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sabato 23 giugno 2012

PSD'AZ: INTERPELLANZA SULLA CENTRALE ENEL NEL POLIGONO MILITARE DI TEULADA

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 23 giugno 2012 alle ore 21.14 ·



INTERPELLANZA SANNA Giacomo – DESSI' – sull'assegnazione dei lotti per la realizzazione di impianti fotovoltaici dell'Enel nel poligono di Teulada.
I sottoscritti Consiglieri Regionali,

Premesso che:
- la Società Enel Green Power (EGP) si è aggiudicata due dei tredici lotti messi in gara da Difesa Servizi SpA per l'assegnazione di terreni del demanio militare sui quali realizzare impianti fotovoltaici;

- uno dei due lotti assegnati a EGP è quello di Teulada, dove la Società di Enel per le rinnovabili ha pressochè ultimato quello che diventerà il suo più grande parco in Italia, si tratta di circa 150 ettari su due aree di 70 e 80 ettari ciascuna;
- la cessione di 150 ettari dalla Stato ad Enel Green Power ha una durata di 25 anni per una produzione di non meno di 30 milioni di Kw, sufficienti per il fabbisogno di oltre 20 mila famiglie.

Appreso che:
- Il Consiglio comunale di Teulada ha contestato il progetto perchè si tratterebbe di un tentativo di industrializzazione di aree, ora destinate alla difesa, che sarebbero dismesse per fini speculativi privati senza prevedere alcuna ricaduta economica sul territorio;
- Il Comitato misto paritetico sulle servitù militari ha espresso il suo parere sfavorevole ai 150 ettari di pannelli fotovoltaici, dopo aver raccolto il consenso trasversale dell'intera assemblea civica che ha bocciato su tutta la linea l'iniziativa del fotovoltaico;
- non è stato seguito l'iter procedurale previsto dall'art. 14 che recita: La Regione, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo. I beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato, finchè duri tale condizione";

Chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere se vi sia l’intendimento da parte dell’amministrazione regionale:
- di stralciare dai programmi di cessione attuati dal Ministero della Difesa, attraverso Difesa Servizi SpA, quei lotti destinati alla produzione di energia fotovoltaica nel poligono di Teulada;
- di farsi garante nel rispetto delle leggi:
1) per favorire l'avvio di un negoziato al fine di garantire alla comunità un ruolo da protagonista che gli permetta di programmare l'uso del proprio territorio;
2) perchè nel momento in cui si dovesse avviare la dismissione nel territorio interessato non rimanga in piedi un'altra concessione per ulteriori 25 anni;
                                                                  I Consiglieri Regionali
Cagliari, 21 giugno 2012



Dal Sito ufficiale del Partito Sardo d'Azione

mercoledì 23 maggio 2012

EOLICO: PROGETTO IMPIANTO OFF SHORE ALL'ASINARA


pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno lunedì 21 maggio 2012 alle ore 21.51 ·



La Seva srl di Aosta ha presentato lo scorso 30 aprile alla Capitaneria di Porto Torres l'istanza per la concessione demaniale marittima per la realizzazione di una centrale eolica off shore nel Golfo dell'Asinara, davanti a Porto Torres e al Parco nazionale.

Le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra denunciano "l'assalto speculativo" dei 28 aerogeneratori, alti 90 metri, con potenza complessiva di 100,8 MW, a breve distanza dalla costa.

Da Ansa del 21 maggio 2012

venerdì 11 maggio 2012

PORTOSCUSO: l’ex sindaco indagato anche per l’eolico




Mentre è stata fissata all’11 luglio la data del processo, con rito immediato, che vede indagato per concussione sessuale, corruzione e abuso d’ufficio l’ex sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, si apre anche un nuovo filone di indagini che nasce come costola dell’inchiesta principale.

L’indagine, avviata dal pubblico ministero Daniele Caria, riguarda la realizzazione di impianti eolici su terreni comunali a Portoscuso. Lo scenario vedrebbe un’inversione di rotta repentina, da parte dell’allora sindaco Adriano Puddu, rispetto alle procedure tenute precedentemente dall’amministrazione comunale. La concessione di terreni per i parchi eolici si divide, a Portoscuso, in due momenti: prima del 2007 e dopo il 2007.

Fino al 2007, secondo quanto emerso dalle prime verifiche disposte dal magistrato, i terreni per l’edificazione di parchi eolici erano stati affidati dall’amministrazione comunale all’Enel o a società ad essa collegate, secondo corrette procedure di selezione e di valutazione di impatto ambientale. Una linea che, a partite da quell’anno, subì un cambiamento di rotta. Altre aree, secondo l’ipotesi della Procura della Repubblica, vennero assegnate, per la costruzione di impianti eolici, a una serie di piccole società nate per l’occasione, senza nessun tipo di gara pubblica o di procedure di valutazione di impatto ambientale.

