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giovedì 26 luglio 2012

QUIRRA: Cappellacci e Cherchi, a Roma per salvaguardare le attività operative e addestrative del poligono

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 14 luglio 2012 alle ore 20.07 ·
 

Come preannunciato, presso il Ministero della Difesa, il Sottosegretario di Stato, Dott. Gianluigi Magri, ha incontrato i rappresentanti del Ministero della Salute e dell’Ambiente, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, l’On. Ugo Cappellacci, e l’Assessore all’Agricoltura On. Oscar Cherchi.

L’INCONTRO, SVOLTO IN UN CLIMA DI PIENA E RECIPROCA COLLABORAZIONE, ha confermato, tra l’altro, lo stretto legame che unisce da tempo il Ministero della Difesa al territorio sardo.

Durante i colloqui sono state esaminate alcune ipotesi percorribili per la ricerca di un condiviso piano di azione e di interventi tesi a salvaguardare le attività operative ed addestrative presso il Poligono di Salto di Quirra conciliando nel contempo le legittime aspettative della comunità locale in termini di ripristino in tempi brevi dell’attività agropastorale nell’area e di prospettive future.

Tutti hanno convenuto che occorre definire un concreto progetto attuativo di bonifica del territorio che, attraverso adeguati stanziamenti e una coerente pianificazione di interventi pluriennali, porti al risultato auspicato, in coerenza anche con quanto formulato dalla Relazione intermedia sulla situazione dei Poligoni di tiro emanata dalla Commissione d’inchiesta del senato sull’uranio impoverito.

Al termine dell’incontro si è concordato di elaborare un comune percorso progettuale che sarà portato all’attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della comunità locale.
Lo rende noto il Ministero della Difesa italiana

Da A. P. del 12 luglio 2012

mercoledì 11 luglio 2012

QUESTI POLITICI ITALIANI SONO PROPRIO DEI PEZZENTI !


Se la Regione sarda rinuncia alle azioni legali contro lo Stato (italiano), il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano solleciterà il Governo a rispettare gli impegni sulla vertenza Sardegna e a versare all'Isola il miliardo e mezzo dovuto per le entrate tributarie.

LA SARDEGNA E' AMMINISTRATA DA POLITICI INCAPACI E SOTTOMESSI


Ugo Cappellacci a Napolitano: «Intervenga sulla vertenza entrate»


A SU MOLENTI SARDU CANTU OTTAS DU FRIGAS ?
http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/07/03/news/cappellacci-a-napolitano-intervenga-sulla-vertenza-entrate-1.5354058

CAPPELLACCI INCONTRA L'EMIRO DEL QATAR. Il summit segreto si è svolto a Roma

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 30 giugno 2012 alle ore 14.27 ·
 



Un altro incontro, segreto e ravvicinato, per mettere a punto la strategia degli investimenti turistici nel sud della Sardegna, ma per discutere anche di trasporti e di politica energetica, pare alla presenza di uno degli uomini più ascoltati di Silvio Berlusconi.
L’emiro del Qatar e Ugo Cappellacci si sono dati appuntamento nella Capitale, lontano da occhi indiscreti, ma la notizia è rimbalzata a Porto Cervo, dove è atteso in tempi brevi il ricambio dei dirigenti (andrebbero via quelli della Starwood per far posto a uomini di fiducia di Al Thani), nella tarda serata di ieri.

FACCIA A FACCIA
 Un colloquio a tutto campo, quello tra il governatore sardo e il nuovo proprietario della Costa Smeralda, organizzato alla fine del “blitz” italiano di Hamada bin Jaber Al Thani, che otto giorni fa era atterrato a Olbia con il suo Boeing 747, a poche ore dall’ormeggio nella baia di Cala di Volpe del suo yacht Al Mirqab, quasi 140 metri di lusso sfrenato.
Al summit, almeno per una parte, avrebbe partecipato anche Valentino Valentini, il consigliere speciale del Cavaliere, uno degli uomini a lui più vicini, il poliglotta che parla correntemente sette lingue e che per l’occasione avrebbe anche festeggiato il suo compleanno (proprio l’altro ieri ha compiuto mezzo secolo di vita). Valentini sa tanto di energia, e conosce benissimo Vladimir Putin, che nel 2010 lo ha insignito del prestigioso Ordine di Lomonosov. Per un lungo periodo il consigliere ha seguito, al di fuori dei canali diplomatici ufficiali, la trattativa tra Eni e Gazprom.

