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mercoledì 11 luglio 2012

PARTITO DEMOCRATICO & ANTONELLO CABRAS: Proseguire il lavoro del Governo Monti oltre il 2013

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno mercoledì 11 luglio 2012 alle ore 0.49 ·
 



Con un documento-appello pubblicato oggi sul Corriere della sera, 15 esponenti del Partito Democratico chiedono al partito di farsi interprete fedele della cosiddetta Agenda Monti, cosi' da poter proseguire il lavoro cominciato dai tecnici oltre il 2013.

La lettera e' firmata da Alessandro Maran, Antonello Cabras, Claudia Mancina, Enrico Morando, Giorgio Tonini, Magda Negri, Marco Follini, Marilena Adamo, Paolo Gentiloni, Paolo Giaretta, Pietro Ichino, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti, Umberto Ranieri e Vinicio Peluffo.

Il testo, spiegano i firmatari, sara' oggetto di discussione a Roma, in occasione dell'assemblea convocata venerdi' 20 luglio alle 16,30 presso le scuderie di Palazzo Ruspoli. "Vogliamo operare per il pieno superamento, nel Partito Democratico, di ogni residua ambiguita' sul giudizio circa l'azione svolta fino ad oggi dal Governo Monti", spiegano gli esponenti democratici: "Intendiamo promuovere nel Pd una seria discussione sulle strade che vanno intraprese perche' obiettivi e principi ispiratori del governo dell'agenda Monti possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di se' anche la prossima".

Da AGI del 10 luglio 2012

«SPARITI I SOLDI PER LA BONIFICA DEI POLIGONI SARDI»

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 5 luglio 2012 alle ore 19.17 ·
 



PROTESTA IL PARLAMENTARE OLBIESE DEL PD, GIANPIERO SCANU, MA IL SUO PARTITO APPOGGIA IL GOVERNO MONTI.

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Tra le forbici del premier Mario Monti sono finiti di fatto anche i fondi che dovevano essere destinati alla bonifica dei poligoni sardi di Quirra, Teulada e Capo Frasca. Attraverso un comma della bozza delle revisione dei costi della spesa (spending rewiew) che lascia spazi a pochi fraintendimenti: «Spetta al Governo, con apposito decreto, stabilire se e quanto le aree siano inquinate».

E pazienza se a Quirra sono stati spesi due milioni di euro per le analisi ambientali, se un'inchiesta della Procura di Lanusei ha individuato tracce fuorilegge di sostanze radioattive nei territorio utilizzati dal 1950 a oggi per i test di armi. E se addirittura la Penisola di Capo Teulada è stata bollata come “interdetta”, recuperabile solo attraverso bonifiche «lunghe e costose» dal Cnr di Ancona.

E non è tutto: la bozza del Governo Monti prevede anche il taglio da 21 a 11 milioni dei fondi destinati al risarcimento di chi è ammalato di tumori dopo una missione all'Estero, il servizio nei poligoni sardi e per aver abitato o lavorato nei pressi delle basi militari.

A guidare la rivolta contro la bozza del Governo è il parlamentare olbiese del Pd, Gianpiero Scanu. Personaggio mica da poco nel panorama politico nazionale: è uno dei relatori del disegno di legge di riforma della Difesa che prevede la razionalizzazione delle forze armate e la riduzione da 170 a 140 mila dei graduati, oltre che componente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito.

Soprattutto Scanu è il padre di un disegno che punta a bonificare i poligoni sardi, chiudere Teulada e Capo Frasca e concentrare ogni attività a Quirra, vietando quelle pericolose per ambiente e salute. «Il tentativo del Governo di declinare le proprie responsabilità riservandosi il compito di stabilire per decreto il livello di tollerabilità degli agenti inquinanti nei territori dei poligoni rappresenta una scelta di inciviltà politica e di banditismo giuridico», dichiara Scanu. «Sono pronto a dimettermi dai miei incarichi nella commissione Difesa».

Si uniscono alla protesta il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, il presidente della commissione Politiche sociali della Provincia di Cagliari, Emanuele Armeni (Pd), e Falco Accame, il presidente Anavafaf: «È semplicemente ignobile la proposta di ridurre i fondi per i malati di tumore, vittime da uranio impoverito e delle nano particelle di metalli pesanti delle nostre stesse armi».  
Paolo Carta

Da L'Unione Sarda del 5 luglio 2012

sabato 26 maggio 2012

LA SARDEGNA E’ OPPRESSA DALL’ITALIA, PERCHÉ LA NOSTRA CLASSE POLITICA SI RENDE SERVILE VERSO ROMA.

