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venerdì 4 maggio 2012

3000 GIOVANI TORNANO A FARE I PASTORI

In Italia circa tremila giovani hanno scelto di mettersi alla guida di un gregge come precisa scelta di vita per non arrendersi alla crisi provocata dalle delusioni dell'economia di carta. E' quanto stima la Coldiretti, in occasione delle rilevazioni Istat sull'occupazione, nel sottolineare che si tratta in gran parte di giovani che intendono dare continuita' all'attivita' dei genitori ma ci sono anche ingressi ex novo spinti da una scelta di vita alternativa a contatto con gli animali e la natura.

Quando a guidare il gregge sono i piu' giovani si assiste secondo la Coldiretti ad un impulso nell'attivita' con il 78 per cento dei giovani investe - anche nella crisi - sul miglioramento dei prodotti aziendali. La diffusa capacita' di innovazione si concentra sulla qualita' e sulla sicurezza del prodotto ma anche nella capacita' di presidiare il mercato attraverso nuove formule commerciali come la vendita diretta del proprio prodotto.

...Simone Cualbu e' un allevatore di 35 anni di Gavoi e conduce, in agro di Macomer, un'azienda agricola con ordinamento ovi-caprino di 75 ettari con 300 capi.
Il formaggio (DOP), prodotto esclusivamente con latte crudo di pecora di razza sarda allevate al pascolo, viene affumicato e successivamente portato a stagionare nelle cantine a Gavoi.

La passione per il suo lavoro non gli ha fatto dimenticare l'impegno civile. E' Presidente della Coldiretti di Nuoro-Ogliastra ed e' anche componente del direttivo del Consorzio di Tutela del formaggio Fiore Sardo (DOP) nonche' Presidente del Consorzio Produttori Storici Pastori. La presenza dei giovani e' una garanzia per il futuro della pastorizia in Italia dove si producono - sottolinea la Coldiretti - oltre 60 milioni di chili di formaggi pecorini dei quali oltre la meta' a denominazione di origine (Dop).

  All'esportazione va oltre il 25% della produzione. Nella produzione Made in Italy a denominazione di origine a fare la parte del leone - continua la Coldiretti - e' il Pecorino Romano Dop che copre l'80%, ma hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di origine anche il pecorino Sardo, il Siciliano e il Toscano e quello di Filiano oltre al Fiore Sardo ed al Canestrato Pugliese.

La pastorizia e' un mestiere ricco di tradizione che ha anche un elevato valore ambientale e dalla sua sopravvivenza dipende la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversita' del territorio, dalla rustica pecora sarda alla pecora sopravissana dall'ottima lana, dalla pecora comisana con la caratteristica testa rossa a quella massese dall'insolito manto nero che rappresentano un patrimonio di biodiversita' il cui futuro e' minacciato da un concreto rischio di estinzione.

Tra i fattori che mettono a rischio il futuro della pastorizia ci sono il fatto che - sostiene la Coldiretti - piu' della la meta' della carne di agnello in vendita e' importata, soprattutto dai paesi dell'est, all'insaputa dei consumatori e spacciata come Made in Italy perche' non e' stato ancora introdotto l'obbligo di indicare l'origine in etichetta previsto dalla legge nazionale sostenuta dalla Coldiretti ed approvata all'unanimita' dal Parlamento.

E non va meglio per il latte. Dalla mungitura quotidiana di una pecora si ottiene in media solo un litro di latte che viene pagato attorno ai 70 centesimi al litro ben al di sotto dei costi di allevamento si avvicinano all'euro. Qui a pesare - conclude la Coldiretti - e' la concorrenza sui mercati internazionale dei pecorini low cost prodotti soprattutto nell'est Europa e spacciati come Made in Italy.

2 maggio 2012

AGI

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MALEDETTA ITALIA: Mamoiada - impresario, a causa della crisi si è tolto la vita

Da impresario aveva dato occupazione a diversi giovani del suo paese, Mamoiada, pendolari verso la costa per costruire case di villeggiatura. Poi, negli ultimi mesi, il precipizio della recessione. A mezzogiorno di venerdì scorso G.M. si è tolto la vita.
Che si è tradotto nel fermo dell'azienda, fino alla difficilissima decisione di licenziare i due figli che si trovano alle sue dipendenze.
Era mezzogiorno, venerdì scorso, quando G.M., 55 anni, arrivato nella sua vigna ha deciso di uccidersi con un colpo di pistola. Non ha lasciato nessun biglietto ma più d'uno a Mamoiada sussurra che si possa trattare dell'ennesima cronaca di una disperazione dovuta a mancanza di lavoro.

Da L'Unione Sarda 29 aprile 2012

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domenica 22 aprile 2012

ECONOMIA & LAVORO: LA CRISI DEL SETTORE ALIMENTARE

Presa diretta "Terra e Cibo" 

 RAI 3 puntata del 9 / 10 / 2011 

 

 

 AD 1:02:37 LA PROTESTA DEI PASTORI SARDI

 

MALEDETTA ITALIA E I SUOI SERVI: Artigiano sardo perde il lavoro e si suicida

Un artigiano edile di 52 anni, rimasto senza lavoro, si e' impiccato in Sardegna perche' non sapeva piu' come fare per mantenere la famiglia, moglie e tre figli.

"Scusatemi, ma forse non e' solo colpa mia" ha scritto in un messaggio ai familiari lasciato sul tavolo usato per raggiungere la fune con la quale si e' tolto la vita.

L'artigiano, secondo quando pubblica il quotidiano L'Unione Sarda, era uscito di casa, in un paese dell'oristanese, due giorni fa e aveva fatto perdere le proprie tracce.

Il telefono cellulare squillava a vuoto e le ricerche non avevano dato esito. Solo ieri un cognato ho controllato un locale che G. N. usava come deposito attrezzi, scoprendo il corpo appeso ad una trave.

Il blocco dell'edilizia in tutta la Sardegna aveva fatto perdere il lavoro all'artigiano e, come hanno raccontato i parenti, tutte le sue richieste di aiuto per ottenere qualche commessa erano cadute nel vuoto.

Nella lettera d'addio, l'uomo ha chiesto scusa alla famiglia, rivolgendosi soprattutto al figlio piu' piccolo. Proprio in ieri a Siliqua (Carbonia-Iglesias) si e' svolta una fiaccolata per ricordare tutte le persone che si sono suicidate in Italia, travolte dalla crisi.
Alla marcia silenziosa hanno partecipato in oltre 2.000.

Da Rainews24 del 22 aprile 2012

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giovedì 19 aprile 2012

EFFETTO IMU, FAMIGLIE COSTRETTE A VENDERE LE SECONDE CASE

L'effetto Imu - e più in generale, delle nuove tasse - si farà sentire presto sui prezzi delle case, che subiranno una drastica diminuzione. Tanto che a fine anno, i valori delle case si ridurranno del 20%, con punte superiori al 50 per cento. È l'allarme rosso lanciato da Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, che parla di un'inversione significativa del trend del mercato immobiliare.
«Il mercato delle case è dominato dal comportamento delle famiglie, e a marzo 2012, per la prima volta, il sentiment delle famiglie per gli investimenti immobiliari si è raffreddato. Infatti, il 41% delle famiglie dice che i prezzi delle case sono diminuiti, e nelle grandi città questa quota sale al 44%. Una percentuale significativa di persone, insomma, dice che i prezzi degli immobili stanno calando».

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