LA PARTE SARDA
Cappellacci e Al Thani hanno analizzato, prendendolo di petto, lo stato dell’arte delle trattative sull’insediamento turistico da realizzare nella parte meridionale dell’isola.
Per oltre una settimana, il fratello del sovrano del Qatar ha soggiornato al Forte Village e nessuno ha mai creduto che fosse lì per una vacanza. Per una cifra di partenza che supera di poco i 600 milioni di euro (più o meno la stessa cifra pagata per entrare in possesso di quello che fu il paradiso dell’Aga Khan), un’apposita società facente capo all’emiro potrebbe acquisire dalla holding di Emma Marcegaglia quello che per anni è stato (ed è tuttora) considerato il resort più prestigioso del mondo.
Va da sé che un gruppo capace di offrire in Sardegna due proposte di turismo a sette stelle come la Costa Smeralda e la struttura di Santa Margherita di Pula, avrebbe l’opportunità di catturare i vacanzieri più facoltosi del pianeta. L’alternativa al Forte potrebbe essere rappresentata da Teulada, ma su quella zona esisterebbe un forte interesse del sultano dell’Oman, il cui sbarco a Cagliari, con due navi e mille persone al seguito. è previsto ad horas. Quaboos bin Said al Said infatti tornerà in Sardegna dopo 16 anni dall’ultima visita e ha tutta l’intenzione di investire un pacco di milioni di dollari nella zona sud della Sardegna. Tra il sovrano dell’Oman e quello del Qatar, tra l’altro, non esiste rivalità: i due raccontano di essere amici.

LA COMPAGNIA AEREA
Cappellacci e Al Thani si sono soffermati diffusamente anche sul tema dei trasporti. Avrebbe poco senso infatti realizzare insediamenti turistici di altissimo livello se contemporaneamente non fossero garantiti collegamenti rapidi ed efficienti. E così, accanto all’ipotesi di acquisire la proprietà di Meridiana Fly (ipotesi smentita proprio su questo giornale dall’amministratore delegato della stessa compagnia aerea), si sarebbe discettato anche di crearne una ex novo, una sorta di vettore satellite di Qatar Airways.

Da L'Unione Sarda del 30 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

Il Presidente della RAS continua a disertare l’Aula

Il Presidente della RAS continua a disertare l’Aula

La maggioranza di CD esplode, il “casus belli”: la nomina di Lorefice, un giovane neolaureato, alla guida della Carbosulcis, decisa dal Presidente Cappellacci

Comunicato stampa
Il Presidente Cappellacci, continua a fuggire dalle sue responsabilità disertando l’Aula del Consiglio insieme alla sua Giunta, dimostrando un violento e arrogante atteggiamento di scherno delle istituzioni, nella fattispecie il Consiglio, la Presidente e la Conferenza dei Capi-gruppo; atteggiamento che sicuramente in questo momento di forte crisi economica e sociale sarda, non contribuisce a creare un clima favorevole per affrontare e cercare di risolvere anche parzialmente il dramma occupazionale, la crisi delle imprese e delle famiglie sarde.
Se il Presidente Cappellacci da ben tre anni è impossibilitato ad essere presente e dare il suo contributo nel Consiglio Regionale, insieme alla sua Giunta e alla sua maggioranza, con senso di responsabilità, rassegni le dimissioni per manifesta incapacità ad assolvere ai suoi compiti istituzionali: il bene e la prosperità delle collettività sarde.
Claudia Zuncheddu
                                                           Consigliera Regionale SardignaLibera

sabato 2 giugno 2012

SARDISTI: Cappellacci dovrebbe mantenere una serie di impegni. In caso contrario il Psd’Az uscirà dalla maggioranza

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno domenica 27 maggio 2012 alle ore 14.00 ·



IL PSD’AZ: «TRE CONDIZIONI PER RESTARE AL GOVERNO»
Ultimatum dei sardisti a Cappellacci: «Subito l’assemblea costituente o usciremo dalla maggioranza».  