Auspico un intervento del Presidente della Repubblica affinché verifichi che l'azione dell'esecutivo, che ha prestato giuramento nelle sue mani, sia rispettosa della Costituzione, della leale collaborazione Istituzionale e di quell'unità nazionale che non può essere minacciata da atteggiamenti che sembrano concretizzare una secessione al contrario.
(Ugo Cappellacci)
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/274402

ROMA SI APPROPRIA DI 180 MILIONI DOVUTI AI COMUNI SARDI


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno venerdì 25 maggio 2012 alle ore 20.42 ·
 


I FONDI DELLE ACCISE SULL'ENERGIA
Non sono solo i contribuenti a essere presi di mira dallo Stato, che chiede soldi per tappare i buchi di bilancio. Da Roma arrivano nuovi diktat. Le accise comunali saranno incamerate dallo Stato, e dovrà essere la Regione a compensare i fondi mancanti ai Comuni. Peccato, però, come dimostra la vertenza entrate, che lo Stato debba alla Sardegna una bella sommetta, conservata nelle casse romane. E chiederla indietro finora è stato praticamente inutile.

LE ACCISE RUBATE Fino ad ora, i Comuni incassavano una quota delle accise pagate dai contribuenti sulle bollette per il consumo di energia elettrica. Lo Stato raccoglieva le somme e poi le divideva fra tutti i fratellini, gli enti locali presenti sul territorio italiano.

Ebbene, dal primo aprile scorso, il Governo Monti ha deciso di cambiare registro. Bisogna fare cassa, lo sappiamo, è questo l'imperativo dell'attuale esecutivo, se poi non si garantiscono i servizi essenziali ai cittadini, non è un problema del Governo ma dei sindaci, che infatti sono sul piede di guerra e il 31 maggio si ritroveranno a Venezia per contestare le decisioni di Roma.

Quindi la norma che prevedeva il trasferimento delle accise sulle bollette elettriche ai Comuni è stata abrogata. «Il minor gettito per gli enti locali», si legge nel decreto del 2 marzo (articolo 4, comma 10), «derivante dall'attuazione del presente comma, è reintegrato agli enti medesimi dalle rispettive Regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano».

I NUMERI E il conto, per i Comuni, non è da poco. Soltanto nell'anno in corso, i 377 paesi della Sardegna perderanno 180 milioni di euro, mentre il prossimo anno dovranno fare a meno di 239 milioni. Una somma che forse non è enorme, ma permetteva ai Comuni di far fronte ad alcuni servizi essenziali. «Per il mio Comune, la somma si aggira intorno ai 40 mila euro, ma per noi è vitale, così come lo sono tante altre voci di bilancio. E poi i centri più grossi perderanno anche alcuni milioni di euro», spiega Cristiano Erriu, presidente dell'Anci Sardegna, l'associazione dei Comuni, e primo cittadino di Santadi.

LA RICHIESTA L'Anci ha subito chiesto un incontro urgente alla Regione, in particolare agli assessori degli Enti locali, Nicolò Rassu, e del Bilancio, Giorgio La Spisa, per trovare una soluzione al mancato introito dei fondi versati dai cittadini sardi attraverso le bollette elettriche. La Regione deve reintegrare queste somme, «recuperate per effetto del minor concorso alla finanza pubblica» da parte degli enti a Statuto speciale.
Allo stesso tempo, però, non va dimenticato che la vertenza sulle entrate è ancora aperta con Roma. Difficile, dunque, garantire subito quelle somme ai Comuni, che devono fare i conti anche con il maggior prelievo dei fondi Imu (la metà del gettito proveniente da seconde case e immobili commerciali va direttamente allo Stato).

LA TESORERIA Inoltre, non pochi problemi sta creando anche la creazione della Tesoreria unica. Ora, per qualsiasi pagamento si deve fare capo a Roma, mentre prima i Comuni potevano avere un minimo di autonomia e anticipare le risorse per i servizi sociali oppure per altre spese urgenti. Ora, non è più così e per i cittadini aumenta il disagio. Anche perché la somma che dalle banche sarde ha preso la strada di Roma, secondo i calcoli dell'Anci Sardegna, non è inferiore ai 900 milioni di euro. Una somma che peserà sui bilanci delle banche, creando comunque un danno all'economia dell'Isola.
Giuseppe Deiana

Da L'Unione Sarda del 25 maggio 2012

VERTENZE ENTRATE: REGIONE SARDEGNA, VIE LEGALI CONTRO IL GOVERNO ITALIANO ANCHE IN “LIMBA SARDA”

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 24 maggio 2012 alle ore 18.53 ·
 



La diffida e la messa in mora al Governo Monti sulla vertenza entrate e' stata inviata in due lingue al presidente del Consiglio: in italiano e in limba sarda.