Tutte le società beneficiarie dei terreni vennero in seguito acquistate da Enel. L’ipotesi principale sulla quale si muoverebbe l’autorità giudiziaria e che ha dato via al ramo bis dell’inchiesta sull’operato di Adriano Puddu, nella sua veste di sindaco di Portoscuso, è che le piccole società titolari delle concessioni facessero capo in qualche modo al sindaco stesso, il quale avrebbe tratto un vantaggio economico dalla cessione all’ente elettrico delle piccole aziende concessionarie. La procura della Repubblica di Cagliari ha disposto ulteriori indagini, affidandole al nucleo investigativo del Corpo forestale, coordinato dal commissario Ugo Calledda.

Da La Nuova Sardegna del 8 maggio 2012

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domenica 22 aprile 2012

Energia per la Sardegna Oristano 22 gennaio 2010

Perchè no al nucleare Territorio,ambiente ed energie rinnovabili

guarda il video ... 

EOLICO E P3: Cappellacci e Carboni dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma.


La prima grana giudiziaria per il governatore Ugo Cappellacci - poi seguita da altre tre inchieste - approda oggi davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Roma. Il caso “P3” si era abbattuto come una furia sul vertice della Regione nell’estate 2010, soprattutto per il coinvolgimento di Cappellacci nell’affaire gestito da Flavio Carboni, imprenditore nativo di Torralba, storico protagonista di trent’anni di intrighi italiani.

Oggi Carboni e Cappellacci sono coimputati per la corsa all’eolico sporco nell’isola, al quale il presidente della Giunta regionale avrebbe dato un avallo più che politico: la nomina - centrale secondo la Procura di Roma - di Ignazio Farris alla guida dell’Agenzia regionale per l’Ambiente, che nei disegni di Flavio Carboni avrebbe dovuto acquisire tutti i poteri in materia di energie alternative. Sullo sfondo resta quella “associazione che intendeva condizionare gli organi costituzionali dello Stato” - scrivono i magistrati nella loro ordinanza -, una sorta di nuova P2, appunto, che annovera tra i sospetti affiliati i big del Pdl Marcello Dell’Utri e Denis Verdini.

E poi i sardi Antonella Pau (compagna di Carboni), la moglie Maria Laura Scanu Concas, il direttore dell’Unicredit di Iglesias Stefano Porcu, Ignazio Farris, il presidente del consorzio Tea (bonifiche) Pinello Cossu e l’ex funzionario del comune di Porto Torres, Marcello Garau. Ugo Cappellacci risponde di abuso d’ufficio per la nomina, in odore di privilegio, di Ignazio Farris, da quando gli stessi magistrati romani - Rodolfo Sabelli e Giancarlo Capaldo - hanno stralciato l’accusa di corruzione. Oggi non sarà nell’aula 10 dell’edificio A, nel Palazzaccio capitolino, davanti al Gup Elvira Tamburelli. E questo perché il cuore del confronto tra pubblico ministero e difesa riguarda una questione tecnica, ma che in questa inchiesta si rivelerà fondamentale: l’utilizzabilità delle intercettazioni delle telefonate tra parlamentari, per le quali dovrà comunque essere chiesta l’autorizzazione a Camera e Senato.

Parlamentari che a Carboni garantivano appoggi politici o regolavano flussi di denaro, parte dei cinque milioni del tesoretto-eolico, soldi che imprenditori di Forlì affidarono a Flavio Carboni per invadere l’isola con torri del vento. L’altro filone dell’inchiesta (al quale i sardi sono estranei) che si fonda in gran parte sugli ascolti, riguarda il tentativo di condizionare procedimenti importanti in gran parte riconducibili agli interessi di Berlusconi, “Cesare” nelle intercettazioni: lodo Alfano, contenzioso fiscale di Mondadori, il ricorso contro l’arresto di Nicola Cosentino.
(Elena Laudante)

Da La Nuova Sardegna del 21 aprile 2012

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martedì 17 aprile 2012

IL SINDACO DI TULA (SASSARI): «COSÌ HO NEUTRALIZZATO L'IMU». CASSE COMUNALI IN PAREGGIO GRAZIE AL PARCO EOLICO

GESTIRE IN PROPRIO L'EOLICO ... NO ?
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Una, due o tre rate? E quando pagarle? Nessun problema. Al comune di Tula, vicino Sassari, l'Imu sulla prima casa non si pagherà. I 1.600 cittadini che vivono in questo piccolo centro del Nord della Sardegna, dove ha vissuto la famiglia paterna del cantante Francesco Renga, che si affaccia sul Lago Codhinas nei pressi del parco eolico Sa Turrina Manna (la Torretta Grande), non dovranno fare calcoli per quantificare le rate della nuova edizione dell'Ici, introdotta dal decreto salva-Italia per fronteggiare la crisi economica.
Con un'ordinanza comunale il sindaco Andrea Becca ha formalizzato l'esenzione totale dell'Imu sulla prima casa.