I sardisti alle grandi manovre in vista di possibili rimescolamenti di alleanze. Da Tramatza, dove ieri si è riunito il Consiglio nazionale del partito, è stato lanciato un ultimatum al presidente Cappellacci che dovrebbe mantenere una serie di impegni. In caso contrario il Psd’Az uscirà dalla maggioranza, dicono il segretario Giovanni Colli e il presidente Giacomo Sanna.

Gli impegni che Cappellacci dovrebbe onorare sono tutti in salita: l’assemblea costituente per riscrivere lo Statuto, vecchio cavallo di battaglia dei sardisti. Poi la flotta sarda e la zona franca integrale.
Sulla costituente, Colli ha spiegato che se Consiglio e giunta dovessero mettersi di traverso non ci sarebbe alcun motivo per i sardisti di continuare a sostenere il governo dell’isola.

Altrettanto chiaro Giacomo Sanna: «Se la legge sulla flotta sarda non passa è l’occasione buona per uscire dalla maggioranza». Dal Consiglio nazionale è stata ribadita la volontà di rispettare l’esito del referendum che ha cancellato le province ma che ha pure dato il via libera all’assemblea costituente. «E va fatta subito», ha ribadito Giovanni Colli anche per evitare che poi a riscrivere lo Statuto non siano i sardi ma il parlamento nazionale.

Posizioni che rafforzano le tesi espresse qualche giorno fa da Paolo Maninchedda: «Psd’Az e Sel sono pronti a fare una proposta sovranista. E l’Udc non è ferma», ha dichiarato. Ieri il presidente della commissione non ha partecipato, per motivi personali, alla riunione del Consiglio nazionale ma è tornato con una dichiarazione sul recente voto del Consiglio regionale per la legge sulle Province: «E’ nata la maggioranza Pd-Pdl in Regione», ha affermato Maninchedda, «il Pd ha soccorso il Pdl, ovviamente gridando contro il Pdl, per salvare i presidenti delle province, Quaquero, Tocco, Cherchi, Deriu e Giudici. Il Pdl ha salvato Sanciu e De Seneen».
(A.F.)

Tratto da La Nuova Sardegna 27 maggio 2012

sabato 26 maggio 2012

LA SARDEGNA E’ OPPRESSA DALL’ITALIA, PERCHÉ LA NOSTRA CLASSE POLITICA SI RENDE SERVILE VERSO ROMA.

Auspico un intervento del Presidente della Repubblica affinché verifichi che l'azione dell'esecutivo, che ha prestato giuramento nelle sue mani, sia rispettosa della Costituzione, della leale collaborazione Istituzionale e di quell'unità nazionale che non può essere minacciata da atteggiamenti che sembrano concretizzare una secessione al contrario.
(Ugo Cappellacci)
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/274402

SU COMITADU PRO SA LIMBA SARDA, bene la notifica messa in mora lo Stato italiano in lingua sarda


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 24 maggio 2012 alle ore 23.42 ·
 


Su comitadu pro sa limba sarda "plaude all'iniziativa del Presidente della Regione sarda Ugo Cappellacci di scrivere in sardo, lingua della Nazione sarda, al Presidente Monti, la lettera di diffida e messa in mora successivamente all'abbandono del tavolo sul federalismo". Lo dice all'Adnkronos Mario Carboni, portavoce di Su Comidadu pro sa limba sarda (Comitato per la lingua sarda), in merito alla decisione del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, di inviare al governo la diffida e la messa in mora sulla vertenza entrate in italiano e in lingua sarda.
Il comitato coglie l'occasione "per denunciare con forza la discriminazione in corso di attuazione, nella Commissione esteri della Camera, nei riguardi della Nazione sarda e dei suoi diritti di minoranza linguistica, che ha approvato senza emendamenti il disegno di legge governativo per la ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie".

