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sabato 12 maggio 2012

NOTIZIE DALLA SICILIA ...



Un paese siciliano ha dichiarato guerra alla marina militare degli Stati Uniti. Siamo a Niscemi, provincia di Caltanissetta: qui è in corso una battaglia portata avanti da Comune e cittadini contro l'esercito americano che vuole installare un sistema di comunicazione satellitare, chiamato MUOS: tre grandi antenne circolari e due torri radio, alte 150 metri. Il sito sorgerebbe a Sughereta riserva naturale e sito d'interesse comunitario. Il Comune aveva dato parere negativo, ma poi una autorizzazione a procedere della Regione siciliana ha dato il via ai lavori. Il sindaco Giovanni Di Martino appoggia in pieno la rivolta.
A Niscemi in realtà già dal 1991 esiste una stazione di telecomunicazioni della Marina Usa, già sotto accusa da parte dei cittadini per le onde elettromagnetiche. E proprio cittadini sono in prima fila nella battaglia, perché, come spiega Gianfranco Di Pietro consigliere comunale del Pd e nel comitato "No Muos", c'è un atteggiamento in particolare che non possono tollerare.

venerdì 11 maggio 2012

CARLOFORTE: SIT-IN CONTRO RADAR E SERVITÙ MILITARI




Niente radar e niente servitù militari sull’isola di San Pietro.
Questo il messaggio rilanciato ieri mattina a capo Sandalo, dai gruppi “No Radar” e “Carlofortini preoccupati”, insieme ad alcuni cittadini e candidati alle prossime elezioni comunali.

Il sit – in, come in altre occasioni, si è svolto di fronte al cancello d’ingresso al faro.
Una manifestazione per ribadire un fermo no all’installazione di radar in quella zona, che si tratti di Guardia Costiera (previsto per il controllo della navigazione) o di Guardia di Finanza (ipotizzato a seguito della bocciatura di altri siti costieri).

Gli attivisti, nel ricordare che consiglio comunale e molti cittadini si sono già espressi contro la presenza di nuovi radar in tutta l’isola, intendono far rispettare tale decisione in tutti i modi possibili.
Hanno inoltre denunciato l’irregolarità dell’ingresso, in quanto lo stradello che porta al faro risulterebbe di proprietà comunale, secondo quanto riportato sulle mappe catastali, per cui il cancello che delimita l’area militare “invalicabile”, dovrebbe essere spostato sotto l’edificio, lasciando libero un sentiero di particolare rilevanza ambientale e turistica.


A proposito della scarsa partecipazione popolare, un attivista ha amaramente commentato: «Se vince lo scudetto la Juventus, i carlofortini sono pronti a riversarsi in massa per le strade, a differenza di quanto accade se si deve discutere di questo ed altri seri problemi della nostra comunità, forse considerati meno importanti».
Simone Repetto

Da La Nuova Sardegna del 8 maggio 2012

SARDEGNA UNITA E INDIPENDENTE - FACEBOOK

domenica 6 maggio 2012

LA SARDEGNA E' SUCCUBE DI UNA OPPRIMENTE SERVITU' MILITARE

SPUNTA UN FUNGO - RADAR DENTRO CAPO FRASCA


In pochi giorni un gigantesco fungo è apparso all'interno del poligono di Capo Frasca.
Con tutta probabilità si tratta di uno dei radar che lo stato italia voleva installare sulle coste dell'isola e che la massiccia mobilitazione dei comitati e degli indipendentisti ha ostacolato.
Evidentemente ha vinto la linea delle guide indiane del colonialismo che immediatamente hanno suggerito a prefetti, militari e guardia di Finanza di realizzare questi radar dentro i poligoni militari per non suscitare il dissenso della popoloazione locale e dei comitati No Radar. I noti esponenti di spicco del PD Tore Cerchi, Gianfranco Ganau e Caterina Pes avevano fin da subito suggerito questa strada, come se il popolo sardo non avesse diritto di esprimere sovranità anche sulle aree attualmente occupate dall'esercito italiano!

A Manca pro s'Indipendentzia invita a non abbasare la guardia e smascherare questa nuova operazione di occupazione militare del nostro Paese!

DA A MANCA PRO S'INDIPENDENTZIA

sabato 28 aprile 2012

RADAR A CAPO COMINO ...NO GRAZIE !

Il fronte anti-radar si è scatenato su internet. La possibilità di veder sorgere un radar di ultima generazione a Capo Comino non va giù a molte persone. Del provvedimento se ne parla da molti anni, ma solo di recente è tornato alla ribalta proprio grazie al tam-tam su Facebook. Capo Comino, infatti, per la sua particolare posizione geografica figura tra i siti individuati in un apposito piano, disposto a suo tempo dal ministero dei trasporti e delle infrastrutture, dove collocare, in un futuro incerto, un radar molto sofisticato.

Dotato di una tecnologia avanzata, chiamata Vts, munita di sensori, collegamenti satellitari e via dicendo in grado di rendere totalmente sicura la navigazione in mare nonché prevenire svariati tipi di illeciti penali, dalla presenza di contrabbandieri a quella di natanti clandestini. A preoccupare il fronte del “no” sono però le potenziali emissioni elettromagnetiche prodotte da questo genere di apparecchiature e l'utilizzo, per finalità non strettamente ecologiche, di una perla naturale come Capo Comino, che tra l'altro è una zona Sic. Gli attivisti anti-radar sono sul piede di guerra.

«Ma come – hanno scritto su internet, in sostanza, molti siniscolesi – Capo Comino è riconosciuta come una delle zone più belle e delicate della Sardegna e c'è chi vuole svilirla con un'opera che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla nostra salute? Siamo pronti a presidiare la zona per evitare questo provvedimento». Anche il sindaco di Siniscola vuole vederci chiaro. Quello del radar, infatti, sembra quasi un giallo. «In municipio non ci risulta nessun atto relativo a questa struttura – spiega Rocco Celentano – e sto cercando di approfondire meglio la questione, per capirne bene i contenuti. Posso comunque assicurare che ci adopereremo per tutelare la bellezza e la salubrità di Capo Comino, che è una zona protetta e come tale va salvaguardata».

Nella giornata di domani, intanto, a Siniscola è annunciato un presidio del comitato No-radar, che sta raccogliendo firme contro l'installazione di questo genere di apparecchiature in Sardegna. Oltre a Capo Comino, infatti, simili radar pare siano previsti anche in altre zone dell'isola. Sulla possibilità di realizzare l'opera molti mettono già le mani avanti, liquidando la cosa con un “no grazie”. «Molto meglio -dicono- valorizzazione Capo Comino dal punto di vista turistico e ambientale».
Salvatore Martini

Da La Nuova Sardegna del 24 aprile 2012 


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