Come è possibile?
Sulla base delle norme certe fino ad ora del Parlamento, che consentono di modulare le aliquote e le detrazioni sull'Imu, abbiamo deciso di neutralizzare questa imposta.

Con quale formula?
Abbiamo ridotto l'aliquota dal 4 al 2 per mille e contemporaneamente aumentato la detrazione sull'Imu da 200 a 400 euro da aggiungere alle detrazioni per i figli a carico per 50 euro per ciascun figlio. In questo modo, dopo aver fatto i calcoli sulle nuove rendite catastali delle case del comune, in virtù dell'aumento del 60% previsto dalla misura, abbiamo neutralizzato l'imposta. Portandola al valore 0.

Ci sarà comunque una tranche da versare e poi un rimborso?
No, abbiamo risolto il problema alla radice perché non ci sarà nessuna tranche da versare per l'Imu sulla prima casa. Quanto alla seconda casa non è stato possibile intervenire dato che la norma non prevede questa facoltà da parte dei Comuni prevedendo la compartecipazione dello Stato.

Esentando l'Imu sulla prima casa, riuscirete a far fronte alla crisi economica?
Siamo in pareggio di bilancio. Esentando l'Imu rinunciamo a un'entrata di circa 50mila euro. Ma il nostro comune ha la fortuna, rispetto ad altri, di poter contare su entrate strordinarie dovute alla presenza di un parco eolico. In quest'ottica si inquadra la decisione di non istituire l'addizionale comunale Irpef, che dove è prevista grava per diverse centinaia di euro sul bilancio familiare. Inoltre, per il sesto anno consecutivo la tassa sui rifiuti non ha subito aumenti. E grazie al "surplus eolico" abbiamo deciso di azzerare l'Imu.
Vito Lops e Giovanni Parente

Da Il Sole 24 Ore del 17 aprile 2012

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lunedì 16 aprile 2012

EOLICO: i Comuni di Ales, Morgongiori e Pau contro l'Enel

«No al nuovo parco eolico»

I tre primi cittadini all'Enel: subito i risarcimenti per i danni

Per il nuovo parco eolico sul Monte Arci è ancora il tempo dell'attesa. Il Tar non si è pronunciato sulla richiesta di sospensiva della Enel Green Power del provvedimento della Regione che aveva detto no alla valutazione di impatto ambientale sul progetto di riconversione della centrale eolica. Meno pale, da 34 a 12, ma più potenti.

 Ma c'è anche una causa ancora pendente dei tre Comuni di Ales, Morgongiori e Pau che hanno chiesto all'Enel il risarcimento dei danni ambientali prodotti dalle pale dimenticate per anni sul complesso montano. I sindaci attendono gli sviluppi del procedimento giudiziario del Tar e hanno ribadito: «Siamo contrari alle energie da fonti rinnovabili e ad un nuovo parco eolico sul Monte Arci. Ma vogliamo prima che la società risarcisca le nostre comunità». 

L'ultima udienza al Tar sulla richiesta di sospensiva dell'Enel Green Power della bocciatura della Regione sul loro nuovo progetto si è svolta qualche settimana fa. Ma ancora nessun pronunciamento. Per il momento rimane confermato il "no" regionale. Proprio la richiesta di valutazione di impatto ambientale richiesta dell'Enel senza coinvolgere i Comuni aveva provocato la protesta del sindaco di Ales Simonetta Zedda, che aveva annunciato l'avvio del procedimento di revoca delle concessioni delle aree.

«Il discorso con l'Enel si è interrotto da allora - ha ribadito Zedda - non siamo contrari al nuovo parco, ma prima deve essere chiuso il discorso del pregresso». Ovvero il pagamento dei risarcimenti per i danni ambientali. Sulla stessa linea il sindaco di Morgongiori Renzo Ibba: «La nostra causa è ferma perché aspettiamo il pronunciamento del Tar». Lo ha seguito il collega di Pau Franceschino Serra: «Senza questi indennizzi non possiamo presentare alle nostre comunità il progetto di un nuovo parco eolico».
Enel Green Power vorrebbe ridurre le attuali 34 pale a 12 ma più potenti. I vecchi tralicci erano già superati quando vennero installati, nel 1992, e non hanno mai prodotto energia. ( an. pin. )