aggiungono, “agiscono per la legalità. per contrastare l'evasione e sono devi veri e propri servitori dello Stato. Saremo sempre al loro fianco per contrastare una cultura demagogica e populista”, concludono Megale e Solari.
 
 

domenica 6 maggio 2012

EQUITALIA: LA GRANDE BUGIA DEI COMUNI




La versione di Equitalia: i sindaci non devono disdire alcun contratto con Equitalia perche’ e’ la legge approvata nel 2011 a prevedere che i comuni gestiscano da soli l’attivita’ di riscossione dall’1 gennaio 2013.

Termine che e’ stato prorogato dal Parlamento di un anno (inizialmente era fissato per il primo gennaio 2012) per accogliere le richieste fatte proprio dai Comuni, anche tramite l’Anci, a piu’ riprese (da ultimo durante l’audizione dell’Anci alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera del 9 dicembre 2011). Quindi ‘gli annunci di alcuni sindaci di voler disdire il contratto con Equitalia appaiono pretestuosi, visto che e’ una norma dello Stato a imporre ai Comuni di gestire in proprio l’attività di riscossione’.

Equitalia ricorda, infine, che ‘i Comuni dal 1997 hanno la facolta’ di disciplinare autonomamente le forme e le modalita’ della riscossione delle proprie entrate. Se fino a oggi non l’hanno fatto un motivo ci sara”.

Tratto da Giornalettismo del 3 maggio 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK

venerdì 4 maggio 2012

NEL MOMENTO IN CUI ACCETTIAMO DI SVENDERE IL NOSTRO TERRITORIO ...

La Sardegna operaia: da comparsa a protagonista

E’ di questi giorni la notizia dell’arrivo di un gruppo di operai tedeschi nella centrale termoelettrica E-ON di Fiume Santo. Il fatto ha suscitato negli animi dei lavoratori locali sconcerto e ira, sebbene non sia la prima volta che avviene una cosa del genere. Potrebbe essere legittimo porsi il problema se vivessimo in una società chiusa nei propri confini, dunque non globalizzata. Ma la realtà in cui viviamo ci dice tutt’altro.
Se vogliamo essere del tutto onesti con noi stessi, non possiamo non ricordare le migliaia di operai sardi specializzati che hanno, loro malgrado, abbandonato l’isola in cerca di lavoro nell’industria oltre Tirreno. Non possiamo dimenticarci neanche di coloro che negli anni ‘50 e ‘60 dall’Italia s’insediarono nelle coste sarde per costruire, in seguito al “piano di rinascita”, quelle industrie che oggi sono al collasso e che difficilmente rivedranno tornare a pieno regime la produzione. La città di Porto Torres, ad esempio, ha visto raddoppiare la sua popolazione in soli vent’anni, passando dagli 11.000 del 1960 ai 21.000 del 1980, cosi come è accaduto a quella di Sarroch negli stessi anni. Boom di nascite? No, immigrazioni.

CONTINUA A LEGGERE ...

 

 

MALEDETTA ITALIA: Mamoiada - impresario, a causa della crisi si è tolto la vita

Da impresario aveva dato occupazione a diversi giovani del suo paese, Mamoiada, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Poi, negli ultimi mesi, il precipizio della recessione. A mezzogiorno di venerdì scorso G.M. si è tolto la vita.
Che si è tradotto nel fermo dell'azienda, fino alla difficilissima decisione di licenziare i due figli che si trovano alle sue dipendenze.
Era mezzogiorno, venerdì scorso, quando G.M., 55 anni, arrivato nella sua vigna ha deciso di uccidersi con un colpo di pistola. Non ha lasciato nessun biglietto ma più d'uno a Mamoiada sussurra che si possa trattare dell'ennesima cronaca di una disperazione dovuta a mancanza di lavoro.

Da L'Unione Sarda 29 aprile 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK

sabato 28 aprile 2012

TROPPI SUICIDI, MOLLA EQUITALIA L'AVVOCATO DE FALCO SI RIFIUTA DI DIFENDERLA: «DISTRUGGE LE FAMIGLIE»

a deciso di non difendere più Equitalia per i troppi suicidi causati dalla crisi economica: «Non la difenderò più e rinuncerò al mio onorario per le cause fatte finora» ha dichiarato Gennaro De Falco.
L'avvocato ha lavorato fino a fine aprile nel pool che assiste la società pubblica per la riscossione dei tributi e che è in mano all'Agenzia delle entrate per il 51% e all'Inps al 49%.
Ma con l'aumentare delle vittime della recessione, De Falco non ce l'ha fatta più: secondo Federconsumatori i suicidi per cause economiche sono stati almeno 19 dall'inizio dell'anno.


CONTINUA A LEGGERE ...

Dal Veneto alla Sardegna, si moltiplicano i Comuni che scelgono di riscuotere le imposte in proprio. Così risparmiano municipi e cittadini.



Ci vuole così poco, che anche Gian Paolo Marras, sindaco di Ottana, lo ha già fatto. Basta approvare una delibera comunale, citando la normativa che dà potere agli enti locali di attivare la riscossione dei crediti secondo modalità proprie che velocizzino le operazioni. Le carte vincenti sono l’articolo 36 della legge 388/2000 e la 166/2011 che stabiliscono che i Comuni possono non servirsi della società creata da Agenzia delle entrate e Inps per la riscossione nazionale dei tributi.
http://www.liberoquotidiano.it/news/1000475/I-sindaci-italiani-licenziano-Equitalia.html

GESUINO MULEDDA (Rossomori): «Legge 44, non mi sento in colpa per i contributi revocati, gli errori sono stati fatti dopo»

Era lui, Gesuino Muledda, l'assessore all'Agricoltura ai tempi della famigerata legge 44: quella che nel 1988 garantì una serie di provvidenze agli agricoltori, che in parte poi furono considerate dall'Unione europea degli aiuti di Stato.
È per quella vicenda che molte aziende si sono trovate con l'acqua alla gola: il movimento anti Equitalia, che oggi protesta contro le cartelle esattoriali, nasce soprattutto sulla spinta di molti di quelli che sono stati chiamati a restituire, a distanza di tanto tempo, i contributi per abbattere i tassi di interesse dei mutui.

«Ma io non mi sento minimamente in colpa per la legge 44», assicura oggi Muledda: «La prima applicazione non fu mai contestata. Solo che alcuni anni dopo, per reagire alla siccità, anziché stanziare altri aiuti il Consiglio varò una Finanziaria che richiamava in vita quel provvedimento».

Nel frattempo erano cambiati i controlli comunitari, e puntualmente è arrivata da Bruxelles una richiesta di spiegazioni indirizzata al Governo italiano. Ma secondo l'ex assessore «il guaio è stato che, mentre l'Ue apriva una procedura di infrazione, è stata applicata la procedura altre tre volte. A quel punto le parti si sono irrigidite. Altre vicende simili sono finite con l'Europa che diceva: facciamo salvi gli effetti già prodotti, ma non accada più. Invece stavolta hanno ordinato all'Italia il recupero delle somme che erano state distribuite in maniera illegittima».

Da L'Unione sarda del 27 aprile 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK