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mercoledì 11 luglio 2012

Flotta sarda, nel 2011 il bilancio ufficiale chiude con un attivo

I biglietti staccati l’anno scorso per le due rotte nazionali hanno superato i costi di noleggio : l’utile è stato 1,1 milioni 

di Umberto Aime
CAGLIARI. Il bilancio 2011 della Flotta sarda è ancora ufficioso, deve essere approvato dal socio unico, la Regione, ma almeno è finito l’estenuante balletto sui numeri: durava troppi mesi. E allora che sia subito una valanga di cifre, per capire se l’esperimento dell’anno scorso, con le rotte Civitavecchia-Golfo Aranci e Vado Ligure-Porto Torres, è stato un flop, oppure qualcuno ci ha guadagnato, a parte i passeggeri.
L’utile. A dispetto di chi ha provato a silurarla sin dall’inizio, in novanta giorni (dal 15 giugno al 15 settembre 2011) la Saremar ha chiuso il bilancio con un utile di 1.147.881 euro, per quanto riguarda i soli due collegamenti nazionali. È questo il risultato finale e incontestabile della “contabilità separata” imposta dall’Unione Europa sempre attenta a indagare sui presunti aiuti di Stato.

Ma è il conto economico a dire che la Flotta sarda ha potuto navigare senza affanni e artifizi vari grazie agli incassi arrivati dalla biglietteria: 10.668.586. Milioni che sono la parte più consistente alla voce ricavi, da sommare a quelli dichiarati come altri (65.594) nel conto economico. Ebbene, il totale dei ricavi puri ha superato i costi, che sono stati di 9.599.684. Nella sottrazione fra le due voci, c’è una differenza rispetto all’utile d’esercizio: è intorno ai 13 mila euro attribuiti alla voce “proventi e oneri finanziari”. Va detto che la Saremar non chiude in attivo solo la “contabilità separata”, ma anche quella ordinaria. È intorno a 1,2 milioni il valore più iscritto in bilancio alla voce collegamenti con le isole minori (Carloforte e La Maddalena) e la Corsica. Sono tre rotte per cui la Saremar riceve dalla Regione un contributo per la continuità territoriale e il servizio pubblico.

I costi. Il bilancio fa chiarezza anche sui costi sostenuti dalla Saremar per i novanta giorni di collegamento. A cominciare da quelli per il bunkeraggio (o carburante): 4.084.027 è stato il costo del “pieno”. E questo dato conferma, seppure solo in parte, quello che da sempre sostengono gli armatori privati e cioè che il bunkeraggio a fare le tariffe passeggeri. Nel caso della Saremar la voce è certo significativa, ma da sola non giustifica, almeno così pare, quel rincaro pazzesco imposto proprio dai privati nell’estate del 2011. La seconda voce, nella colonna dei costi, è quella del noleggio a scafo armato (equipaggio compreso) dei due traghetti Scintu e Dimonios.

Alla Visemar di Rimini, società dei cantieri Visentini, la Saremar ha versato 2.835 mila euro per i tre mesi. È la calcolatrice a confermare che il nolo non sì è discostato molto dalle previsioni che erano state fate al momento dell’annuncio del varo: 15 mila euro al giorno per ciascuna delle due navi. Dalla lettura del bilancio emerge anche un altro dato interessante: per i mesi invernali del 2011 e quando non era stato ancora rinnovato il contratto, la Saremar ha pagato alla Visemar la cifra simbolica di un euro al giorno per ogni traghetto, com’era previsto dal contratto di prelazione per l’estate del 2012. E come si sa il noleggio è stato poi rinnovato con l’armatore di Rimini, mentre la terza nave adesso in servizio è stata affittata dalla Grimaldi holding ed è in servizio sulla Vado Ligure-Porto Torres.

Le zone grigie. È una sola e riguarda il contratto 2011 fra “Sardegna promozione”, società della Regione, e Saremar per pubblicizzare l’isola sulle navi della Flotta. L’importo complessivo di quegli incassi è dichiarato dalla compagnia regionaleintorno al 1.250 mila euro per ciascuna delle due navi in servizio. La “contabilità separata” sembra escludere qualunque interferenza di quel contratto nei bilanci della Saremar. Ma la parola finale spetta all’Unione Europea, che presto analizzerà nel dettaglio i conti della Flotta sarda e dovrà dire se «l’intera operazione è stata svolta secondo quei criteri che escludono ogni possibile aiuto di Stato». Tra l’altro questo è proprio il tema su cui sono incentrate le cause intentate dagli armatori privati contro la Saremar a Genova e Milano. Ma questa è un’altra storia.

