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sabato 23 giugno 2012

A BOSA PESCATORI IN RIVOLTA CONTRO "CIANCIOLO"

pubblicata da SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE il giorno sabato 23 giugno 2012 alle ore 23.38 ·
 



I pescatori di Bosa incassano la solidarietà del territorio e segnano il primo punto nella partita contro il peschereccio toscano "I dieci Angelillo" che, forte di UN'AUTORIZZAZIONE DEL MINISTERO PER LE POLITICHE AGRICOLE, potrebbe cominciare già nelle prossime ore a praticare la cosiddetta pesca a 'cianciolo' sul mare di Bosa.

Intervenendo alla manifestazione che si è svolta questa mattina proprio davanti alla foce del Temo, l'assessore regionale all'Agricoltura e Pesca, Oscar Cherchi, ha annunciato per lunedì 25 la firma di un decreto che sospenderà la pesca nel mare di Bosa delle specie pregiate e a rischio.

Il decreto sarà valido per tutti e fermerà quindi anche i pescherecci della marineria di Bosa, ma secondo l'assessore sarebbe l'unico modo per fermare il peschereccio toscano armato con il famigerato cianciolo, un sistema di pesca che consente la cattura in tempi brevi di grandi quantità di pesce e proprio per questo contestato dai pescatori locali, che temono la devastazione finale di un habitat che già da tempo appare pericolosamente impoverito.

I pescatori toscani, il cui arrivo nel porto di Bosa era atteso per la giornata di oggi, dovranno quindi rinunciare alla loro campagna di pesca nelle acque della Sardegna occidentale,ma la marineria locale teme prove di forza e ha chiesto controlli accurati e severi anche per evitare il sorgere di tensioni con possibili problemi di ordine pubblico.
La manifestazione, con la riunione straordinaria del Consiglio comunale di Bosa e dell'Unione dei Comuni della Planargia, si è conclusa con l'occupazione simbolica del molo dell'Isola Rossa da parte di alcune decine di imbarcazioni.

Da Ansa del 23 giugno 2012

venerdì 22 giugno 2012

FURAT CHIE BENIT DAE SU MARE


ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE POPOLARE DI SABATO A BOSA MARINA


È da anni che si parla di soluzioni per lo sviluppo della nostra economia e la pesca che potrebbe rappresentare per noi sardi un introito di tutto rispetto non viene solo trascurata, ma addirittura svenduta dalla classe politica italianista al primo buon offerente.
Se i sardi avessero uno stato, o almeno una classe dirigente autorevole e non sottomessa, i nostri pescatori non dovrebbero preoccuparsi. Il loro mare sarebbe al sicuro dall’invasione delle grosse barche straniere che praticano tipi di pesca che non solo rapinano sistematicamente i fondali , ma ne pregiudicano quasi totalmente il naturale ripopolamento.
Furat chie benit dae su mareCosì non è, e come al solito i lavoratori sardi assistono impotenti alla sfilata di consiglieri e assessori regionali fintamente impotenti e imbelli, i quali cercano più che altro di ammansire gli animi e di placare la voglia di ribellione a questo sistema di rapina e saccheggio delle nostre risorse.

Quello che accadrà a Bosa è la conseguenza di questa politica scellerata: Il peschereccio toscano "I dieci Angelillo" con l'autorizzazione del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste sbaraglierà la concorrenza utilizzando le  grandi reti (sistema di pesca col cianciolo) che permettono appunto di portare a bordo enormi quantità di pescato in tempi brevissimi setacciando il fondale e devastando l’ecosistema.
Duecento chilometri più a sud lo scenario non cambia:  la pesca del tonno rosso riempie il conto in banca della famiglia Greco di Genova proprietaria delle tonare di Carloforte. I Greco hanno interesse a fare profitto, assumono lavoratori con stipendi da fame e quasi mai di Carloforte. Sulle tonnare volanti (gestite da maltesi, spagnoli, italiani) impiegano radar che individuano e catturano interi banchi del pregiatissimo tonno rosso a rischio estinzione.
I tonni poi vengono trasportati sino a Malta dentro enormi gabbioni galleggianti trainati da rimorchiatori, ingrassati, macellati e imbarcati su speciali aerei diretti verso il Giappone. 
Insomma ora i tonnaroti non ricevono più nemmeno  la bottarga e il musciame che gli garantiva di integrare la misera busta paga giornaliera e alla popolazione di Carloforte non rimane della pesca al tonno, se non il ricordo e antiche fotografie da museo.
Dopo il saccheggio delle risorse del suolo, del sottosuolo e dell’energia eolica e solare arriva il saccheggio del mare!



►A Manca pro s’Indipendentzia appoggia la mobilitazione della comunità dei pescatori bosani e la manifestazione di sabato 23 giugno alle 10:00 del mattino a Bosa Marina e il diritto ad azioni di disobbedienza civile che ostacolino e impediscano ai pescherecci toscani la pesca nelle nostre acque territoriali.

►A Manca pro s’Indipendentzia appoggia l’iniziativa della lista civica Tabarchin Pau ben in Cümun di portare Carloforte a farsi promotore per una Moratoria per il tonno rosso per il ripolamento dei mari e per il ritorno ad una pesca nelle mani della comunità di Carloforte con tonnare fisse.
Direttivo Politico Nazionale
A Manca pro s’Indipendentzia


TESTO ORIGINALE

Pesca a cianciolo a Bosa: denuncia iRS


S.A., 18 giugno 2012 
La denuncia arriva dal partito indipendentista sardo che accusa Ministero e Regione ad autorizzare una pratica che provoca in tempi brevi il depauperamento del mare e per questo vietata anche nella vicina Corsica
Pesca a cianciolo a Bosa: denuncia iRS


BOSA - Il peschereccio toscano "I dieci Angelillo" potrà svolgere a Bosa, con l'autorizzazione del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, la pesca con il cianciolo.

Si tratta di una tecnica di circuizione dei branchi: grazie all’impiego di grandi reti si ha la possibilità di salpare a bordo enormi quantità di pescato in tempi brevissimi. La denuncia arriva da iRS, il partito indipendentista sardo, che critica una pratica che provoca il «depauperamento del mare e perciò recentemente sempre più osteggiato dalle comunità e dalle marinerie locali perché considerato molto dannoso ai fini del ripopolamento ittico».

«Non è un caso - aggiungono Gavino Sale e gli altri - che nella vicina Corsica questa pratica sia severamente vietata». E «in Sardegna - dicono da indipendèntzia Repùbrica de Sardigna - avviene con la complicità della Regione».

Nella foto: Gavino Sale