"Il disegno di legge governativo - spiega Carboni - discrimina gravemente la lingua sarda, non riconoscendo totalmente i suoi diritti per l'insegnamento, la giustizia e i media, considerandola una linguadi serie B rispetto alle lingue del Sud Tirolo, Trentino, Val d'Aosta e allo Sloveno, tutte lingue garantite da trattati internazionali.

Cio' significa che la stessa Autonomia speciale sarda e' considerata di serie B, come appunto dimostra il comportamento Governativo in sede di confronto sul federalismo e fiscalita"'.
Su Comitadu pro sa limba sarda, sostiene che la questione linguistica "e' l'indicatore piu' importante della Questione sarda e' invita il Presidente Cappellacci, in quanto piu' alto rappresentante del Popolo sardo a denunciare il comportamento governativo teso a non applicare come dovuto la Carta europea delle lingue minoritarie per la lingua sarda riducendo anche le tutele gia' conquistate, a rigettare il testo della ratifica, a chiedere un confronto Stato-Regione sul tema, a inoltrare formale protesta al Consiglio d'Europa per violazione dell'Accordo quadro sulle minoranze nazionali e della lettera e dello spirito della Carta europea delle lingue".

Carboni spiega che il comitato "chiede anche che sia formalizzato un tavolo Regione-Sardegna per trattare esclusivamente il contenzioso linguistico, l'insegnamento nelle scuole e l'uso della lingua sarda nei tribunali e nei media.

Nel contempo Su comitadu pro sa limba sarda sollecita i parlamentari sardi, i consiglieri regionali, le forze politiche, sociali e culturali sarde ad essere unite in questa battaglia - conclude -, base per ogni speranza di sovranita' della Sardegna".

Da L.Q.it del 24 maggio 2012

VERTENZE ENTRATE: REGIONE SARDEGNA, VIE LEGALI CONTRO IL GOVERNO ITALIANO ANCHE IN “LIMBA SARDA”

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 24 maggio 2012 alle ore 18.53 ·
 



La diffida e la messa in mora al Governo Monti sulla vertenza entrate e' stata inviata in due lingue al presidente del Consiglio: in italiano e in limba sarda.

Lo annuncia il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che stamane ha abbandonato l'insediamento del tavolo sul federalismo e che ha preannunciato al ministro Gnudi l'arrivo dell'ufficiale giudiziario a Palazzo Chigi.

''Da questo momento - ha aggiunto il presidente - le nostre comunicazioni con l'Esecutivo saranno scritte sia in italiano che nella lingua dei nostri avi.
Vogliamo ribadire cosi' il nostro orgoglio e la nostra identita' sarda: quella di un popolo con storia, tradizioni, cultura e lingue proprie.

Il nostro non e' un piagnisteo assistenzialista, ma e' la rivendicazione di rispetto, di pari dignita, di cio' che spetta di diritto alla nostra isola. Vogliamo perseguire la via dello sviluppo con progetti che abbiano origine in Sardegna, rispettosi dei nostri valori e del nostro immenso patrimonio ambientale e paesaggistico, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo.

Nel corso della storia - ha concluso Cappellacci - tutte le volte che l'Italia ha chiamato, la Sardegna ha risposto e ha dato il suo contributo. Purtroppo non possiamo dire che a parti invertite sia accaduto lo stesso''.

Da Asqn del 24 maggio 2012

mercoledì 23 maggio 2012

UGO CAPPELLACCI: Prima minaccia lo Stato italiano e poi chiede a Napolitano di essere garante dell'unità nazionale


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno giovedì 17 maggio 2012 alle ore 0.59 ·



“La Regione intende mettere immediatamente in mora l’amministrazione finanziaria statale”. Lo ha annunciato il presidente Ugo Cappellacci durante il suo intervento in Consiglio Regionale sulla vertenza Sardegna. “Nella seduta di ieri sera - ha aggiunto Cappellacci - l’esecutivo ha deliberato il mandato al Presidente della Regione di chiedere al Governo la applicazione immediata dell’articolo 8 dello Statuto con la contestuale diffida e messa in mora e di esperire tutte le azioni, sia nanti la Corte costituzionale, sia nanti la magistratura ordinaria.