Lo annuncia il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che stamane ha abbandonato l'insediamento del tavolo sul federalismo e che ha preannunciato al ministro Gnudi l'arrivo dell'ufficiale giudiziario a Palazzo Chigi.

''Da questo momento - ha aggiunto il presidente - le nostre comunicazioni con l'Esecutivo saranno scritte sia in italiano che nella lingua dei nostri avi.
Vogliamo ribadire cosi' il nostro orgoglio e la nostra identita' sarda: quella di un popolo con storia, tradizioni, cultura e lingue proprie.

Il nostro non e' un piagnisteo assistenzialista, ma e' la rivendicazione di rispetto, di pari dignita, di cio' che spetta di diritto alla nostra isola. Vogliamo perseguire la via dello sviluppo con progetti che abbiano origine in Sardegna, rispettosi dei nostri valori e del nostro immenso patrimonio ambientale e paesaggistico, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo.

Nel corso della storia - ha concluso Cappellacci - tutte le volte che l'Italia ha chiamato, la Sardegna ha risposto e ha dato il suo contributo. Purtroppo non possiamo dire che a parti invertite sia accaduto lo stesso''.

Da Asqn del 24 maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

ECCO PERCHÈ MONTI IMPONE UN CONTO CORRENTE PER I PENSIONATI ...

EQUITALIA COSÌ PUÒ PIGNORARE L'INTERA PENSIONE
Dall'Ottobre scorso, il governo italiano ha concesso nuovi poteri ad Equitalia, tra cui quello di prelevare direttamente dai conti correnti dei debitori. Se un cittadino ha un debito, Equitalia può svuotargli il conto corrente per recuperare l'insoluto: indipendentemente dalla provenienza di tali soldi, e se ci trova 1.000€ preleva quelli.
http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/05/ecco-perche-monti-impone-un-conto.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FBOqVu+%28I+segreti+della+casta+di+Montecitorio%29

giovedì 17 maggio 2012

QUANDO CI SEPARIAMO DALL'ITALIA ...E' SEMPRE TROPPO TARDI !


Bankitalia, il debito pubblico continua a salire.
Nonostante la politica del rigore del governo di Mario Monti (appoggiato da Pdl, Pd, e Udc) il debito pubblico continua a salire. Bankitalia ha annunciato che a marzo il debito pubblico italiano ha toccato la cifra record di 1.946 miliardi di euro.

lunedì 14 maggio 2012

GOVERNO MONTI, APPOGGIATO DAL PDL, PD E UDC ...stanzia 2,3 miliardi per il Sud, per la Sardegna neanche un euro




La Sardegna beffata dal governo Monti. Nel piano per il Sud - che stanzia 2,3 miliardi di investimenti - l'Isola non c'è. Soldi solo per Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.

Ancora una beffa per la Sardegna. Inascoltata sul Patto di stabilità, in credito sul versante delle Entrate e con la Finanziaria impugnata dal Governo Monti, ora viene scippata dei miliardi per il Sud destinati a crescita e sociale. Dalla rimodulazione dei fondi europei (2,3 miliardi, che andranno a Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) l'Esecutivo ha infatti escluso l'Isola. Il governatore Ugo Cappellacci e l'assessore Simona De Francisci protestano: «È l'ennesima penalizzazione».

LA RICHIESTA SUL SOCIALE È soprattutto l'esclusione dai fondi per l'inclusione sociale (850 milioni sul totale di 2,3 miliardi) a preoccupare il presidente della Regione e il responsabile della Sanità. Immediato l'appello al Governo Monti: «Occorre che l'Esecutivo adotti per la Sardegna un piano sul sociale che consenta anche alla nostra Regione di poter contare su finanziamenti per l'assistenza e di poter spendere i propri fondi in deroga al Patto di Stabilità». Per Cappellacci e De Francisci «è positivo che il Governo abbia rimodulato fondi comunitari bloccati a favore di interventi per il sociale. Interventi, tra l'altro, che la nostra Regione sta attuando da tempo grazie a progetti innovativi. A questo punto però, anche i sardi, e in particolare le fasce più deboli della popolazione, aspettano la stessa attenzione dal Consiglio dei ministri: è necessario un Programma almeno triennale in grado di consentirci di spendere tutti i fondi che rischiano di rimanere fermi a causa del Patto di stabilità». E ancora: «Il fatto di essere una Regione Obiettivo Competitività», concludono presidente e assessore, «non deve penalizzare una realtà come la Sardegna, considerata la crisi che stiamo attraversando, né essere un requisito per cui il Governo non mostri lo stesso riguardo riservato ad altre Regioni del Meridione d'Italia».

