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domenica 1 luglio 2012

Doddore Meloni a Porto Torres Continua marcia per l'indipendenza

Beniamino Scarpa incontra Doddore Meloni (foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)
Beniamino Scarpa incontra Doddore Meloni 
(foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)
 
 
PORTO TORRES. La “marcia per l’indipendentismo” promossa da Doddore Meloni, responsabile del movimento Paris – Malu Entu, ha fatto tappa questa mattina a Porto Torres. Doddore Meloni, accompagnato da Pino Giordo e Sandro Mascia, ha incontrato il sindaco Beniamino Scarpa nel Palazzo del Marchese, sede istituzionale del Comune di Porto Torres. Meloni ha illustrato al primo cittadino l’attività di sensibilizzazione svolta in queste settimane in diversi Comuni della Sardegna per difendere la legittimità della consultazione sull'indipendenza del popolo sardo, promossa dal movimento e bocciata dall’Ufficio regionale per il referendum. Il sindaco e il rappresentante indipendentista hanno convenuto sulla necessità che venga garantito ai cittadini il diritto a esprimersi. Doddore Meloni ha annunciato che la marcia per l’indipendentismo proseguirà domani a Sassari e toccherà nei prossimi giorni anche altri centri del Nord Sardegna. 
 

sabato 2 giugno 2012

CHIMICA VERDE: La Asl di Sassari blocca il cantiere, servono ulteriori analisi ambientali. I sindacati italiani protestano

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 15.53 ·



Appena aperto il cantiere per la realizzazione a Porto Torres del polo della chimica verde più grande d’Europa, i lavori sono stati subito sospesi.

Il «giallo» stamattina quando i lavoratori hanno visto arrivare i tecnici della Asl che hanno comunicato loro che servono ulteriori analisi ambientali e che dunque i lavori non possono partire. Ora - spiegano i sindacati - serviranno almeno altri 10 giorni, prima della riapertura ufficiale del cantiere. Una sospensione inaspettata, che ha mandato su tutte le furie i sindacati, visto che già i lavori erano cominciati con forte ritardo.

Sembrava che tutti i permessi a costruire fossero arrivati, invece secondo la Asl di Sassari mancano ancora alcune verifiche ambientali. Il piano di Matrica prevede la costruzione, nel tempo, di sette impianti più una centrale a biomasse, per un investimento totale di 500 milioni di euro.

Il primo intervento del più ampio progetto di totale riconversione del polo industriale sardo prende vita oggi con l’avvio della Fase 1 che prevede la realizzazione di due impianti che dovrebbero diventare operativi nel giugno 2013 e una volta a regime, nell’arco di quattro o cinque anni, potrebbero garantire occupazione a circa 700 persone.

Sempre per il 2013 è previsto l’avvio della Fase 2 che prevede la creazione di ulteriori tre impianti e della centrale a biomasse che potrebbero essere a regime già nel 2014-2015. La conclusione dell’intero progetto è ipotizzabile, invece, per il 2016 quando saranno completati anche gli ultimi due impianti e tutto lo stabilimento sarà consolidato e produttivo.

Tratto da La Nuova sardegna del 30 maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

Chimica verde, la Regione conferma: "Dal ministero via libera alla fase 1"



 (foto: Ufficio stampa Eni)
(foto: Ufficio stampa Eni)
PORTO TORRES. L’assessore  della difesa dell’Ambiente, Giorgio Oppi comunica che oggi il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha dato il via libera definitivo alla fase 1 delle attività relative alla “Chimica Verde”, concedendo  la restituzione all’uso dell’area zona meridionale del settore A dello stabilimento Syndial di Porto Torres (“Sito”)  e  consente di conseguenza l’immediato avvio dei cantieri di Matrica.
La restituzione all’uso dell’area, per la quale l’Assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente, la  Provincia di Sassari e l’ARPAS avevano fornito congiuntamente parere favorevole, prevede il monitoraggio delle acque di falda e l’inclusione dell’area stessa nel progetto di bonifica già approvato, al fine di scongiurare ogni pur minimo rischio per la salute dei lavoratori destinati all’attività.
Questo parere, tanto atteso dal territorio, fornisce una prima risposta alle istanze dei lavoratori di Porto Torres  coinvolti nella riconversione industriale dell’area.
 

venerdì 4 maggio 2012

NEL MOMENTO IN CUI ACCETTIAMO DI SVENDERE IL NOSTRO TERRITORIO ...

La Sardegna operaia: da comparsa a protagonista

E’ di questi giorni la notizia dell’arrivo di un gruppo di operai tedeschi nella centrale termoelettrica E-ON di Fiume Santo. Il fatto ha suscitato negli animi dei lavoratori locali sconcerto e ira, sebbene non sia la prima volta che avviene una cosa del genere. Potrebbe essere legittimo porsi il problema se vivessimo in una società chiusa nei propri confini, dunque non globalizzata. Ma la realtà in cui viviamo ci dice tutt’altro.
Se vogliamo essere del tutto onesti con noi stessi, non possiamo non ricordare le migliaia di operai sardi specializzati che hanno, loro malgrado, abbandonato l’isola in cerca di lavoro nell’industria oltre Tirreno. Non possiamo dimenticarci neanche di coloro che negli anni ‘50 e ‘60 dall’Italia s’insediarono nelle coste sarde per costruire, in seguito al “piano di rinascita”, quelle industrie che oggi sono al collasso e che difficilmente rivedranno tornare a pieno regime la produzione. La città di Porto Torres, ad esempio, ha visto raddoppiare la sua popolazione in soli vent’anni, passando dagli 11.000 del 1960 ai 21.000 del 1980, cosi come è accaduto a quella di Sarroch negli stessi anni. Boom di nascite? No, immigrazioni.