A tal fine presenteremo immediatamente allo Stato una proposta di accordo, rigorosamente rispettosa delle statuizioni del Giudice costituzionale - ha evidenziato Cappellacci ricordando le due recenti sentenze della Corte Costituzionale che confermano la posizione sostenuta dalla Regione nei confronti dell’esecutivo nazionale - . “Ove lo Stato, assumendosi la responsabilità di disattendere le chiare indicazioni della Corte, si sottraesse al confronto, violando il principio di leale collaborazione e ignorando l’art. 8 dello Statuto, la Regione reagirà ancora una volta con tutti gli strumenti messi a sua disposizione dall’ordinamento, mettendo in mora lo Stato e rivolgendosi, per la tutela dei suoi diritti costituzionali, alla giurisdizione competente.

Nonostante le importanti novità sancite in modo cristallino dalla Corte, sia con riferimento al nuovo regime delle entrate, sia con riferimento alla modifica proporzionale del patto di stabilità, l'atteggiamento mostrato dal rappresentante del Governo in senso al tavolo tecnico è stato dilatorio e per certi aspetti di chiusura. Le ben note difficoltà della finanza pubblica nazionale, sono state ancora una volta utilizzate come giustificazione per non chiudere le partite aperte, con il tentativo di riportare le questione relativa alle entrate alla discussione più generale concernente l'attuazione del federalismo fiscale, ai sensi dell'articolo 27 della legge 42/2009.

E' un atteggiamento inaccettabile e quanto sancito dalle sentenze rinforza la rivendicazione delle nostre spettanze di competenza e impone l'apertura di un nuovo contenzioso con lo Stato anche per il risarcimento dei danni riguardanti il pregresso. Ancora una volta – ha evidenziato Cappellacci che già aveva scelto la via delle azioni giurisdizionali nei confronti del precedente esecutivo- dobbiamo sollevare il livello della contrapposizione, affidandoci in modo risoluto ed intransigente alla via giudiziaria a tutti i livelli e ribadiremo questa nostra posizione anche al tavolo politico sul federalismo fiscale convocato dal Ministro Gnudi per il prossimo 24 maggio. Questa sera - ha aggiunto il presidente - comunicherò la nostra intenzione al presidente Monti, richiamando il lavoro svolto da un tavolo politico aperto per dare piena e concreta effettività ai diritti della Sardegna e dei Sardi.

Sono impegni sui quali rinnoveremo altresì l'appello al presidente della Repubblica in qualità di garante dell'unita' nazionale e di quella leale collaborazione istituzionale che troppe volte non ha caratterizzato la dialettica Stato-Regione".

Da A.P. del 16 maggio 2012

lunedì 14 maggio 2012

Monti impugna finanziaria regionale ma la sinistra che parla di ‘Autonomia’ se la prende con Cappellacci

Nuova prepotenza centralista contro la finanziaria regionale, giudicata dal Governo Monti incompatibile con le linee generali della finanza statale. Dalla Sardegna nessuna voce contro il Governo.
Dice bene lo scrittore Gianfranco Pintore, i riflessi pavloviani dei partiti italiani in Sardegna si fanno sentire:
Il 21 marzo scorso buona parte del Consiglio Regionale aveva votato a favore di un ordine del giorno teso ad appurare la lealtà dello Stato Italiano nei confronti della Sardegna. Oggi che il Governo impugna una finanziaria, che fanno i partiti italiani che sostengono l’Autonomia Sarda? Se la prendono con Roma? Macché. Se la prendono con la Giunta Cappellacci.
I capigruppo Giampaolo Diana (Pd) e Luciano Uras (Sel) hanno invitato Ugo Cappellacci («incapace») a dimettersi. [...] Per l’Idv Palomba: «Giunta e Consiglio inefficienti» (La Nuova, 12-05-12).
Pintore ricorda: “Si badi bene, questa follia non è appannaggio esclusivo del centrosinistra: le stesse reazioni ebbe il centrodestra quando Prodi bocciò le leggi dell’epoca Soru e particolarmente quella che nominava la sovranità del popolo sardo. Sono riflessi pavloviani che non si curano, essendo istintivi, degli effetti sugli amministrati e sulla qualità dell’autonomia sarda”.