 28 giugno 2012

TESTO ORIGINALE

venerdì 15 giugno 2012

Moby perde primo round con Saremar

La rotta Civitavecchia-Olbia resta attiva

Moby perde primo round con Saremar La rotta Civitavecchia-Olbia resta attiva  

Il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta da parte della Moby di inibire in via cautelare alla Saremar di coprire la rotta Civitavecchia-Olbia alle tariffe convenienti praticate dalla compagnia dei quattro mori.
"A un anno esatto dalla partenza del primo collegamento fra Olbia e Civitavecchia la Sardegna vince un'altra battaglia contro i signori del mare". Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, sulla decisione della magistratura. "I giudici - ha dichiarato il governatore - hanno accertato l'insussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. E' un nuovo riconoscimento della fondatezza delle nostre ragioni su tutti i rilievi sollevati dalla Moby, che va ad aggiungersi a quello già ottenuto in sede Comunitaria riguardo alle anomalie della vendita della Tirrenia alla Cin. Le osservazioni degli armatori circa presunti aiuti di Stato sono inconsistenti mentre sono concrete, evidenti e chiare a tutti coloro i quali hanno provato negli ultimi mesi a prenotare un viaggio da e per la Sardegna le intollerabili pratiche da cartello poste in essere dalla nostra controparte e dalle altre principali compagnie di navigazione. La nostra azione di liberazione della Sardegna dal sistema Tirrenia e dai suoi epigoni, per la difesa del diritto alla mobilità dei Sardi, continua fino all'obiettivo finale: quello di assicurare alla Sardegna un ruolo protagonista nelle scelte in materia di collegamenti marittimi e assicurare servizi efficienti, di qualità e adeguati a portare benefici per la nostra terra. I diritti dei Sardi e le regole del libero mercato non possono cedere il passo all'esasperata logica del profitto e alle tentazioni monopoliste".

domenica 6 maggio 2012

CONTINUITÀ MARITTIMA - Partito Sardo d'Azione: «La Sardegna gestisca da sola i collegamenti con la penisola»

La Giunta deve darsi da fare per ottenere la competenza a gestire i collegamenti marittimi sardi mentre il Consiglio regionale deve accelerare l'approvazione del disegno di legge sui trasporti. Giacomo Sanna, insieme a un altro gruppo di consiglieri sardisti, ha presentato una mozione sulla continuità marittima dove invita la Giunta a non abbandonare il progetto Saremar, anzi l'esecutivo dovrebbe adoperarsi «per ottenere il riconoscimento dallo Stato della competenza e delle funzioni sulla continuità territoriale marittima», insieme alle risorse necessarie per le compensazioni sulle rotte sociali tra la Sardegna e la Penisola, ovvero una parte di quei 72,6 milioni di euro stanziati per Tirrenia. La titolarità della Sardegna deriva dal titolo V della Costituzione che «riconosce in materia di grandi reti di trasporto e di navigazione la competenza legislativa concorrente tra Stato e Regione, attribuendo a quest'ultima la potestà legislativa».

SAREMAR Nel frattempo, per il Psd'Az, la Regione deve continuare «a garantire il diritto alla mobilità dei sardi e l'esistenza di una concorrenza vera sul cabotaggio marittimo e di un mercato che contrasti la formazione di oligopoli e cartelli attraverso Saremar». Visto poi il mancato coinvolgimento della Sardegna nella privatizzazione di Tirrenia, per i sardisti la Giunta deve andare avanti in tutte le sedi comunitarie e nazionali per far annullare la gara per la vendita degli asset Tirrenia.

La cessione, per Sanna, avrebbe «gravi vizi di legittimità e rappresenta un sicuro danno agli interessi socio-economici della Sardegna». Dopo aver accettato l'offerta «anomala» di Cin (200 milioni subito con la costituzione in pegno delle stesse azioni della società in cambio di un mutuo e i restanti 180 milioni a rate subordinate all'arrivo dei contributi pubblici), ora «il commissario di Tirrenia sta protraendo la trattativa privata con Cin per autorizzare la modifica della compagine societaria con l'uscita dei soci Aponte e Grimaldi», ipotesi non previste dalla procedura di gara.

LEGGE La continuità marittima, così come quella aerea, sarà disciplinata dalla legge sui trasporti che è ancora ferma nella IV Commissione. Nella mozione, quindi, Giacomo Sanna invita i consiglieri «a concludere con la massima urgenza la discussione del disegno di legge 346, e trasmetterlo immediatamente all'aula per l'approvazione». ( an. ber. )

Da L'Unione Sarda del 4 maggio 2012


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sabato 28 aprile 2012

FLOTTA SARDA: NAVE "CORAGGIO" DA 1 GIUGNO SU PORTO TORRES-SAVONA

Al via il primo giugno il collegamento Porto Torres-Vado Ligure (Savona) operato dalla cosiddetta Flotta sarda attraverso la Saremar, la compagnia di navigazione controllata dalla Regione. E' stato infatti siglato un accordo con la Grimaldi holding per il noleggio, sino a settembre, della motonave "Coraggio". Quella con Savona e' la seconda tratta attivata quest'anno, sullo schema gia' collaudato la scorsa estate, e segue l'avvio dei collegamenti, partiti il 16 gennaio, tra Olbia e Civitavecchia con i traghetti Saremar "Scintu" e "Dimonios".

Da Ansa del 26 aprile 2012

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