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sabato 28 aprile 2012

Veleni a Porto Torres: il processo Vinyls Italia di nuovo assente

SASSARI. Va avanti a rilento il processo per disastro ambientale a Porto Torres che vede anche l'Eni sul banco degli imputati. Anche stamattina in corte d'Assise, durante l'udienza del procedimento partito il 5 marzo, non si è fatto vivo nessuno in rappresentanza di Vinyls Italia: il difetto di notifica che aveva richiesto il rinvio la volta scorsa, continua a mettere i bastoni tra le ruote ai giudici Pietro Fanile e Teresa Castagna. E proprio Pietro Fanile ha dichiarato che i commissari straordinari Vinyls “non si stanno comportando bene”.

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IL PROCESSO PER I VELENI A PORTO TORRES, ANCHE L'ENI TRA GLI IMPUTATI

In Tribunale a Sassari il processo per i veleni a Porto Torres.

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FLOTTA SARDA: NAVE "CORAGGIO" DA 1 GIUGNO SU PORTO TORRES-SAVONA

Al via il primo giugno il collegamento Porto Torres-Vado Ligure (Savona) operato dalla cosiddetta Flotta sarda attraverso la Saremar, la compagnia di navigazione controllata dalla Regione. E' stato infatti siglato un accordo con la Grimaldi holding per il noleggio, sino a settembre, della motonave "Coraggio". Quella con Savona e' la seconda tratta attivata quest'anno, sullo schema gia' collaudato la scorsa estate, e segue l'avvio dei collegamenti, partiti il 16 gennaio, tra Olbia e Civitavecchia con i traghetti Saremar "Scintu" e "Dimonios".

Da Ansa del 26 aprile 2012

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PORTO TORRES: Vinyls, Regione parte civile per i danni provocati nel tempo dal petrolchimico

La Regione si costituirà parte civile nel processo a carico dei rappresentanti di Syndial, Sasol Italia e Vinyls. La decisione, su proposta dello stesso presidente Ugo Cappellacci, è stata presa dall'intero esecutivo all'unanimità. L'obiettivo della giunta regionale mira a ottenere un risarcimento danni da parte delle aziende coinvolte nel disastro ambientale verificatosi nel corso degli anni, a partire dal 2005, nel golfo di Porto Torres.

L'INTERESSE In particolare, le direzioni generali degli assessorati del Turismo e della Sanità, oltre a quella dell'Agenzia regionale del distretto idrografico, hanno proposto, con altrettante note diverse, la resistenza in giudizio «sussistendo l'interesse, in quanto i reati contestati hanno cagionato danni alla Regione Sardegna».

LE ACCUSE Nel capo di imputazione, formulato dal pubblico ministero e fatto proprio dal giudice delle udienze preliminari, a Gian Franco Righi (Syndial), Guido Safran (Sasol Italia), Diego Carmello (Ineos Vinyls) e Francesco Maria Apeddu (Ineos), amministratori delle società, i reati di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze destinate all'alimentazione (fauna ittica) e altre violazioni connesse allo scarico di acque reflue industriali.

LE PARTI OFFESE Nel lungo elenco ci sono la Presidenza del Consiglio dei ministri che, all'apertura del processo il mese scorso, aveva fatto sapere della sua costituzione e il ministero dell'Ambiente. Non ci sarà alcuna richiesta di risarcimento in denaro, è stato sottolineato, ma la semplice volontà di stare vicino alla pubblica accusa, alle amministrazioni comunale e provinciale, all'associazione Anpana, ai maestri d'ascia Polese. Quelli, cioè, che hanno subìto i danni maggiori.
Alla base di tutto, il blitz dei militanti Irs, che fecero partire le indagini. Era stata proprio un'azione degli indipendentisti, con in testa il loro leader Gavino Sale, nel 2003, a sollevare il velo sul mistero degli scarichi del petrolchimico.

Da L'Unione Sarda del 25 aprile 2012

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domenica 15 aprile 2012

NOTIZIE DAL VENETO ...Sono 57 i cosiddetti Sinda disinquinare

NOTIZIE DAL VENETO ...
Sono 57 i cosiddetti Sin (siti di interesse nazionale) da disinquinare, tra cui ...SULCIS: polo di alluminio a Portovesme, PORTO TORRES: polo chimico (Eni e altri) (si segnala il progetto di investimenti nella chimica verde) e LA MADDALENA: la base Usa con sommergibili atomici.


Ambiente, bonifica e riqualificazione area industriale Venezia-Porto Marghera, accordo di programma con il ministro Clini