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venerdì 4 maggio 2012

LA REGIONE SI COSTITUISCA PARTE CIVILE NEL PROCESSO SUL G8

“La Regione si costituisca parte civile nel processo sul G8″ della Maddalena. In Consiglio Regionale mozione di SardignaLibera e Sel

 

 E’ stato rinviato al prossimo mese di settembre il processo sull’affaire G8 ospitato dal Tribunale di Perugia. Dopo diverse battaglie e un ricorso al Tar del Lazio, la cui sentenza ha imposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’accesso agli atti, su richiesta del consigliere regionale di SardignaLibera Claudia Zuncheddu e dei suoi avvocati, Luigi Azzena e Renato Margelli, è stato possibile rilevare gli abusi eseguiti da parte degli “uomini” del G8 della Maddalena.

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domenica 22 aprile 2012

EOLICO E P3: Cappellacci e Carboni dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma.


La prima grana giudiziaria per il governatore Ugo Cappellacci - poi seguita da altre tre inchieste - approda oggi davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma. Il caso “P3” si era abbattuto come una furia sul vertice della Regione nell’estate 2010, soprattutto per il coinvolgimento di Cappellacci nell’affaire gestito da Flavio Carboni, imprenditore nativo di Torralba, storico protagonista di trent’anni di intrighi italiani.

Oggi Carboni e Cappellacci sono coimputati per la corsa all’eolico sporco nell’isola, al quale il presidente della Giunta regionale avrebbe dato un avallo più che politico: la nomina - centrale secondo la Procura di Roma - di Ignazio Farris alla guida dell’Agenzia regionale per l’Ambiente, che nei disegni di Flavio Carboni avrebbe dovuto acquisire tutti i poteri in materia di energie alternative. Sullo sfondo resta quella “associazione che intendeva condizionare gli organi costituzionali dello Stato” - scrivono i magistrati nella loro ordinanza -, una sorta di nuova P2, appunto, che annovera tra i sospetti affiliati i big del Pdl Marcello Dell’Utri e Denis Verdini.

E poi i sardi Antonella Pau (compagna di Carboni), la moglie Maria Laura Scanu Concas, il direttore dell’Unicredit di Iglesias Stefano Porcu, Ignazio Farris, il presidente del consorzio Tea (bonifiche) Pinello Cossu e l’ex funzionario del comune di Porto Torres, Marcello Garau. Ugo Cappellacci risponde di abuso d’ufficio per la nomina, in odore di privilegio, di Ignazio Farris, da quando gli stessi magistrati romani - Rodolfo Sabelli e Giancarlo Capaldo - hanno stralciato l’accusa di corruzione. Oggi non sarà nell’aula 10 dell’edificio A, nel Palazzaccio capitolino, davanti al Gup Elvira Tamburelli. E questo perché il cuore del confronto tra pubblico ministero e difesa riguarda una questione tecnica, ma che in questa inchiesta si rivelerà fondamentale: l’utilizzabilità delle intercettazioni delle telefonate tra parlamentari, per le quali dovrà comunque essere chiesta l’autorizzazione a Camera e Senato.

Parlamentari che a Carboni garantivano appoggi politici o regolavano flussi di denaro, parte dei cinque milioni del tesoretto-eolico, soldi che imprenditori di Forlì affidarono a Flavio Carboni per invadere l’isola con torri del vento. L’altro filone dell’inchiesta (al quale i sardi sono estranei) che si fonda in gran parte sugli ascolti, riguarda il tentativo di condizionare procedimenti importanti in gran parte riconducibili agli interessi di Berlusconi, “Cesare” nelle intercettazioni: lodo Alfano, contenzioso fiscale di Mondadori, il ricorso contro l’arresto di Nicola Cosentino.
(Elena Laudante)

Da La Nuova Sardegna del 21 aprile 2012

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