LAVORO Antonio Satta, segretario nazionale dell'Unione popolare cristiana (Upc), rivolge invece la sua riflessione alla seconda tranche della partita dei fondi europei: il miliardo e mezzo circa destinato alla crescita e, in particolare, alla promozione delle iniziative imprenditoriali innovative. Satta considera il Piano per il Sud del Governo Monti sbagliato concettualmente: «Avrebbe dovuto privilegiare le aree deindustrializzate della Sardegna, per permetterne il rilancio», dice l'ex deputato gallurese. «Non servono interventi a pioggia, ma azioni mirate. La Sardegna sta pagando un grave tributo alla crisi, in fatto di perdita di posti di lavoro e di reddito disponibile».

PDL E PD Tra i consiglieri regionali, invece, regna lo stupore. Tanto che il capogruppo del Pdl Mario Diana sembra insinuare qualche dubbio sul fatto che, in viale Trento, qualcuno possa essersi perso qualche passaggio istituzionale: «Pare impossibile pensare che il Governo sia arrivato a questa rimodulazione senza averne parlato nella conferenza Stato-Regioni», tuona. «Monti ha parlato chiaramente di un accordo raggiunto con le Regioni: per caso non corrisponde al vero?». Se Mario Diana è dubbioso, Giampaolo Diana, capogruppo del Pd, sferra bordate alla Giunta regionale e accusa il Governo nazionale di snobbare le esigenze dell'Isola: «A Roma cambia l'Esecutivo ma l'attenzione per la Sardegna continua a essere del tutto non rispondente alle attese dei sardi. L'unica costante che registriamo in questi tre anni è comunque l'assenza della Giunta regionale, e del presidente in particolare, che invece di brillare per la sua solita assenza avrebbe dovuto reagire immediatamente dal punto di vista politico. In situazioni come questa è già grave arrivare tardi. Se avessimo avuto una Giunta attenta e autorevole, capace di farsi sentire a Roma, forse non sarebbe andata a finire così».

IL SINDACATO Mario Medde, segretario della Cisl sarda, invoca invece l'indignazione dei sardi: «Non è più tempo di incontri politici, perché mentre si attende la loro convocazione il Governo Monti prende decisioni sulla nostra testa, da solo, tagliandoci fuori da tutto», dice il rappresentante di Bonanni nell'Isola. «Serve una forte mobilitazione di tutte le forze sociali, politiche ed economiche, da rafforzare con una grande manifestazione a Cagliari per reagire a quello che per il sindacato è un attentato all'autonomia della Sardegna e ai diritti dei sardi».
Lo. Pi.

Da L'Unione Sarda del 13 maggio 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE -

Monti impugna finanziaria regionale ma la sinistra che parla di ‘Autonomia’ se la prende con Cappellacci

Nuova prepotenza centralista contro la finanziaria regionale, giudicata dal Governo Monti incompatibile con le linee generali della finanza statale. Dalla Sardegna nessuna voce contro il Governo.
Dice bene lo scrittore Gianfranco Pintore, i riflessi pavloviani dei partiti italiani in Sardegna si fanno sentire:
Il 21 marzo scorso buona parte del Consiglio Regionale aveva votato a favore di un ordine del giorno teso ad appurare la lealtà dello Stato Italiano nei confronti della Sardegna. Oggi che il Governo impugna una finanziaria, che fanno i partiti italiani che sostengono l’Autonomia Sarda? Se la prendono con Roma? Macché. Se la prendono con la Giunta Cappellacci.
I capigruppo Giampaolo Diana (Pd) e Luciano Uras (Sel) hanno invitato Ugo Cappellacci («incapace») a dimettersi. [...] Per l’Idv Palomba: «Giunta e Consiglio inefficienti» (La Nuova, 12-05-12).
Pintore ricorda: “Si badi bene, questa follia non è appannaggio esclusivo del centrosinistra: le stesse reazioni ebbe il centrodestra quando Prodi bocciò le leggi dell’epoca Soru e particolarmente quella che nominava la sovranità del popolo sardo. Sono riflessi pavloviani che non si curano, essendo istintivi, degli effetti sugli amministrati e sulla qualità dell’autonomia sarda”.

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sabato 12 maggio 2012

Governo Monti stanzia 2,3 miliardi di euro di aiuti. Sardegna esclusa. Chi festeggiava Napolitano?



Palazzo Chigi sblocca 2,3 miliardi di euro a favore dell’infanzia e contro l’indigenza. Il piano del Governo, approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede sostegni mirati alla Regione Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Il resto (circa 167 milioni di euro) verrebbero ripartiti nel resto del territorio italiano.
La Sardegna è stata esclusa dal piano. Neppure pochi mesi fa il premier Monti e il Capo di Stato Napolitano avevano assicurato il massimo impegno a favore delle criticità dell’isola. Promesse puntualmente svanite alla prova dei fatti.

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